Tutti gli uomini del presidente

di finconsadmin

(Il Romanista – P.Bruni/D.Galli) – La Roma presente e quella futura si sono sedute attorno allo stesso tavolo. Per una volta, però, è contata forse più la forma che la sostanza.

«La scelta di questo giorno per il vertice tra i dirigenti non è stata casuale », ammette candidamente Pradè. Ieri, dieci anni fa, la Roma si cuciva sul petto il terzo scudetto. E ieri la Roma ha voltato pagina. Ieri, la Roma dei Sensi è diventata per davvero uno splendido ricordo. Ieri, non è nata la Roma americana. Di fatto, a stelle e strisce la Roma lo è già da un paio di mesi. Da quando il 15 aprile Unicredit ha siglato il preliminare di compravendita con DiBenedetto, Pallotta, D’Amore e Ruane. No. Ieri, la Roma americana ha fatto quello che finora non si era potuto fare. Si è guardata in faccia per la prima volta. Ha presentato a se stessa la nuova struttura. Ha cominciato a discutere di programmi. Perché è così, è facendo squadra, che si costruisce uno scudetto. Anzi, lo scudetto. Il quarto. Sede del rendez-vous, lo studio legale Tonucci. Pure questa non è una scelta casuale. Sono gli avvocati italiani della cordata guidata da DiBenedetto. Sono loro che da ormai un anno tessono le fila, tengono i contatti, allacciano rapporti. È in questo studio che lo scorso inverno DiBenedetto ha corteggiato per la prima volta Franco Baldini. L’ex ds del terzo scudetto è per ora diggì(e forse pure qualcosa di più) solo sulla carta. «Sono venuto qui per non farvi perdere tempo», dice ai giornalisti assiepati sotto lo studio da oltre quattro ore. «Tra due settimane saprete tutto. Ma io sono ancora il general manager dell’Inghilterra e non posso parlare». È un professionista di fama internazionale e deve mantenere un impegno preso con Capello: prima la nazionale inglese si qualifica per gli Europei del 2012, poi Baldini sarà libero di operare alla luce del sole in nome e per conto della Roma. Adesso è costretto a dividersi tra l’Italia e l’Inghilterra. È lui il regista dell’incontro che ha visto coinvolta tutta la dirigenza. Tutta o quasi. Gian Paolo Montali non c’era. Il direttore operativo è stimato, ma non rientra nei piani degli americani. Le strade si divideranno a fine mese. C’era invece Daniele Pradè, che in futuro collaborerà con Baldini. Non si sa però ancora in quale modo. «Partiamo tutti – ha detto l’ex ds a romanews.eu, uscendo dalla riunione – con grande entusiasmo. I tifosi devono stare tranquilli, è una società forte. Sarà una Roma ad altissimi livelli, ben strutturata che darà grandi soddisfazioni. È una struttura societaria importante. Non voglio fare paragoni con la gestione precedente, che ha portato grandi risultati. La percezione che ho è di una Roma a grandissimo livello. Il mio nuovo incarico non è ancora definito. I primi giorni della prossima settimana saprete tutto». Il suo incarico no. Quello degli altri, sì. Tonino Tempestilli sarà responsabile per la logistica, Elena Turra continuerà a gestire l’ufficio stampa ma assieme a un nome nuovo, Vito Scala sarà sempre l’ambasciatore di Totti nella Roma, Carlo Feliziani manterrà il ruolo di capo della biglietteria. Parentesi. Feliziani ha inviato al manager dei Boston Celtics responsabile del ticketing una serie di proposte per la campagna abbonamenti giallorossa. Le risposte arriveranno a breve. Si dovrebbe partire a metà luglio, non ci dovrebbero essere aumenti ed è prevista una grossa novità. Magari, chissà, garantire agli abbonati sconti importanti in Europa League. E si parla anche di rilasciare la tessera del tifoso direttamente alla sottoscrizione dell’abbonamento. Al meeting ha partecipato anche Cristina Mazzoleni. L’attuale resposabile pianificazione e controllo resterà al suo posto. In cima all’organigramma, però, c’è il nome di Claudio Fenucci, che ieri nello studio Tonucci ha incontrato i dirigenti della Roma in via del tutto ufficiosa. Da ospite. Romano, amministratore delegato del Lecce di cui è la stella polare, Fenucci avrebbe dovuto incontrarsi solo con Baldini. È stato infatti solo un’oretta, poi è andato via. La Roma gli ha proposto di essere l’alter ego di Baldini per la parte amministrativo-finanziaria. Il manager ha chiesto una settimana per sciogliere le ultime riserve. Dopo 18 anni, non è semplice dire addio al Lecce, alla società dove ha fatto tutto, pure il direttore sportivo in tempi di magra. Al puzzle manca solo un tassello. È Bruno Conti. Oggi pomeriggio si vedrà con Sabatini. Il ds gli offrirà di restare a capo del vivaio, ma fino ai Giovanissimi Nazionali. L’attività di Primavera e Allievi Nazionali sarà supervisionata da Luis Enrique, per rendere più facile il passaggio alla prima squadra.

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