Totti, una fantastica normalità

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – C. Zucchelli) – Partiamo da una notizia, che notizia poi non è, visto che è la consuetudine: Francesco Totti fa un colpo di tacco e Luis Enrique esclama: «Fantastico, meraviglioso». Si avverte chiaramente: lo sentono i tifosi, lo sentono i giornalisti, lo sente soprattutto il Capitano.

Che infatti accenna anche un sorriso. Non era il primo della giornata – li aveva già fatti quando era andato al bar sopra al campo a prendere il caffè insieme a Perrotta ed era stato assalito dai tifosi – non sarà l’ultimo. Perché mentre tutto il mondo (romanista e non, e anche questa non è più una notizia) parla e sparla e straparla di lui, lui fa quello che gli riesce meglio: gioca a calcio. Si allena – bene, benissimo – scherza con i compagni, raccoglie i complimenti dell’amico Marco Cassetti, che in conferenza stampa dice: «Totti ha sempre dimostrato in campo il suo valore» e la sera va con tutta la squadra in piazza a Brunico per la festa con i tifosi. Sta in silenzio. Non parla, almeno per ora (fatta eccezione per la battuta detta ieri sera durante l’asta per le magliette quando a proposito della sua ha detto: «una chiamata dall’Inghilterra, offrono 1000 euro»). Non dovrebbe farlo neanche nei prossimi giorni, preferisce godersi gli allenamenti con Luis Enrique e lasciare che siano questi a parlare per lui.

D’altronde, nella sua carriera è sempre stato così: le voci e le cattiverie sono state messe a tacere dai gol. E dagli assist anche, tanti e belli, come quello filtrante fatto ieri a Ménez durante l’allenamento del pomeriggio e che gli è valso un abbraccio da parte del francese. Un’altra perla, un altro po’ di Totti. Il campione che fa notizia anche quando va soltanto al mare a Sabaudia con i figli. Le ultime foto sono uscite proprio in questi giorni e mostrano un Francesco premuroso e sorridente, anche divertito quando si tuffa dalla barca insieme a Marco Di Vaio. Un amico. Come tanti. O come pochi, visto che adesso il giocatore più importante e decisivo della storia della Roma sembra essere diventato un “caso”. Non lo è per la nuova società – che non parlerà dell’intervista di Baldini per non alimentare ulteriori polemiche – non lo è neanche per il futuro direttore generale. Anche se un problema esiste, e le parole di Baldini lo hanno confermato, legato non al Totti giocatore (e ci mancherebbe altro) ma a quello che gli è intorno. E che fa male lo stesso, anche se nascosto dietro grandi giocate e sorrisi. Ieri i due non si sono parlati, potrebbero (o dovrebbero) farlo nei prossimi giorni. Chiarirsi, forse, sarà più facile quando Baldini sarà stabilmente a Trigoria. Adesso, che la distanza tra Londra e Riscone è grandissima – ma non incolmabile – è meglio stare ognuno al posto suo.

E pensare a quello che, ed è innegabile, è il bene comune: la Roma. Lo è per Baldini, che d’accordo con Sabatini sta cercando di costruire una squadra all’altezza, e lo è per Totti. E’ sempre stato così. Anche quando, come ieri,veniva messo in discussione. Troppe volte gli è capitato in carriera, ormai, a 35 anni, passa e va avanti. Nelle radio, in città, è stato l’argomento del giorno. A Riscone un po’ meno, visto che c’erano gli allenamenti da vedere a distrarre la gente, ma se ne è comunque parlato tanto. Perché Baldini piace a tutti e ispira fiducia. Ma Totti è Totti. E’ “fantastico e meraviglioso”, come un colpo di tacco regalato all’ora del tramonto. L’ha detto Luis Enrique. E ha già capito tutto.

 

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