Totti promuove Luis Enrique, ma scoppia il giallo Bojan

di Redazione, @forzaroma

(La Repubblica – F.Ferrazza) – Da Lucio a Lucho, il passo è breve. «Ci ricorda il primo Spalletti, come approccio al lavoro e per la continua ricerca del dialogo». È Perrottaa sintetizzare con un riuscito paragone il mondo di Luis Enrique.

Niente fondo e sfiancanti ripetute da cronometrare, benvenuti nel calcio moderno, stile Barcellona, talmente moderno da vedere la preparazione atletica affidata a un ragazzo, Rafael Caballenas classe ‘87, alle spalle un libro che esplica i suoi metodi, “La preparacion fisica en el futbol”. Riscone di Brunico si trasforma in un piccolo laboratorio destinato, chissà, a fare epoca. Tanto possesso palla, passaggi obbligatoriamente rasoterra (vietatissimi i lanci lunghi), terreno bagnato in continuazione per rendere la palla più veloce e il costante, continuo, aiuto del mental coach. Si chiama Antonio Llorente, è uno dei più grandi dello staff (classe ‘63) ed è quello che forse sta più faticando a imporre la sua leadership a un gruppo non abituato. Training fisico-motivazionali, per compattare i giocatori, facendoli muovere in sincrono, in esercizi che appaiono a volte buffi, come quando Totti e compagni vengono messi tutti stretti in cerchio, con le braccia larghe a toccarsi l’uno con l’altro, per poi girare, da una parte e dall’altra, in una specie di girotondo che suscita risate, cadute rovinose e la presa in giro dei tifosi. Metodi di lavoro che il Capitano promuove: «Sono interessanti e stimolanti». «Si respira tutta un’altra aria — spiega Perrotta — c’è più entusiasmo, vogliamo aprire un altro capitolo della nostra storia». Lo sanno i fan, che scelgono comunque di contestare il primo ingresso in campo dei giocatori. «Tifiamo solo la maglia», «Fuori gli attributi». Poi, insulti a Vucinic, Menez e, in misura minore, Pizarro e Curci. «Sono le scorie della passata stagione e, in parte, ce lo meritiamo», sdrammatizza sempre Perrotta, che poi ammette: «Siamo un cantiere aperto, non me la sento di parlare di obbiettivi e ambizioni, dovremo anche vedere il modo di giocare dei nuovi. Mi auguro che Vucinic e De Rossi non vadano via, sono troppo importanti per noi, li vedo allegri e motivati». Intanto a Riscone, con Julio Sergio che a ore lascerà il ritiro per trasferirsi a Lecce, mentre arriverà oggi il primavera Pigliacelli, appena in tempo per la prima sgambatura estiva (ore17), contro una rappresentativa locale. Ma è delle ultime ore il giallo legato a Bojan Krkic . L’attaccante è stato convocato da Guardiola per il ritiro precampionato del Barcellona e lunedì dovrà presentarsi per le visite mediche di rito. Sgomento tra i tifosi che immaginavano di poter vedere il giocatore in ritiro con i nuovi compagni. La Roma tradisce qualche segnale di nervoso perché il club blaugrana, pur avendo l’accordo, non vuole firmare il contratto della cessione dell’attaccante fino a quando non verrà acquistato Alexis Sanchez .

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