Totti ci spera: «Vorrei una grande squadra»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini/A.Pugliese) Venti anni di calcio ai massimi livelli non sono passati invano. Niente proclami,niente frasi gladiatorie. Francesco Totti, stavolta, liofilizza le emozioni del primo giorno di lavoro in parole da far decrittare.

«Sono tanti anni che faccio questo lavoro e quindi sono abituato alle chiacchiere — dice ai microfoni di Roma Channel— ma se sono rimasto tutto questo tempo vuole dire che qualcosa ho fatto» .

SPERANZE Notato che il capitano appare fisicamente già in forma («Un po’ mi sono allenato» ), l’ottimismo pieno per adesso manca. «Sensazioni? Ancora non so dirle, non so chi è rimasto, chi è andato via. Non ho avuto modo neppure di conoscere la nuova proprietà, lo faremo in questi giorni. Spero abbiano lavorato nel verso giusto. Da oggi si volta pagina, entreremo nell’ottica del lavoro con tanta voglia di ricominciare. A quel punto vedremo di che pasta siamo fatti. Mi aspetto continuità nei risultati. Tutto dipenderà da noi» . Tutto? Non proprio. Il messaggio alla nuova proprietà è forte e chiaro: «Spero possano fare una grande Roma per una grande città» .

TEMPI LUNGHI Navigando tra le interpretazioni delle frasi di Totti un paio di concetti emergono nettamente. Se il primo approccio con Luis Enrique è stato buono («il capitano è unico: è un piacere poter contare su giocatori come lui e De Rossi» , ha detto il nuovo allenatore), il progetto a media scadenza della proprietà non lo convince fino in fondo. Francesco fra tre anni smetterà e quindi vuole una squadra forte subito per vincere in fretta, prima di salutare il calcio giocato. Un progetto sulla carta difficilmente compatibile con le idee della nuova dirigenza, con cui il feeling, oltretutto, deve ancora scattare. Emblematico il caso del fisioterapista Buzzi, che è stato allontanato dalla rosa della prima squadra nonostante l’appoggio del capitano. Insomma, Totti sempre al centro del progetto, ma apparentemente con un peso «politico» all’interno di Trigoria inferiore rispetto al passato. Ma, al solito, saranno i gol e le prestazioni a scrivere la storia. Quella vera

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