(Il Romanista - E. Masetti) - Un anno fa a Bari, per spingere la Roma verso un sogno tricolore, c’erano più di diecimila persone. Domenica, per spingere Francesco Totti a segnare il gol che lo porterebbe a raggiungere Roberto Baggio, ce ne saranno un numero infinitamente minore. Lo chiamano calcio moderno. Ed è un peccato.

ROMA 21 09 2010
ROMA BOLOGNA
FRANCESCO TOTTI
FOTO FABRIZIO TERRUSO

Perché al San Nicola c’è il serio rischio di assistere ad una delle giornate più importanti della carriera del Capitano. Scongiuri a parte (col Chievo sembrava facilissimo, e invece...) Totti è pronto a raggiungere Baggio a quota 205 gol in Serie A in uno stadio che l’ha sempre visto grande protagonista. Di fronte a una curva tra le più calorose della serie A, che sarà piena nonostante la retrocessione già sicura della squadra, e senza la sua gente a fianco, Francesco vuole far gol per se stesso e, anche (per non dire soprattutto) per la Roma. Che poi è la stessa cosa. A 35 anni l’idea di una stagione senza Champions non lo esalta: ecco perché vuole segnare, e far segnare i compagni, mettendoli soli davanti al portiere, come già avvenuto sabato scorso contro il Chievo. E come quando era poco più che ragazzo, ma già si vedeva che era il più forte di tutti. Era il 1997, a Bari, davanti a 20mila persone, si disputava la finale dei "Giochi del Mediterraneo". Di fronte l’Italia e la Turchia. I baby Azzurri strapazzano gli avversari 5-1: un gol lo fa Longo, classe 1977, attualmente centrocampista del Benevento, due Nicola Ventola, che ha smesso da qualche tempo e adesso si dedica a fare solo il papà, e due Totti, al 28’ (aprì le marcature) e al 43’. Allenata da Tardelli, quell’Italia aveva in squadra tanti giocatori che poi faranno, chi più chi meno, una carriera dignitosa tra A e B e due che diventeranno, 9 anni dopo, campioni del Mondo. Totti, appunto, e Buffon. I quali, per uno strano scherzo del destino, "rischiano" di ritrovarsi insieme tra qualche mese proprio in giallorosso. Buffon è un obiettivo di DiBenedetto, Totti il simbolo - è persino superfluo dirlo - da cui ripartire. Prima però il Capitano vuole mettersi alle spalle il giocatore che lui considera uno dei più grandi di sempre: in questi giorni di relax con la famiglia ha cercato di non pensarci, da oggi riprenderà a lavorare a Trigoria. Con in testa un obiettivo e una dedica speciale: giovedì Ilary compie 30 anni, festeggiare domenica con un gol sarebbe l’ideale. D’altronde, al Bari ne ha già fatti 10 in serie A: il primo l’8 gennaio del 1995, a Roma. Gli ultimi tre, sempre all’Olimpico, il 22 novembre 2009. In mezzo tante altre reti, tra cui quelle della stagione 1995-1996: Totti va a segno solo due volte in campionato, entrambe contro i pugliesi. Una a Roma, una al San Nicola. Fa quasi sensazione dire quando: era il 31 marzo 1996. Quindici anni dopo, nell’astronave di Renzo Piano, l’ennesima occasione di scrivere la storia.

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