Tornare a far crescere i ricavi sarà la sua scommessa

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista) Romano della Balduina, cinquantuno anni ben portati, una moglie e due figlie che per ora resteranno a Lecce, una passione per lo sport praticato, specie il footing,

l’hobby della storia antica romana, una laurea in Economia e Commercio e un master in finanza internazionale alla London Business School. Ecco chi è Claudio Fenucci, il nuovo Signore dei bilanci giallorossi. Il suo è un curriculum invidiabile. Ha formato per sei anni del personale di banca, è stato docente di un corso di Economia degli Intermediari Finanziari alla Facoltà di Economia all’Università di Lecce, ha lavorato come agente di cambio, è stato responsabile asset management presso la Banca del Salento.

Ma soprattutto è stato amministratore delegato del Lecce. Lo è stato per quindici anni. Dal 1996 al 2011. Anzi, praticamente lo è stato fino al 30 giugno, quando ha ceduto Rosati al Napoli. È stato il suo ultimo atto ufficiale da ad del Lecce. Con Baldini si conoscono da una decina di anni. Si sono visti anche a Londra, qualche tempo fa. Ma sbaglia chi pensa che il futuro diggì della Roma abbia scelto i suoi collaboratori, o alter ego finanziari come nel caso di Fenucci, per pura amicizia. Baldini valuta prima il curriculum, poi la persona. Se c’è sintonia, c’è tutto. Incluso un posto di rilievo nella Roma. E Baldini raramente sbaglia una valutazione.

Fenucci non ha ancora avuto modo di approfondire i conti della Roma. Lo farà presto, racconta chi lo conosce bene. Sa che di fronte avrà una situazione finanziaria piuttosto complicata. La Roma presenta un notevole squilibrio costi-ricavi. I primi sono elevatissimi, i secondi in netto calo. A Trigoria si spende più di quello che si guadagna e in tempo di fair play finanziario questo – un giorno, non ora – potrebbe costare l’accesso all’Europa. Ecco perché da mesi la Roma sta dando delle sforbiciate al monte ingaggi. Ma non basta. Per far crescere la Roma, Fenucci dovrà cercare in qualche modo di tornare a far salire il fatturato.

In assenza di uno stadio polifunzionale, questa sarà la vera scommessa. Una volta si diceva che un impianto di proprietà è il futuro. Adesso non più. È il presente. Non a caso, Fenucci ha collaborato con l’onorevole Lolli alla stesura di una bozza del disegno di legge di riforma sugli stadi. Il nuovo manager della Roma dovrà però confrontarsi con la realtà attuale. Per incrementare i ricavi si punterà su quelli che possono derivare dall’Olimpico, sulle sponsorizzazioni e un ruolo chiave lo avrà anche la campagna abbonamenti. Su quella nuova, tra domani e mercoledì potrebbero esserci degli sviluppi. Mancano solo dei dettagli. Si parla di un settore dedicato alle famiglie. L’obiettivo della Roma è quello di combattere l’eccesso di offerta televisiva. Dopo aver registrato l’anno scorso il minimo storico di abbonati, è sicuramente il punto di partenza per cominciare a rimettere in sesto il bilancio giallorosso.

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