(Leggo - F.Maccheroni) Walter Sabatini stima Luis Enrique. È amico e grande estimatore di Franco Tancredi (ma da quando è stato cacciato ancora non gli ha fatto neppure una telefonata).

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Lavora benissimo con Baldini (pensate anche Montali diceva la stessa cosa di Pradè). Fa un po’ di teatro sul significato di «top player», e su Pedro, dicendo che se lo spagnolo è top player perché gioca la finale di Champions, lo è anche Castan che gioca la finale della Coppa Libertadores. Né Pedro, né Barcellona hanno giocato la finale, ma soprattutto Pedro è un ottimo giocatore e top player ha un altro significato. Ma Sabatini lo sa. Era soltanto un modo per «buttarla in caciara». Via il top, tutti sono player, volemose bene e volemo bene alla Roma, che ha già tanti campioni e ne ha acquistati altri. In prospettiva. L’impressione è che il ds giallorosso (...) abbia convocato i giornalisti per imbonire la parte della tifoseria che chiede ad alta voce quando arriverà un campione.

Assicura di sentirsi romanista, che come tutti vuole vincere e che il progetto continua. Se le chiacchiere fossero soldi, Sabatini sarebbe pronto per Messi e non s’arrampicherebbe sugli specchi con storielle sui top player. Però promette un colpo. Aspettiamo.

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