Subito Ménez contro. E la giovane Roma va presto in affanno

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – G.D’Ubaldo) – Il Paris Saint Germain di Menez ha dato il primo dispiacere alla Roma di Luis Enrique, ancora in fase di apprendi­mento dei nuovi meccanismi di gioco e in at­tesa di avere una fisionomia definitiva.

E’ fi­nita 3-0 la prima partita da 45′ del triangola­re di Innsbruck, con una serie di errori del­la difesa, i cui movimenti vanno rivisti. Subito Menez contro la Roma. Ventiquat­tro ore dopo il suo passaggio al Paris Saint Germain, il francese è sceso in campo con­tro i suoi ex compagni. Luis Enrique ha pre­ferito rinviare il debutto degli ultimi arriva­ti, Bojan e Heinze, rimasti in tribuna. In campo l’unico nuovo acquisto è Josè Angel, che ha ancora bisogno di tempo. Ha dimo­strato comunque di essere più abile a spin­gere che a difendere. De Rossi è rimasto a riposo per un problema muscolare alla co­scia, al suo posto Viviani si è mosso con una autorità, con l’unica pecca di aver perso il pallone in occasione del terzo gol.

GOL A FREDDO – Nemmeno il tempo di prende­re le misure in campo e il Paris è passato in vantaggio su calcio d’angolo, con Hoarau che ha anticipato di testa Antei. Il giovane difen­sore è apparso un po’ in difficoltà, al 24′ ha salvato sulla linea dopo un’uscita difettosa di Curci, ma poi ha fallito l’intervento in oc­casione del raddoppio di Gameiro. Un minu­to dopo è arrivato il terzo gol, dopo uno sva­rione generale della difesa. Dietro la Roma ha sbagliato spesso le po­sizioni sui calci piazzati, dove ha marcato a zona. Le note positive sono giunte da Totti, pericoloso su un paio di punizioni e quando ha liberato al tiro Rosi. Menez in ombra, quando è uscito il Paris ha fatto due gol. La Roma ha imposto per larghi tratti il posses­so palla, ma quando l’ha persa la difesa è an­data in affanno. Tra dieci giorni comincia il campionato francese e i parigini sono sembrati più avan­ti nella preparazione. L’espressione preoc­cupata di Luis Enrique ripresa dalle teleca­mere è la testimonianza che per la Roma c’è ancora tanto da lavorare.

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