Stupendo: i non tesserati potranno abbonarsi!

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli)

Una controriforma. Anzi, di più. Una autentica rivoluzione.

L’ha varata la Roma, l’ha avallata DiBenedetto: è il suo primo successo nei rapporti tra la società e la tifoseria. Dal 29 luglio per le tribune, dal 1 agosto per i Distinti, dal 3 per le Curve e dal 5 per tutti i settori, sarà possibile abbonarsi anche senza tessera del tifoso. Saranno emesse due carte diverse. Una, magnetica, sarà sia tessera del tifoso sia abbonamento. L’altra, cartacea, sarà solo abbonamento. È questo il punto (decisamente) più importante della nuova campagna, presentata ieri a Trigoria. È una vittoria epocale per chi – pensiamo a MyRoma o a Il Romanistastesso – si è battuto per la scissione di tessera e abbonamento. Ma è un trionfo per la Curva Sud e in generale per tutte le curve italiane. La Roma ha appena spedito un messaggio chiaro al resto della Serie A. In nome della libertà di impresa, e nel rispetto della normativa sulla sicurezza, si può fare tutto. Pure quello che un anno fa – ha ragione chi ieri lo ha fatto notare in conferenza – sembrava fosse impossibile da realizzare. Come una rivoluzione, appunto. Cambio di mentalità, strategie diverse o semplicemente l’intelligenza di aver saputo capire quali sono le esigenze dei propri tifosi. Mettetela come vi pare, la Roma ha cambiato idea. Un anno fa era indispensabile essere titolari dell’As Roma Club Privilege per potersi abbonare. Adesso non sarà più così. Lo slogan della campagna abbonamenti è emblematico in questo senso: “Roma, passione allo stadio puro”. E lo sfondo è la Curva Sud mica per caso. «A fine stagione parecchi tifosi ci hanno spedito i biglietti delle 19 partite interne giocate dalla Roma», spiegava ieri Carlo Feliziani, il capo del ticketing giallorosso, «si trattava di persone per bene, che però non si erano fatte la tessera del tifoso. Ci siamo chiesti, allora, se non fosse più corretto consentire anche a loro di pagare meno». Il principio è sacrosanto: non esistono romanisti di Serie A e romanisti di Serie B. Chi segue tutte le partite della Roma all’Olimpico, questo è il senso della rivoluzione, non può essere discriminato dalla titolarità o meno di una tessera. Può essere considerato il primo successo di politica sportiva di DiBenedetto. A quanto risulta a Il Romanista, il futuro presidente avrebbe spinto perché la società si aprisse al dialogo con quella parte di tifo che, se fosse rimasto l’obbligo di tesserarsi per abbonarsi, sarebbe rimasta a casa. Mister Tom sarebbe rimasto molto soddisfatto dal lavoro svolto dalla dirigenza romanista. Anche perché la Roma è stata brava a non porsi in contrasto con il Viminale. «Ci siamo confrontati con l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive», hanno assicurato sia il neo amministratore delegato Claudio Fenucci, sia lo stesso Feliziani. È ipotizzabile che il Viminale abbia faticato un po’, come era logico che fosse, a digerire la novità. Da un punto di vista prettamente giuridico, la Roma è però inattaccabile. A Trigoria hanno infatti rispettato gli stessi requisiti in materia di sicurezza previsti per la tessera del tifoso. L’abbonamento dei non privilegiati non potrà essere rilasciato a chi presenta motivi ostativi – leggi Daspo in corso e diffide negli ultimi 5 anni – e presenterà la foto del titolare. Differenze? Parecchie. Innanzitutto, non sarà una carta di credito. Sarà cartaceo e non magnetico. Quindi non potrà essere riconosciuto a distanza dal tornello. A differenza dell’As Roma Club Privilege, non offrirà però vantaggi. Uno su tutti: chi è tesserato avrà diritto alle prelazioni per l’acquisto dei biglietti di Europa League. Non importa. In questa battaglia di civiltà, la Roma si è schierata con i suoi tifosi. E questo vale più di mille prelazioni. Feliziani ha ammesso di essersi confrontato con i tifosi. Non è una colpa. È un pregio. La Roma ha saputo ascoltare. Lo dimostra, altro magico esempio, la decisione di aprire un punto vendita in una tabaccheria – l’unica, peraltro – di piazza Mancini. L’alternativa, sennò, era quella di continuare a farsi quasi quattro chilometri per tentare di comprare i biglietti al Gran Teatro di viale Tor di Quinto. È stressante per un romano, figuratevi per uno straniero che – povero ingenuo – intendeva acquistarli direttamente all’Olimpico. Come accade altrove. Sempre nell’ottica di venire incontro alle esigenze dei romanisti, la Roma ha confermato un paio di indiscrezioni trapelate nei giorni scorsi. Una è il ticketing on line. I tesserati potranno comprare i biglietti on line. I posti potranno essere selezionati da casa, collegandosi ad asroma.it o listicket.it. Per chi abita fuori Roma, e quindi ha delle enormi difficoltà a raggiungere uno dei punti vendita (sono quasi tutti concentrati tra Roma e provincia) è una svolta. La seconda indiscrezione riguardava il dipartimento del tifo. Nei prossimi giorni, in seno a Trigoria sarà costituito una sorta di Urp, un ufficio relazioni con il pubblico. Avrà il compito di dialogare con la tifoseria, aiutandola nella risoluzione di tutte le controversie, grandi o piccole che siano. Altre novità, e pure discretamente importanti. Ci si potrà abbonare a qualunque settore, tranne ai Distinti Nord lato Tevere. Questi posti saranno destinati alle famiglie. Sono stati ritoccati i prezzi delle tribune, ma non quelli di Curve e Distinti. E sono addirittura calati quelli delle categorie “Lupacchiotto” (under 14) e “Amore per sempre” (over 65). «Meglio non fare previsioni sugli obiettivi minimi della campagna abbonamenti, perché ogni volta le speranze sono superiori alle aspettative», commentava ieri Fenucci. Lo facciamo noi. Nella passata stagione gli abbonati sono stati 18.899. Scommettiamo che ora torneremo a raggiungere la soglia dei 25 mila?

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