Stekelenburg, è fatta

di Redazione, @forzaroma

Il Messaggero (A. Angeloni) – Se n’era andato da Riscone con una promessa: «Entro venerdì la Roma avrà un portiere». Una precisione chiurgica quella di Walter Sabatini.

Detto, fatto. Ieri a Milano, il ds dei giallorossi ha chiuso per Maarten Stekelenburg. Un tira e molla che durava da un mese. Prima sì, poi no, poi ancora no, arriva Kameni, ma forse c’è Viviano. Ora – a meno di clamorosi colpi di scena – è tutto fatto per l’olandese e, come si dice in questi casi, mancano solo le firme. Una formalità. L’accordo è stato trovato sulla base di sei milioni di euro da versare nelle casse dell’Ajax, più due milioncini come bonus. Maarten avrà un quadriennale da due milioni a stagione, premi compresi. La Roma mantiene la sua predisposizione nella scelta dei portieri stranieri, ma ha ingaggiato il primo numero uno olandese della sua storia.

Stekelenburg ha ventotto anni, è vice campione del mondo con la nazionale orange. Portiere affidabile, tutto tecnica e esperienza. Bravo tra i pali e più che discreto nelle uscite. Quasi due metri di altezza per ottantacinque chili. Ha cominciato da bambino nelle giovanili dello Zandvoort e dello Schoten per poi trasferirsi, a 15 anni, nel vivaio dell’Ajax, da dove ora vuole scappare, per fare il salto di qualità, anche economicamente. Ha esordito con la maglia dei lancieri nell’agosto del 2002, sostituendo in un’amichevole Joey Didulica e Bogdan Lobont, l’attuale portiere della Roma. La carriera di Stekelenburg è stata finora costellata da infortuni, l’ultimo il 12 marzo scorso, quando, durante un allenamento, si è fratturato il pollice della mano sinistra. Nonostante tutto, in Olanda viene considerato l’erede di van der Sar e nel 2008 è stato nominato giocatore dell’anno dell’Ajax. I suoi soprannomi sono Stekel e gatto. La sua bacheca è piena: quattro supercoppe, tre coppe d’Olanda e due campionati olandesi. Ha debuttato con la nazionale oranje nel 2004, e due anni più tardi è stato convocato dal ct van Basten per i Mondiali tedeschi, anche se poi non ha giocato neppure per un minuto. In totale Stekelenburg ha totalizzato 40 presenze con l’Olanda, 282 con l’Ajax. La sua vita è tutta calcio e famiglia: ha una moglie, Kim e un figlio, Sem.

Ma il lavoro di Sabatini non finisce a Stekelenburg. Ieri a Milano, il ds ha tenuto contatti pure con la Juventus, interessata a Vucinic (che piace pure in Inghilterra e in Germania). La Roma aspetta per scatenare l’asta e cerca di tirare dentro altre squadre. Mercoledì Julio Sergio dovrebbe finire al Lecce (è previsto un appuntamento con il ds salentino Osti) con tanto di collaborazione sull’ingaggio da parte della Roma. Al Lecce piace anche Greco. Simplicio potrebbe andare a Dubai, mentre Barusso non si muove, previa una buonuscita, che la Roma al momento non vuole concedere. Per quanto riguarda altri possibili acquisti, in difesa si aspetta che cali il prezzo di Kijaer o che il Toro si decida a dare in prestito Ogbonna. Per l’attaccante si sonda soprattutto il mercato sudamericano, anche se in ballo restano (ma si attende la cessione di Vucinic) Shaqiri e Hernandez. Quanto al centrocampo, si riparla di Lucho Gonzalez dell’Olympique, che piace tanto ma costa troppo, o di Petrovic del Partizan Belgrado, giovane stella anche della nazionale serba.

 

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