Stamattina finisce l' era dei Sensi

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D. Galli) – E’ un giorno storico per la Roma. Oggi, la famiglia Sensi uscirà di scena per dare spazio alla nuova proprietà. Si terrà questa mattina alle 9 l’ultimo Consiglio di amministrazione presieduto da Rosella Sensi.

Lei, la sorella Silvia e la madre Maria si dimetteranno, mettendo così la parola fine a una pagina lunga 18 anni. Il presidente uscente rimetterà anche tutte le deleghe. Vanno via i Sensi (è probabile un saluto conclusivo di Rosella), entrano in scena gli americani. O meglio, i loro rappresentanti. Uno su tutti: Claudio Fenucci. Non sarà, sulla carta, un vero e proprio amministratore delegato. Questa carica rischierebbe di far passare in secondo piano il ruolo di Ceo, acronimo di Chief executive officer, di numero 1 della Roma, di Thomas Richard DiBenedetto. Fenucci verrà cooptato nel Cda giallorosso come consigliere con deleghe da amministratore delegato. Sarà il supermanager di cui si parlava qualche tempo fa. Avrà quel potere di firma che attualmente è del consigliere, nonché uomo di fiducia di Unicredit, Roberto Venturini. Fenucci ha chiesto solo di poter essere operativo dal primo luglio. E’ un professionista serio, servirà il Lecce, di cui è amministratore delegato, fino a giovedì. Poi tornerà a casa.

A Roma, dove lo aspettano a braccia aperte i suoi genitori. Adora tutto di questa città, specie la storia antica. La cooptazione di Fenucci non è cosa da poco. Finora, Sabatini aveva pagato lo scotto di non avere una procura generale. Sia per l’ingaggio Luis Enrique, sia per l’intesa con il Barcellona per Bojan, c’è voluta una procura speciale firmata da Venturini. E c’è chi sostiene che il motivo per cui il ds non è riuscito a far valere la clausola rescissoria da 8 milioni per Ricardo Alvarez è stata propria l’impossibilità, in quel determinato momento storico, di poter rappresentare la Roma davanti al Velez. Mancava la procura speciale, è evidente. Ma se avesse avuto quella generale, non ci sarebbero stati problemi. Le deleghe da “ad” di Fenucci consentiranno di bypassare questo diaframma. Sabatini si relazionerà con Baldini per la parte tecnica e con Fenucci per quella finanziaria. Saranno loro gli apici di un organigramma che con l’“acquisto” di Daniele Lo Monaco per la comunicazione è ormai di livello internazionale. Escono tre consiglieri, le Sensi. Entra Fenucci. E gli altri due nomi? Si fanno alcune ipotesi. Ieri si diceva che uno dei tre poteva essere Thomas Richard DiBenedetto. Delle fonti hanno però escluso un suo ingresso, almeno per il momento. Chi invece dovrebbe essere cooptato è l’avvocato dello studio legale Tonucci, Mauro Baldissoni. Che però non ama comparire. E’ uno dei registi dell’operazione di vendita della Roma, ma preferisce lavorare senza i riflettori addosso. Siamo in dirittura d’arrivo anche per la vendita della società. Al massimo per metà luglio, la Roma passerà definitivamente nelle mani della Neep, la holding per il 60% di DiBenedetto, Pallotta, D’Amore e Ruane e per il 40% della banca. Nel Cda di oggi sarà convocata l’assemblea degli azionisti. Per legge, devono passare almeno 30 giorni. Poi, finalmente, i soci saranno liberi di eleggere presidente mister Tom.

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