Spagnoli in Italia: la stella Suarez e tanti flop

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – F.M.Ricci) Questa settimana la Roma prenderà due giovani spagnoli, José Angel e Bojan Krkic. Due nazionali Under 21, due belle promesse del calcio che vince tutto.

Saranno gli spagnoli numero 33 e 34 a tentare la sorte in Serie A. Una storia, quella dei voli dalla Spagna all’Italia, cominciata benissimo esattamente cinquanta anni fa e poi costellata di flop assoluti, mezze delusioni, qualche sufficienza e pochi onori. Pessimo Doblete L’ultima volta che la Roma: prese due spagnoli fu un autentico disastro: nel 1997 arrivarono alla corte di Zeman i difensori centrali Cesar Gomez e Ivan Helguera.

Il primo pianse lasciando Tenerife, l’isola dei suoi sogni dove i tifosi hanno ancora un fan club a suo nome, ma a Roma si trovò benissimo: giocò 3 partite in 4 anni, compreso un derby, però gli davano un miliardo e mezzo a stagione e non ci fu modo di convincerlo ad andarsene. Dimenticate le Canarie, l’ex canterano del Real Madrid aprì addirittura una concessionaria all’Eur.

Helguera era una promessa: veniva dall’Albacete e lo voleva il Madrid. In giallorosso rimase un anno, giocando 8 partite. Poi se ne andò all’Espanyol e col Real Madrid ha vinto tutto. G

rande partenza Eppure la storia degli spagnoli in Italia era cominciata in maniera splendida, anche per la Roma: nel ’61 sbarcarono Juan Santisteban (al Venezia) e Luis Suarez, unico Pallone d’oro spagnolo della storia. Un anno dopo Luis del Sol e Joaquin Peirò arrivarono a Torino, il primo bianconero e il secondo granata, poi entrambi scesero a Roma. Grandi giocatori che in Italia fecero bene. Le frontiere si chiusero, e fino alla fine degli anni ’80 di spagnoli non se ne videro. Dall’88 al ’90 ecco una tripletta prestigiosa: Victor Muñoz (Sampdoria), Ricardo Gallego (Udinese) e Rafa Martin Vazquez (Torino). Campioni autentici che in Italia riuscirono a sopravvivere galleggiando sopra la sufficienza. Il diluvio Il salto successivo è quello fatale: si va ai citati Gomez ed Helguera, e da li è una specie di diluvio.

Di Helguera arriva anche il fratellino, Luis, tra Udine ed Ancona, ma i dolori sono altri. In crescendo, i costosi o costosissimi Farinos (Inter), De la Peña e Mendieta (Lazio) per il quale Cragnotti sborsò 89 miliardi ricevendo in cambio quasi nulla. Poi toccò al Milan bruciarsi con Jose Mari e Javi Moreno, il Capello romanista non trovò posto per Pep Guardiola (che si salvò a Brescia), la Lazio provò con gli oggi dimenticati Delgado e Oscar Lopez, la Fiorentina con Portillo e Amor, il Livorno con Tristan. Fino allo scorso campionato, quando i vari Didac, Ruiz, Marques, Garrido, Chico, Toni Calvo, Obiang, Jaime e Alex Rodriguez non hanno praticamente lasciato traccia. La Roma spera che il vento giri.

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