Soto tiro la serie A. Sequestrati assegni, computer e appunti. E spunta De Rossi

di finconsadmin

(Gazzetta dello Sport – Ceniti/Galdi) Con il fiato sospeso. Oggi entra nel vivo la seconda fase dell’inchiesta che ha riportato sott’acqua il calcio italiano, ma già ieri sera è spuntato fuori a sorpresa il nome il centrocampista della Roma e della Nazionale, Daniele De Rossi (per ora non indagato) che comparirebbe in una intercettazione allegata all’ordinanza e non ancora depositata.

Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, a chiamare in causa il giallorosso è sempre Marco Paoloni (che era stato suo compagno nel settore giovanile), il portiere di Cremonese e Benevento finito in carcere per aver «combinato» diverse gare, ma anche per aver millantato la manipolazione di altre sfide, come Inter Lecce 1-0. Il nome di De Rossi sarebbe in un’intercettazione in cui Paoloni parla di Genoa-Roma 4-3, con i giallorossi avanti 3-0. Partita nella quale, però, De Rossi non giocò perché squalificato.

Al momento non è stata ritenuta rilevante dagli inquirenti in quanto potrebbe trattarsi anche in questo caso di un millantato credito da parte del portiere che voleva far credere ai suoi interlocutori, come per Inter-Lecce, di poter influire su giocatori e società importanti. La Roma non ha commentato la notizia, avendo però informato il giocatore delle voci che circolavano su di lui. Gli interrogatori Intanto oggi alle 12 a Cremona iniziano gli interrogatori delle persone finite in carcere dopo l’operazione Ultima scommessa. In tutto il gip Guido Salvini ha firmato lo scorso mercoledì Un inquirente confida: «Non sono abituati al carcere, possono crollare…» . E c’è l’ombra di camorra e ’ ndrangheta 16 custodie cautelari, ma a Beppe Signori e altri 6 sono stati concessi da subito i domiciliari. Hanno trascorso due notti in cella, invece, il dentista Marco Pirani, Massimo Erodiani e soprattutto il portiere Marco Paoloni. I tre personaggi maggiormente compromessi dalle carte dell’inchiesta. E proprio su questo particolare puntano gli inquirenti che sono a caccia di ulteriori prove e riscontri per arrivare alla cellula milanese, solo lambita dalle 611 pagine dell’ordinanza. Un gruppo che probabilmente aveva contatti con gli zingari, capaci di sostenere investimenti importanti (anche 400 mila euro) per alterare le partite di A.

Insomma, se qualcuno decidesse di collaborare allora potrebbe davvero saltare il banco e anche il campionato più importante sarebbe trascinato di nuovo nel vortice del calcioscommesse. Al di là dei possibili pentimenti (non certo attesi per oggi, gli avvocati degli indagati hanno già fatto sapere che i loro assistiti si avvarranno della facoltà di non rispondere), i pm puntano anche su altri elementi per allargare il fronte dell’indagine.

SEQUESTRI IMPORTANTI Il materiale sequestrato nelle case degli arrestati, ad esempio, è stato giudicato «molto interessante» . Che cosa è finito nelle mani dei carabinieri? Assegni, agende con nomi e numeri di telefono e soprattutto computer. Sarà importante il lavoro dei tecnici informatici, magari per recuperare i dati criptati o mail compromettenti. Sperano gli inquirenti di trovare riscontri attivi su Signori e Doni, spesso citati da altri ma mai intercettati direttamente. E sperano anche di avere il contatto giusto per individuare il livello superiore del gruppo milanese, quello inserito (anche per la presenza di un ex giocatore importante e di molti addetti ai lavori) nelle squadre di A. Altre risposte importanti dovrebbero arrivare dalle verifiche avviate sui flussi di denaro in entrata e in uscita sui conti degli indagati, anche per capire se determinati stock di denaro abbiano provenienza illecita, quasi scontata quando ci sono in ballo molti contanti. «Al momento non ci sono prove, ma se un livello superiore esiste— sostiene un investigatore — allora dobbiamo cambiare tipologia di lavoro» .

COME SI MUOVE LA CRIMINALITA’ E qui occorrono delle spiegazioni. Solo la criminalità (camorra e ultimamente anche ’ ndrangheta, come rivela la storia della famiglia Pesce a pagina 8) può disporre di capitali ingenti da investire nel mondo del calcio: il business scommesse, infatti, è un modo sicuro per riciclare. C’è poi il capitolo guadagni: per farlo occorre sapere in anticipo i risultati, quindi taroccare le partite. Questo compito è lasciato ad affiliati non di primissimo piano, sono mezze figure di malavitosi che oltre a scommettere fanno anche gli strozzini. Il loro tramite diventano i calciatori che puntano, spesso perdono e finiscono nelle mani degli usurai. Così hanno solo un modo per rientrare dalle perdite: alterare più risultati possibili, come nel caso di Paoloni. E qui ritorniamo al punto iniziale: l’anello debole che permette di salire di livello, sono proprio le figure come quelle arrestate mercoledì. Un inquirente lo fa capire in modo esplicito: «Questi non sono banditi e non sopporterebbero una detenzione prolungata come i veri delinquenti» . Quindi potrebbero raccontare tutto quello che sanno.

SIGNORI E GLI ALTRI Bisognerà attendere almeno la prossima settimana per vedere sfilare Signori e gli altri 6 ai domiciliari. Intanto quasi tutti gli indagati hanno proclamato la loro innocenza. Come Daniele Quadrini, centrocampista del Sassuolo, chiamato in ballo per il 4-0 di Siena. Dichiarazione simile è stata pronunciata dal portiere Viviano, anche se a Bologna è da registrare una certa fibrillazione in procura dove si stanno verificando dei movimenti sospetti di scommesse che potrebbero essere riconducibili a giocatori rossoblù. Ed è tranquillo Sergio Pellissier, capitano del Chievo, che afferma : «Mai ricevuto proposte per aggiustare partite» . Nonostante tutte le rassicurazioni, però, il mondo del calcio resta con il fiato sospeso.

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