Si parte! Tra mugugni e speranze: ecco la Roma

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) La lista dei convocati in perpetuo cambiamento rappresenta un po’ l’ansia da prestazione che attanaglia la Roma che nasce. Comprensibile.

Da stamattina sarà vietato sbagliare, ed è inutile sottolineare come un nome depennato — in pratica una condanna all’addio più o meno forzato — possa avere anche risvolti economici non lievi. Chi non sarà al ritiro (e i nomi sono quelli di Okaka, Barusso, Antunes, Guberti, Greco, Virga, Stojan, Simplicio) si troverà a Trigoria da sabato per cominciare la preparazione lontano dal gruppo, che in quei giorni sarà in ritiro a Riscone di Brunico.

Vecchia guardia Se nei prossimi giorni la tifoseria avrà gli occhi puntati soprattutto sui volti nuovi, il gruppo storico si avvicina a raduno e ritiro con curiosità ed apprensioni diverse rispetto al passato prossimo. Capitan Totti, ad esempio, ha la sensazione di essere diventato un po’ ingombrante per qualcuno (ed il caso del fisioterapista Buzzi accantonato sembra dimostrarlo). Oppure Perrotta e Cassetti, che hanno avuto recapitata da settimane il pubblico fastidio del nuovo corso sul loro rinnovo di contratto.

Colloquio Vucinic Ma della vecchia guardia gli occhi saranno puntati soprattutto su Mirko Vucinic, che prima di partire per le vacanze aveva espresso il chiaro desiderio di andare via. Tornato a Roma, ieri il montenegrino ha avuto un colloquio col suo agente Alessandro Lucci. L’umore dell’attaccante è migliorato, ma le linee guida restano sempre le stesse: un trasferimento sarebbe assai gradito. Detto questo, i colloqui che avrà nei prossimi giorni con Luis Enrique, così come l’atteggiamento che avranno i tifosi nei suoi confronti già in ritiro, orienteranno molto delle sue future decisioni, fermo restando un dato di base: la Roma non intende affatto svenderlo. Anzi.

Pizarro&Borriello Segnalato come per Menez continuino ad arrivare segnali dal Psg e che quindi sia davvero vicino ai saluti, resta da capire cosa accadrà a due pezzi grossi come Pizarro e Borriello. Dai sussurri di Trigoria, nel progetto di Luis Enrique il cileno sembra meno fondamentale che nel passato recente. In questo giudizio, poi, pesa anche la condrite (infiammazione della cartilagine) al ginocchio destro che lo affligge, senza contare come la panchina, in genere, al Pek sia sempre risultata stretta. Discorso diverso per Borriello. Forte dei gol sempre segnati, l’ex milanista è in grado di giocare le sue chance, ma (sulla carta) la premessa di base è sempre quella: il titolare è Totti. Starà bene a Borriello partire come (presunto) rincalzo? Sarà una valutazione da fare insieme alla società, che potrebbe anche decidere di monetizzare attraverso una cessione nobile (al Psg?).

Giovani in ascesa In cerca di futuro, però, ci sono anche alcuni giovani. Curci e Rosi, ad esempio, devono riacquistare la fiducia totale del club e probabilmente maturare anche a livello di autostima. Possibile farlo in giallorosso? Per loro sembra una strada obbligata, a differenza invece di quanto accadrà per Okaka, il cui processo di crescita sembra dover passare inevitabilmente il trasferimento ad un’altra squadra, magari con la formula della comproprietà. Insomma, la cena di ieri sera tra Sabatini e Luis Enrique e il suo staff è stata senz’altro ricca di pietanze saporite. Che poi a qualche giocatore l’abbia digerita male, in qualche modo è inevitabile.

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