Serie A, il cartello dei diritti tv: multa Antitrust da 67 milioni

Serie A, il cartello dei diritti tv: multa Antitrust da 67 milioni

Un danno da oltre mezzo miliardo, ma il risarcimento è difficile

di Redazione, @forzaroma

Un’intesa restrittiva della concorrenza nella vendita dei diritti tv esteri della Serie A che ha danneggiato il calcio italiano per centinaia di milioni di euro per oltre un decennio. È l’inquietante conclusione di un’indagine dell’Antitrust avviata nel luglio 2017 e che ha portato a una sanzione di oltre 67 milioni nei confronti di tre operatori – MP Silva, IMG, e B4 – che si sono “spartiti” i diritti audiovisivi internazionali dei campionati di A e B, della Coppa Italia e della Supercoppa tra il 2008 e il 2015 ( di fatto fino alla vigilia dell’ultimo bando realizzato dalla Lega per il triennio 2018-21).

L’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza si è basata su materiale probatorio della Procura di Milano (che ha compiuto una propria indagine sul mercato dei diritti tv della Serie A e sul ruolo dell’advisor Infront e del suo ex presidente Marco Bogarelli poi dissoltasi davanti al Gip del Tribunale nell’estate 2018 ), nonché sulla documentazione fornita da una delle tre società finite sotto accusa, Img, che ha ottenuto perciò un trattamento molto favorevole subendo una multa di soli 0,3 milioni. Come riporta Il Sole 24 Ore, a guidare il “cartello” è stato invece MP Silva destinataria di una multa da 63,6 milioni, mentre B4 Capital dovrà pagarne una di 3,1 milioni. In “teoria”. Perché nei mesi scorsi sia Mp Silva che B4 sono fallite e risultano in liquidazione. L’unico soggetto capiente è Img che è anche l’intermediario che ha “svelato” la segreta concertazione dietro la vendita dei diritti tv esteri e ha comprato quelli per il triennio in corso per oltre un miliardo di euro. La Lega e le squadre penalizzate dunque potrebbero fare fatica a rivalersi. Per l’Antitrust non c’è dubbio infatti che il calcio italiano sia stato gravemente danneggiato, visto che i tre operatori che partecipavano alle aste prima delle stesse stipulavano accordi fra loro tesi a ridurre il prezzo di acquisto.

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