Sabatini: «Vucinic non si vende»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – Scherzi del calciomercato. Negli stessi minuti in cui ieri Sabatini assicurava di «non avere necessità o intenzione di vendere Vucinic», l’agente di Vucinic era a Londra per discuterne la cessione con la dirigenza del Tottenham.

Partiamo dal videomessaggio del diesse. Sabatini interviene a Sky. Bisogna chiarire la posizione della Roma su De Rossi. Daniele non si tocca, assicura Sabatini, e meno che mai si tocca per comprare Pastore. Ma non solo. Nell’intervista, Sabatini tocca anche tutti gli altri grandi temi dell’estate romanista. A cominciare da Vucinic. «È sul mercato, ma solo marginalmente, perché lo ha chiesto lui», avverte il ds della Roma. «Non abbiamo necessità o intenzione di venderlo», continua. Che tradotto dal sabatineseall’inglese, lingua che un giorno potrebbe parlare Mirko, vuol dire pressappoco: non abbiamo intenzione di svenderlo solo perché lui non vuole restare. Lo sa bene anche il manager di Mirko, Alessandro Lucci, che ieri si sarebbe intrattenuto – c’è chi parla anche di una cena di lavoro – con i manager del Tottenham. Sarebbe pronta un’offerta di 15 milioni per la Roma. Bastano? A sentire quello che ripetono ogni giorno a Trigoria, assolutamente no. Può essere una buona base per iniziare a trattare. Ma per prendere Vucinic bisogna alzare l’asticella. Questo stesso concetto è stato ribadito anche alla Juve, che avrebbe voluto mettere sul piatto soldi e una contropartita tecnica. Niente da fare. Mirko ha altri due anni di contratto. A Roma non sta più bene, ma l’attaccante sa che la società giallorossa non può rimetterci dalla cessione di una pedina che a Trigoria ritengono – e per davvero – preziosa nello scacchiere tattico di Luis Enrique. Da un attaccante all’altro. Da Vucinic a Borriello. «Non è sul mercato», chiarisce Sabatini. E Menez? Idem. Anzi, non proprio. «C’è uno stato d’animo del giocatore da verificare», puntualizza il ds. Come a dire, se Jeremy vuole andarsene è libero di farlo. «Io però ho sempre detto che questa Roma non sarà smantellata ma integrata », ammonisce il ds, «non c’è nessuna rifondazione da fare. I calciatori forti vogliamo tenerli, a meno che non siano gli stessi giocatori a non voler aderire a un progetto che comunque esiste. Esisteva gli altri anni, figuriamoci se non ci sarà con i prossimi mesi». Qualcuno partirà sicuro. Doni, per esempio. «Avevamo trovato un accordo, poi c’è stato un equivoco con un agente e ci siamo un pochino allontanati. Ma forse domenica (oggi, ndr) saremo tutti più tranquilli e vedremo che succede», spiega Sabatini. La trattativa con il Liverpool è ripresa ed ha pure subìto una netta accelerazione. Si dovrebbe chiudere nelle prossime ore. La Roma verrà incontro alle richieste del giocatore pagando una parte dell’ingaggio. Non c’era altra scelta. I romanisti hanno fretta. Vorrebbero che la Roma fosse già pronta per Riscone. Sabatini li rassicura: «Stiamo lavorando sodo come tutte le altre società. Il mercato adesso è un pochino statico. Lo è per tutti. Ma noi stiamo facendo le nostre cose. Siamo vicini agli obiettivi preposti. Faremo quello che abbiamo pensato e voluto fare da sempre».

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