Intervistata dal quotidiano "La Repubblica" a poche ore dall'ufficializzazione del suo incarico in Campidoglio, Rosella Sensi ha così risposto alle domande sul suo futuro nella politica e sul suo passato nel calcio.

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È agitata come quando allo stadio si sedeva in tribuna autorità?
«È una sensazione diversa. All’Olimpico convivevano l’amore per la Roma e il mio ruolo professionale. Qui l’emozione è dettata dal mio impegno, fatto di responsabilità».

In questi giorni lei ha ricordato più volte suo padre e la passione che aveva per la Roma e per questa città. Sarebbe stato contento di vederla oggi in questa nuova veste?
«Sarebbe stato felice nel vedermi dare un contributo a Roma. E mi avrebbe anche stressata: “Mi raccomando Rosella, impegnati, fai bene le cose”».

Parliamo della Roma. Che tipo di stagione si aspetta?
«Non farò mai commenti. So quanto è difficile dare ai romanisti quello che si aspettano. Comunque sono e sempre sarò della Roma. È nel mio dna».

Sulla sua nomina si è formato un gruppo su Facebook e non tutti i commenti sono lusinghieri. Tipo: “Meglio la rosetta di Rosella”.
«Sorrido e non commento».

Riuscirà a conquistare la fiducia dei laziali?
«Mi auguro di conquistare la gente con i fatti e non per l’appartenenza calcistica. Vorrei che i cittadini mi supportassero per il senso di appartenenza».

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