Roma, via le punte per rifare la difesa

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) – Settebello? Dipende dai punti di vista, soprattutto quando altri reparti fanno fatica ad avere i numeri per organizzare anche una briscola.

Insomma, la Roma che ieri pomeriggio è arrivata a Riscone di Brunico in un diluvio dal sapore biblico scopre di avere grande abbondanza in attacco e pochissima scelta in difesa, Non a caso la trattativa più calda per il mercato è legata ad Heinze, che si definirà durante il fine settimana, anche perché il difensore argentino — corteggiato pure dal Bologna (che gli offre 800 mila euro a stagione) — ha detto chiaramente: preferisco la Roma, che invece offre circa 600 mila più bonus a obiettivi. Attacco da smontare A guardare bene, perciò, il futuro mercato della Roma (altro target: il difensore Silvestre del Catania) sarà finanziato dall’attacco, cioè dalle vendite che si avvicinano. Ricapitoliamo. Se in ritiro Luis Enrique può contare come centrali difensivi solo sull’acciaccato Juan e il baby Antei (l’altro, cioè Burdisso, è in Coppa America e si dovrà operare al termine della manifestazione), in avanti i giallorossi vantano: Totti, Vucinic, Menez, Borriello e i nuovi acquisti (non ancora in ritiro) Bojan e Lamela. Un gruppo così numeroso da convincere la dirigenza a lasciare Okaka a lavorare a Trigoria, sperando di cederlo il prima possibile. Domanda: fra gli altri 6, chi resterà? Oltre ai due nuovi, l’unico sicuro è capitan Totti, visto che gli altri sono tutti virtualmente sul mercato. Menez è ad un passo dal ritorno in Francia — Marsiglia o Psg—, Vucinic è insidiato dalla Juve ma anche dal Bayern Monaco. Diversa invece la posizione di Borriello, che il club vuole dare via mentre lui— in attesa di una offerta vera (Psg?) — è pronto a giocare le sue carte nel nascente 4-3-3 di Luis Enrique.

Totti &Lamela In attesa che a Lamela arrivi il passaporto comunitario, con 3-4 uscite importanti, la Roma potrà fare cassa per puntare, oltre che a difensori, anche uno o due centrocampisti (Sandro e/o Casemiro), soprattutto se De Rossi fosse ceduto. E a proposito di bandiere a rischio, resta la sensazione che attorno a capitan Totti si respiri aria un po’ diversa. A parte il malinconico episodio che ieri ha coinvolto Camiglieri, responsabile della Open Gate, la società che cura la comunicazione di DiBenedetto («Non si capisce perché alla presentazione della nuova maglia doveva essere fatta da Totti» , ha detto in mattinata a Radio Manà Manà, poi la precisazione nel pomeriggio: «Non ce l’avevo con lui» ), anche l’addio del d. s. Pradè al club (che verrà formalizzato lunedì) è un altro tassello di una Roma poco attenta al capitano. Dopo l’addio della nuova dirigenza al fisioterapista Buzzi e allo staff medico precedente (graditi al numero 10), la sensazione di un Totti meno al centro del progetto cresce. Lecito, ma occhio agli effetti collaterali. Chissà che mister di Benedetto, domani in volo verso gli Usa, non debba pensarci su.

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