Roma-Qatar, le ambizioni dell’Emiro e la tattica del fondo QIA

Roma-Qatar, le ambizioni dell’Emiro e la tattica del fondo QIA

Nell’ottica di investimenti a maggior valenza strategica e di potere, l’Italia potrebbe essere la mossa ideale

di Redazione, @forzaroma

Il Qatar Investment Authority, forte di un fatturato di 335 miliardi nonché di un patrimonio in gestione di un trilione di dollari, è tornato prepotentemente sulla scena finanziaria nel suo ruolo naturale di buyer, dopo una fase di transizione generata dalla chiusura delle frontiere attuata dai suoi vicini arabi. Nel caso della trattativa per il passaggio di mano della Roma, a nulla è servita la smentita del presidente James Pallotta. La squadra della capitale viene indicata, dopo il Psg, la prossima preda nel mondo del calcio del potente braccio finanziario qatarino. Il fondo, che in Italia ha già investito nel settore del real estate e del lusso, potrebbe dunque allargare la propria lista acquisendo la Roma. Tralasciando i segnali politico-diplomatici d’avvicinamento tra l’Italia e il piccolo emirato, sanciti dalla visita del capo del governo Giuseppe Conte in Qatar e l’incontro con l’emiro Tamin bin Haad Al Thani con le prammatiche dichiarazioni sulla volontà d’incremento dei rapporti commerciali tra i due paese, la scommessa del mercato su una prossima ripartenza della campagna acquisti parte da alcune incontrovertibili considerazioni di natura geopolitica. Come scrive Vincenzo Beltrani su Milano Finanza, a marzo di quest’anno, il Qatar ha raccolto 12 miliardi di dollari. Questo ha permesso al paese di di raccogliere risorse fresche da destinare ad investimenti domestici ed esteri. Dove andranno? Difficile dirlo, ma l’indizio della Roma non deve trarre in inganno. Se Real Estate e lusso continueranno ad essere i settori prediletti per convogliare le risorse del QIA, non è detto che le turbolenze geopolitiche del momento impongano all’emiro Al Thani delle scelte più strategiche. In un’ottica di investimenti a maggior valenza strategica e di potere, l’Italia si presenta indubbiamente come uno scacchiere ideale sul quale condurre la propria partita. Partite delicate investono in questo momento sia il settore bancario che quello del risparmio gestito. In Italia e in Europa, sedere nei board delle grandi banche in qualità di azionisti, garantirebbe al Qatar stabili e durature relazioni diplomatiche e commerciali.

 

 

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