Roma-Juventus 1-1 LE PAGELLE DEI QUOTIDIANI Si è rivisto super Manolas. Gervinho fuori dal match

Il primo tempo troppo abulico. Il risveglio generale nel finale è confortante ma tardivo

di Redazione, @forzaroma

All’indomani della super sfida dell’Olimpico i quotidiani presi in esame dalla nostra redazione danno voti e giudizi alle prestazioni dei giallorosi nel pareggio contro la Juve. Totti e De Rossi deludono, Keita evita la sconfitta, Iturbe e Florenzi alzano il ritmo della squadra. Il risveglio generale nel finale è confortante ma tardivo.

 

IL MESSAGGERO pagelle a cura di Alessandro Angeloni

 

DE SANCTIS 5,5
Non affidabile nei rinvii e nelle uscite. Guarda il pallone entrare in rete, ma non deve fare mai una parata vera.

 

TOROSIDIS 5
Un fallo su Morata a inizio partita e uno su Vidal dopo diciotto minuti della ripresa lo condannano al rosso. Tra i due cartellini, il nulla o quasi.

 

MANOLAS 6
Fa a corse con Morata e tappa i buchi di Yanga Mbiwa, qualche recupero è da applausi. Poi, tenta l’autogol con un piattone sinistro per anticipare Morata, sempre andando a cento all’ora. Più affidabile dell’ultimo Manolas. Sfiora anche il gol.

 

YANGA MBIWA 5,5
Ogni tanto si perde nel palleggio e nello scatto in avanti palla al piede. Tevez lo punta e lì parte l’affanno. non affidabilissimo. Ammonito, salta la prossima.

 

HOLEBAS 5,5
Sbaglia tre quattro palloni nei primi minuti, poi prende coraggio e parte, mettendo in mezzo pure qualche buon cross. Pereyra e Lichtsteiner sono due pessimi clienti, azzarda a intermittenza.

 

DE ROSSI 5
Si piazza a copertura della difesa e solo nei primi minuti si alza per il pressing. La regìa è pulita, le rincorse un po’ più affannate. Ma tiene botta, senza troppi acuti.

 

KEITA 6
Fa il mediano e prova qualche incursione. Non a caso segna il gol del pari, di testa.

 

LJAJIC 5
Palla incollata ai piedi, prova lo spunto senza trovarlo mai o quasi. Non incide.

 

PJANIC 5,5
Perde energie nella “marcatura” di Marchisio e allo stesso tempo prova a ordinare le idea là davanti. Molto bene nell’ultimo quarto d’ora.

 

GERVINHO 5,5
Viene tappato sia a sinistra sia a destra, ingabbiato nei continui raddoppi juventini. Scatti a sprazzi in una serata in cui ci si attendeva molto di più da uno come lui. Qualcosa di buono nell’ultimo quarto d’ora.

 

TOTTI 5
Sta alla larga dei centrali juventini, ma senza riuscire a proporre granché.

 

FLORENZI 6
Entra dopo il gol di Tevez e prova a fare tutta la fascia con la squadra in dieci. Dal suo piede due o tre cross pericolosi, da uno nasce il gol.

 

ITURBE 6
Prova a mettere un po’ di brio nella fase della disperazione. E ci riesce, ha pure la palla della gloria, ma sbaglia la giocata.

 

NAINGGOLAN 6
Un’ ammonizione, un tiro da casa sua e alcuni buoni recuperi palla.

 

GARCIA 5,5
La Roma si accorge di essere la Roma solo dopo il gol di Tevez. Un quarto d’ora. Prima, solo trotto.

 

ORSATO 6
Sbaglia pochissimo, gestisce bene – con tante ammonizione e un’espulsione – una partita che poteva “saltare” in qualsiasi momento.

GAZZETTA DELLO SPORT pagelle  a cura di Massimo Cecchini

DE SANCTIS 6 
Nonostante finisca il primo tempo con i guanti immacolati, ha una carica tale da battibeccare all’intervallo con Manolas. Ad ammutolirlo però ci pensa la punzione di Tevez, che spolvera l’incrocio alla sua destra. Per il resto, riposa quasi.

 

TOROSIDIS 5 
E’ l’Ulisse greco della fascia: parte e ritorna vedendo la difesa come un’Itaca da blindare. Lo fa finché la squadra è tonica, ma a spazi larghi bastano due entrate su Vidal per mandarlo in doccia.

 

MANOLAS 6,5
Dalla troika ellenica è il Pie’ Veloce come Achille: toccano a lui gli scatti nelle praterie giallorosse quando la Juve riparte e in fondo è quello il meglio del suo repertorio. Con Morata il duello è da uomini veri, lui lo vince e di testa va a anche a sfiorare il gol.

 

YANGA-MBIWA 5,5
Se vi piacciono i difensori dal piede dolce, meglio cambiare canale. Non è un caso che nel gioco del pressing Allegri scelga di lasciare lui libero. Sul piano della fisicità, però, difficile pretendere di più, recuperando 9 palloni. Ammonito, sarà qualificato.

 

HOLEBAS 5
A lungo è l’anello debole della falange greca, non a caso Lichtsteiner e Vidal scelgono di cavalcare le sue zolle con buona continuità. In avanti, poi, si dedica a cross (9) con scarsa precisione, senza contare che perde più palloni di tutti (20).

 

PJANIC 5,5
Sembra avere lasciato la scatola magica in qualche ripostiglio di Trigoria, visto che non riesce mai ad accendere la luce, soffocato dalla mediana bianconera. Per paradosso, pare svegliarsi sui titoli di coda, quando a muovere le gambe è l’orgoglio.

 

KEITA 7
I successi masticati soprattutto con il Barça gli regalano senso della posizione e tocco facile: logico che non abbia il ritmo dei giorni belli, però l’incornata di astuzia è ossigeno per il campionato.

 

DE ROSSI 5
Il fallo su Vidal dopo una ventina di secondi pare essere un trailer del classico “Non aprite quella porta”. Come dire, non vi avvicinate. Infatti l’azzurro gioca bassissimo a protezione della difesa finché, per l’assalto finale, non serve la corsa del Ninja.

 

LJAJIC 5,5
Ormai investito del ruolo di capocannoniere giallorosso, trasloca da destra a sinistra provando a punzecchiare il corpazzione bianconero con veroniche e accelerazioni. Nella sua ora in campo però gli spazi intasati lo limitano. Chissà se avesse partecipato al gran finale…

 

TOTTI 5
Diciamo la verità, nel suo più che ventennale duello con la Juventus ha visto compagni e avversari migliori. Nella mediocrità attuale si districa quando i ritmi sono blandi, ma le 16 palle perse e lo zero nei tiri in porta stavolta lo condannano.

 

GERVINHO 5,5 
Inutile nasconderlo: quando ha la palla una gabbia gli si materializza intorno con grande facilità, però il ghepardo dei giorni belli avrebbe regalato almeno 3-4 spunti utili a liberare i compagni, stavolta invece mostra di avere denti e artigli spuntati.

 

FLORENZI 6,5
Entra dopo l’espulsione di Torosidis e con lui in campo si segnalano subito due dati: sul suo binario il ritmo sale e la romanità della squadra rappresentata dopo l’uscita dei due totem Totti e De Rossi. Innesto mai banale.

 

ITURBE 6,5
Entra per il capitano e innesca quel turbo onomatopeico che rimbalza nel suo nome. Sprint e accelerazioni squassano il ritmo compassato del finale bianconero e, pur con qualche errore di mira, è l’elettroshock che serve al gruppo.

 

NAINGGOLAN 6,5
Entra per De Rossi e ci si chiede se davvero fosse indispensabile lasciarlo in panchina per la seconda volta di fila. Certo, non ha la linearità dei mediani juventini, però ha quella grinta e quella corsa che servono per provare a dare la spallata.

 

GARCIA 6
Nel facile gioco del senno del poi si può dire che sbaglia le scelte iniziali oppure, al contrario, che azzecca i cambi. La Roma più bella si è persa in autunno, però stavolta ha ritrovato carattere.

 

 

 

LEGGO pagelle a cura di Fabio Maccheroni

 

DE SANCTIS 5
Una buona uscita alta, ma anche una da ballerino di huli guli, tre passi avanti e tre indietro. Non sono mancati i soliti rinvii da brivido. Ma la chiama la palla? Serve un portiere.

 

TOROSIDIS 6
Più attento a non sbagliare che a portare acqua in attacco come è accaduto in Europa League. Due entrate dure su Vidal, la seconda con lo juventino al limite dell’area, gli costano l’espulsione. Dal calcio di punizione il gol di Tevez.

 

MANOLAS 7
Attento su Morata. Rischia pesantemente quando per un anticipo è a un soffio dall’autogol. Prima parata di Buffon su un suo colpo di testa.

 

YANGA MBIWA 6,5
Qualche legnata delle sue, un’ammonizione ineccepibile su Morata (duelli senza complimenti, un’ammonizione anche al bianconero) ma è sempre attento.

 

CHOLEVAS 5,5
Un paio di cross sbagliati, qualche incertezza.

 

KEITA 7
Fa filtro e aiuta anche in difesa dove non arriva Cholevas. Segna un gol importante con la Roma in 10 (forse c’è un tocco importante di Marchisio)

 

DE ROSSI 6
Rischia subito un’ammonizione entrando duramente su Vidal, ne merita una su Morata. Ma è una presenza continua, aggiunge solidità ed esperienza (27’ st Nainggolan ng).

 

PJANIC 5,5
Al minimo sindacale, passaggini, mai la giocata da leader e sui contrasti un po’ morbido. Quando va duro viene ammonito per un fallo su Pereyra.

 

LJAJIC 6,5
Grintoso, è il primo a giocare duro. In avvio di ripresa perde una palla che la Juve trasforma in un’azione pericolosa, ma è l’unico neo. Purtroppo Garcia, quando resta in 10, decide di punirlo cambiandolo (19’ st Florenzi 7: entra, ci mette l’anima e il cross del pareggio).

 

TOTTI 6
I bianconeri lo conoscono troppo bene, gli lasciano pochi spazi (27’ st Iturbe ng).

 

GERVINHO 5
Quando non è in forma si vedono tutti i limiti tecnici. Un’irritante passeggiata.

 

GARCIA 4 Formazione e sostituzioni discutibili. Fa fuori Nainggolan all’inizio, avrà i suoi buoni motivi. Tiene in campo questo Gervinho e sostituisce Ljajic che, oltre a saper giocare, era con la testa nel match: avrà avuto i suoi buoni motivi. È ancora a – 9 dalla Juve, va a +4 sul Napoli. Se si accontenta, gode. riproduzione

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