Roma, il piano per Lamela

di finconsadmin

(Corriere dello Sport – P.Torri) Trovare libero il cellulare di Walter Sabatini, in questi giorni è impresa che deve tener conto pure dei fusi orari. Perché al nuovo direttore sportivo gial­lorosso stanno arrivando telefonate da tutto il mondo, in particolare dal mercato sudamericano che è quello che tiene sotto controllo meglio di qualunque altro.

So­no telefonate in cui vengono proposti una miriade dei giocatori dai diciotto anni in su. Sabatini prende nota di tutto, ma per il momento sta cercando di trovare la strada giusta per chiudere un colpo che sarebbe dispo­sto a pagare lui per definirlo, quello per Erik Lamela.

RILANCIO – Sabatini volerà di nuovo in Argentina dopo la metà di giugno. Il viaggio è stato già prenotato, c’è da fissare solo il giorno. Dopo aver trovato, nel preceden­te viaggio a Buenos Aires, l’accordo con il papà di La­mela sulla base di un con­tratto quinquennale, que­sta volta il ds giallorosso si presenterà alla sede del River Plate pronto a rilan­ciare con un’offerta che possa convincere la diri­genza argentina a lasciar partire il loro gioiello. Dif­ficile, però, che saranno offerti venti milioni di eu­ro, come vuole il River. L’idea, infatti, è di ripetere l’operazione che Sabatini fece al Palermo quando portò Pastore. Cioè acqui­stare, per ora, solo una parte del cartellino che per il venti per cento circa è della famiglia del gioca­tore e del suo procuratore. Questo consentirebbe al River di incassare subito un certo cash (dieci milio­ni), conservando i futuri profitti che sarebbero ga­rantiti ancora dalla Roma o da un’eventuale cessione da parte del club giallorosso. Sarà fondamentale con­vincere Daniel Passarella, presidente del River, ad ac­cettare questo tipo di soluzione, potendo contare anche sul supporto, certo non secondario, dello stesso Lame­la che, attraverso il papà, ha già fatto sapere che la prossima stagione giocherà in Europa e in un club ita­liano. In Argentina, inoltre, Sabatini continua a tenere sotto osservazione l’esterno difensivo del Boca Mon­zon.

GIOVANI – Come detto, a Sabatini continuano ad arriva­re decine di telefonate al giorno da parte di procurato­ri e affini pronti a garantirgli l’affare del secolo. Del re­sto, un po’ tutto il mondo sa come la Roma sia alla ri­cerca di talenti giovani, in grado di supportare il pre­sente e garantire il futuro. E’ sufficiente che, in qual­siasi parte del mondo, ci sia un giovane di belle speran­ze perché squilli il cellulare del nuovo ds romanista. Come, per esempio, nel caso di Leandro, attaccante del Gremio, uno che ha appena compiuto diciotto anni, do­dici maggio 1993, giocatore che viene considerato in Brasile un sicuro prospetto, si può prendere senza spendere una cifra esagerata, ma ha la controindicazio­ne di non avere in tasca nessun passaporto comunita­rio. Lo stesso problema che ha Danilo, classe 1991, jol­ly di centrocampo del Santos, giocatore per certi versi decisamente più pronto e con un valore di mercato già lievitato oltre i cinque milioni di euro. Chi invece ha una passaporto italiano, oltre a quello argentino, è l’at­taccante Alejandro Martinuccio, ventitrè anni, tessera­to con il Penarol di Montevideo. Ma il passaporto, al­meno in questo caso, non dovrebbe garantire nessuna corsia preferenziale alla punta del Penarol.

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