Roma-Fiorentina 2-0 Le pagelle dei quotidiani. Nainggolan il più bravo della classe

Voti alti anche per De Sanctis, Pjanic e Gervinho. Buono l’esordio di Manolas.

di finconsadmin

Ecco i voti ed i giudizi ai giocatori della Roma che hanno vinto ieri sera contro la Fiorentina da parte dei quotidiani presi in esame.

 

IL MESSAGGERO pagelle a cura di Alessandro Angeloni

DE SANCTIS 7,5
Sfiora il pallone sulla punizione al veleno di Ilicic, poi salva un gol fatto su botta ravvicinata di Babacar. Strepitoso, il vecchietto Morgan.

 

 

TOROSIDIS 7
Che fosse meglio del Maicon visto al Mondiale non c’erano grossi dubbi. Che si presentasse all’appello così brillante era più complicato prevederlo. Affidabile dietro, a tratti (pochi) imprendibile là davanti. Uno dei migliori, comunque.

 

MANOLAS 7
Al primo intervento, il boato di benvenuto da parte del pubblico; sbaglia un rinvio, un altro boato, stavolta di incoraggiamento. Il greco corre scatta, ringhia, fa sentire i tacchetti e non ne fa passare una a Gomez, concedendo solo mezza palla in mischia a Babacar. Ottimo esordio.

 

ASTORI 6,5
Tiene la posizione e cerca di sbagliare il meno possibile. Al fianco ha uno scattista che gli copre l’ombra. Quando scappa l’avversario usa le maniere forti. Qualche errorino qua e là, ma non male nel complesso.

 

COLE 6
Ancora un po’ timido quando accompagna l’azione, non disastroso in fase difensiva. Progredisce.

 

DE ROSSI 6,5
Solito distributore di palloni recuperati. Riesce a essere la nave e l’ancora a cui aggrapparsi. Chiude da centrale di difesa e tiene botta.

 

NAINGGOLAN 8
Il motorino è acceso dal giorno del raduno a Trigoria, senza fare torto a nessuno è quello che ha lavorato di più e meglio di tutti. E si vede. Il gol del vantaggio è in stile Ninja: recupero del pallone, appoggio a Gervinho e puntualità (sue) nella ribattuta del portiere.

 

ITURBE 6,5
Una trottola dal piede (uno solo, il sinistro) di dinamite. Che stavolta non si accende come vorrebbe. Se non altro le sue serpentine portano qualche ammonizione.

 

PJANIC 7
Mire è uno che trasforma l’idea in magia. Hai sempre la sensazione che qualcosa possa succedere: un passaggio filtrante, una serpentina, un tiro. In più toglie respiro a Pizarro, suo dirimpettaio di serata.

 

GERVINHO 7
Corre e non lo prendi mai. Impreciso sotto porta, ma non è una novità. Poi un gol lo fa e l’Olimpico esplode. Anche questa non è una novità. Gervinho è sempre Gervinho.

 

TOTTI 6,5
Qualche tocco dei suoi e la mostra di una condizione fisica eccellente. Garcia comincia a gestirlo, da subito.

 

KEITA 6,5
Esperienza sì, tanta; il piede sinistro sempre una garanzia. Certo, non difende come De Rossi.

 

FLORENZI 6
Una mezzoretta vecchie maniere: da attaccante tutto fare. Benino.

 

LJAJIC n.g.
L’ultimo quarto d’ora per Iturbe. Moscio.

 

GARCIA 7
Partenza con la vittoria. Solo questo contava. Per i fronzoli c’è tempo.

 

ARBITRO GUIDA 5,5
Fa confusione nelle situazioni facili da interpretare. Si perde un fallo su Pjanic in area della Fiorentina.

 

 

CORRIERE DELLA SERA pagelle a cura di Luca Valdiserri
DE SANCTIS 7,5
Uomo di parola: aveva promesso di essere pronto per l’inizio del campionato e così è. Il primo impegno, relativo, è un tiro centrale di Ilicic al 43’. Miracolosi, nella ripresa, sono gli interventi su Ilicic e Babacar.

 

TOROSIDIS  7
Tempi di superlavoro. In campo come terzino destro, aspettando Maicon che non fa rimpiangere, e fuori dal campo come traduttore per la colonia greca (Manolas più Holebas).

 

MANOLAS 6,5
Arriva e debutta, contro un avversario non facile come Mario Gomez. Lo cancella insieme ad Astori e De Rossi. Esce per evitare infortuni.

 

ASTORI 6,5
Dei quattro difensori è quello che ha di gran lunga più partite di serie A alle spalle ma anche per lui è la «prima» all’Olimpico. Lo onora con attenzione.

 

COLE 6,5
Garcia gli dà fiducia, sopra le voci di mercato e le critiche precampionato. Quando il gioco si fa duro, gli esperti cominciano a giocare.

 

DE ROSSI 6,5
Deve controllare Borja Valero, messo da Montella a fare il trequartista, poi scala tra i centrali di difesa. Sbaglia solo il tempo di un’uscita, ma rimedia De Sanctis.

 

NAINGGOLAN 8,5
Voto felliniano per il Ninja. Gli toccherebbe il «lavoro sporco» e lui, invece, ci mette le perle della serata: gol e assist. Altro che riserva!

 

ITURBE 7
L’acquisto più caro del mercato si batte con grande impegno e senza paura, conquistando due ammonizioni. Poi imparerà che le punizioni è meglio farle battere a Totti e Pjanic.

 

PJANIC 7,5
Dicono non sia al top fisico, dopo il Mondiale e la dispendiosa tournée americana, ma è sempre lui ad accendere la luce del gioco. Farebbe tre assist a Gervinho, se l’ivoriano avesse voglia di buttarla dentro. Giocatore totale, forse il migliore della serie A.

 

GERVINHO 6,5
«Conosce le regole del mio gioco», dice Garcia. Tutte tranne una: segnare i gol facili. Però spacca in due la Fiorentina e al 93’ scarta anche il portiere per non correre il rischio di sbagliare. Prendere o lasciare. In ogni caso, fondamentale.

 

TOTTI 6,5
Parte la stagione numero 23 in maglia giallorossa facendosi accompagnare in campo dai due figli. Dispensa gioco fino a che Garcia decide di dargli un po’ di riposo. La stagione è lunga.

 

KEITA 7
Fa capire a tutti perché Garcia lo ha voluto. Un cambio perfetto. E apre di tacco l’azione che porta al 2-0.

 

FLORENZI 6
Cambio tattico che, come sempre, porta il mattoncino.

 

LJAJIC 6
Utile nel finale, quando si deve tener palla. Può fare di più.

 

GARCIA 8
Riprende (con il gioco) dove aveva lasciato. Non era facile, con una difesa nuova per tre quarti. Bravissimo.

 

GUIDA 5 
Tanti errori e otto ammoniti in una gara non cattiva.

 

 

CORRIERE DELLO SPORT pagelle a cura di Rinaldo Boccardelli

De Sanctis 7,5 
Inoperoso nel primo tempo. Salva-vittoria nella ripresa con due balzi felini su tiri che avevano fatto già gridare al gol.

 

Torosidis 7 
Spinge molto sulla destra avvalendosi anche del fatto che Totti si sposta da quella parte e lo chiama alla sovrapposizione.

 

Manolas 7 
Praticamente nessun errore. Catapultato nel calcio italiano da appena tre giorni se la cava benone. E adesso al lavoro per perfezionare l’intesa con gli altri.

 

Keita (22′ st) 6,5 
Necessario, essenziale, preziosissimo nel momento di maggiore sofferenza della Roma quando c’è da alleggerire, dare respiro e tranquillità. Tutto questo Keità lo ha fatto.

 

Astori 6,5 
Attento, concede pochissimo sia a Gomez che a Babacar. Balla solo nel cuore della ripresa, come tutta la squadra d’altronde.

 

Cole 6 
Meglio di quanto temuto. Un paio di interventi di sana esperienza in recupero palla. Gioca saggiamente di posizione nei concitati minuti finali.

 

Pjanic 6 
Indietro fisicamente. Bene nel primo tempo, nella ripresa offre a Gervinho il pallone del 2-0 che l’ivoriano si divora centrando in pieno Neto. Chiude stanchissimo.

 

De Rossi 6,5 
La condizione è quella che è, ma l’esperienza e la voglia di vincere sono le solite. Dà il suo contributo sia da centrocampista che da difensore dopo l’uscita di Manolas.

 

Nainggolan 7,5 
Dominatore della prima frazione di gioco. Corre il doppio degli altri, ruba palloni, inventa l’azione del gol e la va a concludere dopo la respinta di Neto. Cala vistosamente nel secondo tempo ma non si arrende. Offre a Gervinho un grande assist alla Totti per il secondo gol.

 

Iturbe 6 
Soffre la prima all’Olimpico davanti al suo nuovo pubblico. Ma classe e temperamento ci sono. Deve ancora entrare nei meccanismi d’attacco della squadra ma è evidente che il talento c’è. Crescerà.

 

Totti 6,5
Illumina la scena finchè è in campo. Senza strafare. Si ritaglia spazi un po’ ovunque e fa salire la squadra. Offre palloni a destra e a sinistra, soprattutto a Torosidis che affonda sulla destra.

 

Florenzi (25′ st) 6 
Ridà fiato ad una squadra in chiaro affanno atletico. Rincorre un po’ tutti e si guadagna la pagnotta.

 

Gervinho 7 
Il solito Gervais. Prendere o lasciare. Si crea e si mangia gol in quantità industriale. Potrebbe chiudere ben prima la partita ma aspetta il minuto 93′. Ma va bene anche così.

 

Garcia (all.) 7 
Sapeva che ci sarebbe stato da soffrire. La sua Roma ha sofferto ma ha vinto. Adesso potrà lavorare con calma sulla fase difensiva con i nuovi giocatori arrivati e che stanno arrivando. Due settimane per registrare e blindare la difesa giallorossa orfana di Benatia.

 

 GAZZETTA DELLO SPORT pagelle a cura di Massimo Cecchini

De Sanctis 7,5
Morgan ricomincia a navigare senza aver perso lo spirito da pirata: il doppio intervento su Ilicic e Babacar è il tesoro che la Roma cercava.

 

Torosidis 6
Ormai «anziano» in una falange greca folta quasi come quella di Maratona, rulla quando può sulla sua corsia e se la cava dietro anche con le cattive.

 

Manolas 6,5
Complimenti d’obbligo: esordisce con piglio da veterano dopo pochissime ore di allenamento. E Benatia adesso sembra già dimenticato.

 

Astori 6,5
Gomez e Babacar sono due tipetti da prendere con le molle, ma davanti agli occhi del c.t. Conte fa il suo dovere con dignità.

 

Cole 6
Sarebbe impietoso fare confronti col giocatore che è stato al Chelsea; per ora va al piccolo trotto e galleggia grazie all’enciclopedia scritta in carriera.

 

Pjanic 7
Il Piccolo Principe non tradisce: disegna traiettorie, è raffinato, e innesca quasi tutte le ripartenze più pericolose.

 

De Rossi 6,5
Con tutta quella grazia offensiva che ha davanti, è sempre più specializzato nel ruolo di frangiflutti, ancor più quando scala a centrale in difesa.

 

Nainggolan 7,5
Cinguetta in campo meglio che su Twitter: oltre al gol apriscatole, recupera palloni e va in progressione fino all’assist che chiude il match. Riserva lui?

 

Iturbe 6,5
Progressione, voglia di spaccare il mondo e anche un inedito senso del sacrificio. Con gli spazi che avrà davanti, scommettiamo che brillerà.

 

Totti 6,5
Alle soglie dei 38 anni, per un tempo è il sarto che cuce i due reparti avanzati provando a innescare le frecce che ha ai lati finché non cala alla distanza.

 

Gervinho 7
Il ghepardo comincia a pancia piena: spunti velleitari e confusione. Poi ritrova il turbo e spreca 2 volte davanti a Neto, ma c’è fino alla fine.

 

Keita 6,5
Quando la gara si complica, l’esperienza da toreador di chi al Barcellona ha vinto tutto è quella che occorre per blindare il risultato

 

Florenzi 6
Entra quando i giallorossi alzano le saracinesche e la sua corsa è utile sia in copertura che per avviare le ripartenze.

 

Garzia 7
Ormai cambia interpreti senza che lo spartito venga mai modificato. Attenzione difensiva e velocità sono il suo verbo, e in panchina può contare su una qualità da lotta per lo scudetto.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy