Roma, DiBenedetto vuole lo sconto

di Redazione, @forzaroma

(Il Sole24ore) – Suspence sul destino della Magica. Più volte rimandata, la cessione del pacchetto di maggioranza dell’As Roma agli «americani» potrebbe slittare nuovamente.

O in caso estremo, smentito da Unicredit, saltare se la banca e Thomas DiBenedetto non troveranno un accordo entro il 29 luglio, anche per un’eventuale proroga dei termini dell’operazione.

 

Il solco che divide sono i negativi conti economici e patrimoniali della squadra di calcio. C’è una richiesta del compratore di correzione al ribasso del prezzo di acquisto e c’è un aumento del fabbisogno di capitale e quindi della futura ricapitalizzazione del club giallorosso, finora prevista in 35 milioni di euro. Somma modesta considerando che, nei primi nove mesi dell’ultimo esercizio fino al 31 marzo scorso, nel consolidato Roma c’era già una perdita netta di 30,3 milioni e un indebitamento finanziario netto di 25,7 milioni. Il patrimonio netto consolidato era negativo per 43,5 milioni.

La Roma invece avrebbe bisogno di circa 100 milioni di ricapitalizzazione per riportarsi in equilibrio e poter fare qualche operazione sul calciomercato. Secondo fonti del Sole 24 Ore, i rappresentanti di DiBenedetto e degli altre tre partner, riuniti nella società veicolo del Delaware DiBenedetto As Roma Llc, chiedono a Unicredit una rettifica al ribasso del prezzo definitivo di vendita, rispetto a quello fissato nel contratto del 15 aprile. Nell’accordo di Boston era stato fissato un prezzo di 89,87 milioni di euro per il 100% dell’As Roma, di cui 60,3 milioni da versare a Roma 2000 per il 67% di azioni da cedere in blocco ai nuovi proprietari, il resto peri piccoli azionisti in caso di adesione alla successiva Opa obbligatoria sul flottante. Questo prezzo corrisponde a 0,6781 euro per azione.

Ieri il titolo ha perso lo 0,59% a o,671, mentre ci sono stati incontri tra i legali a Roma per chiarire i punti ancora aperti prima del perfezionamento del contratto, il closing, con la cessione del 67% del pacchetto detenuto da Roma 2000 srl, controllata da Compagnia Italpetroli, alla Neep Roma Holding spa, la società tra DiBenedetto As Roma (con il 60% del capitale) e Unicredit (con il 40%). La banca smentisce che ci sia una perdita aggiuntiva di 17 milioni della Roma. Gli uomini dell’istituto, che hanno il pallino in mano, sanno tuttavia che un ribasso del prezzo è difficile da evitare e lavorano per non far saltare l’operazione. Il 22luglio la Roma 2000 ha comunicato a Neep Roma Holding «che il closing avrà luogo in data 29 luglio 2011». Il termine ultimo per chiudere la cessione è il 31 luglio.

Secondo una fonte finanziaria, se il 29luglio non ci sarà la cessione potrebbe esservi un nuovo accordo tra «americani» e la banca per fissare nuove date, cioè una proroga. Il 22 luglio la banca ha firmato insieme all’As Roma sia il contratto di finanziamento per 30 milioni sia, attraverso Roma 2000, il prestito da 10 milioni di euro, condizioni sospensive previste nel contratto di aprile. Se DiBenedetto rinunciasse all’acquisto perderebbe la caparra già versata di 10 milioni (di cui 4 messi da Unicredit). Ma sarebbe soprattutto il futuro della Roma a tornare in discussione.

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