Roma da vertice

di Redazione, @forzaroma

(Il Tempo – T.Carmellini) «L’urlo di Mirko Vucinic!». Da quel Roma-Inter dello scorso anno Thomas DiBenedetto ha capito che stava «cominciando ad essere coinvolto in qualche cosa di più grande rispetto a una semplice società di calcio».

Il nuovo presidente della Roma torna a parlare dalle colonne dell’Espresso (in edicola oggi) e della rivista ufficiale del club (La Roma), della sua nuova avventura italiana. Tra un incontro istituzionale e un altro, trova il tempo per fare il punto di questa esperienza, proietta il club nel futuro e non risparmia qualche «randellata» per la vecchia gestione. Ha già capito come in Italia, tra il dire e il fare c’è di mezzo un mare di burocrazia. «I problemi dell’Italia stanno nell’eccesso di burocrazia e nella legislazione del lavoro troppo rigida. Ma qui in Italia c’è un genere di affari che sembra capace di sopravvivere a dispetto di quello che accade nel resto del mondo. Mi riferisco al turismo, all’industria del vino, a tutto quello che produce gioia e diverte la gente: come il calcio. La mia sfida imprenditoriale è trasformare i clienti affascinati dalla città, in tifosi di calcio.Per arrivare a questo dobbiamo concentrarci sul marchio e svilupparlo, naturalmente a partire dalle vittorie in campo. Il nostro obiettivo a Roma è creare quella situazione di stabilità ai massimi livelli di cui beneficiano altri club in Italia e in Europa, e questo è possibile solo vincendo».

Inevitabile un passaggio sulla vecchia gestione. «Non abbiamo niente da guadagnare a parlare male di Rosella Sensi – spiega – e qualunque cosa io possa dire suonerebbe negativa verso di lei». Ma alla domanda su come può definire la sua «eredità» la risposta è chiara: «Painful» parola intraducibile ma che assomiglia molto a un «penosa». Ora l’obiettivo primario è quello di riportare la Roma in auge e far si che resti lassù. «Bisogna incominciare a vincere e il nostro staff è in grado di farlo. È fondamentale sviluppare il marchio attraverso il Web. La priorità dei club italiani è aumentare le entrate perché quello dei giocatori è un mercato internazionale e i prezzi li fa il mercato». Sullo stadio e l’incontro con Alemanno. «Con il sindaco abbiamo avuto una discussione molto propositiva: lui è totalmente al nostro fianco e adesso stiamo valutando le opzioni sulle diverse aree. Speriamo di incominciare presto e di essere i prossimi sulla strada che ha aperto la Juventus con grande successo». E il suo arrivo ha già smosso qualcosa: Petrucci è dalla sua parte. «DiBenedetto mi ha fatto un’ottima impressione – ha detto il presidente del Coni che lo ha conosciuto mercoledì – si è presentato nella maniera giusta. Presto faremo tante iniziative insieme».

 

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