Roma, come stai? Già quattro facce nuove e adesso sotto con i tagli

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Calabresi) – Coraggio, è solo il primo giorno. Evviva, è iniziato il calciomercato. È il bello (o il brutto) della stagione degli affari: odiata ai tempi dell’austerity e dei parametri zero, attesa come un parto da quando la sagoma di Thomas DiBenedetto è spuntata all’Aeroporto di Fiumicino.

La tappa fissa di Walter Sabatini, che in aereo non si divertirà come sulle montagne russe, ma che volando da una parte all’altra del mondo, sta dando forma alla nuova Roma. La prima del dopo era Sensi.

Chi arriva Se dovessero essere i comunicati di sensiana memoria a dover parlare, nella casella degli acquisti ci sarebbero solo le comproprietà e i rientri dal prestito. Ma in realtà le cose stanno diversamente. Bojan infatti è da considerarsi a tutti gli effetti un giocatore della Roma, così come il giovanissimo francese Nego e ormai pure lo spagnolo Angel, per il quale Walter Sabatini si è comunque affrettato a smentire un’intervista all’emittente spagnola Cadena Ser in cui annunciava la chiusura ufficiale della trattativa. Su Stekelenburg, invece, negli ultimi giorni sono stati fatti passi da gigante e, nonostante il depistaggio del d. s. dell’Ajax, Danny Blind, la chiusura positiva dell’affare con il portiere è attesa entro mercoledì.

Cosa manca Se tutte le pedine di cui sopra si incastreranno a perfezione nel mosaico, l’unico buco resterà quello al centro della difesa. Ragionando per esclusione: Mexes è già del Milan, a Loria è scaduto il contratto, Guillermo Burdisso non gioca da una vita. Ne restano due, ma Nicolas Burdisso nella notte ha esordito in Copa America con l’Argentina: ponendo come ipotesi la peggiore per la Roma e la migliore per la Selecciòn (la finale si gioca il 24 luglio), Burdisso non tornerebbe a Trigoria prima di Ferragosto. Dunque senza un briciolo di preparazione sotto la regia di Luis Enrique. Kjaer? Silvestre? Ogbonna? Intanto c’è chi ringrazia Mano Menezes, ct del Brasile, per non aver convocato Juan: fosse mancato pure lui, la situazione sarebbe stata paradossale. Tutto il resto (esterni funzionali al 4-3-3) viene dopo.

Ma chi parte? Abbassare l’età media e il monte ingaggi ha la stessa urgenza del mercato in entrata. C’è da tagliare ovunque: in porta (Doni, Julio Sergio, ma non solo), in difesa (Cicinho, Rosi, forse Riise, visti gli ultimi sviluppi), a centrocampo (Simplicio, Guberti), e davanti (Okaka). Poi ci sono da risolvere le questioni legate a Vucinic, Menez e Borriello: due su tre partiranno probabilmente. Su Borriello, ieri, si è espresso il suo agente, Tiberio Cavalleri: «Resta a disposizione, per il momento» , parole di attesa, la stessa di Leonardo, che ha fatto squillare il telefono dell’attaccante per proporgli scenari parigini. E c’è attesa anche per lo sbarco di DiBenedetto a Roma, previsto il 10 o 11 luglio. Il 12 si presenterà ai tifosi e ai giornalisti in grande stile. Ma che Roma troverà?

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