Ecco i voti assegnati ai giallorossi dai quotidiani sportivi e non in riferimento alla gara Roma-Chievo 1-0.

 

IL MESSAGGERO (pagelle a cura di Mimmo Ferretti)

Totti immenso, Perrotta decisivo, Burdisso super affidabile. Menez e Vucinic ci mettono più impegno del solito, ma sbagliano troppo e non arrivano alla sufficienza.

DONI 6 La Sud lo fischia ogni volta che tocca il pallone, lui deve fare poco (una paratina su Constant e un tuffo dopo carambola Juan-De Rossi) e mantiene la porta inviolata. Era dal 13 marzo, giorno del derby, che la Roma non chiudeva la partita con zero reti al passivo.

CASSETTI 6 Constant lo mette in difficoltà sul piano tecnico, lui ci deve mettere tanto fisico per non farsi superare. Ottimo nel primo un salvataggio aereo su Moscardelli. Davanti si vede poco e male.

N. BURDISSO 7 Dà sicurezza al reparto difensivo con una prestazione eccellente sul piano del dinamismo e della concentrazione e molto buona anche su quello tecnico-tattico. E’ uno dei pochi che il pubblico accoglie con applausi convinti, e lui non fatica a meritarseli.

JUAN 6,5 Non perde mai la bussola, tampona Pellissier, chiude alla grande quando è necessario e tenta (di testa) di far gol. Esce per infortunio, lasciando il posto a Loria.

RIISE 6 Dà l’impressione di non approfittare al cento per cento della libertà tattica che gli offre il sistema di gioco del Chievo. Un po’ troppo timido, ad esempio, quando va avanti.

PIZARRO 6,5 Macina gioco in mezzo al campo, distribuisce palloni e dà ordine. La sensazione è che sia (quasi) in riserva sul piano atletico, ecco perchè va quasi sempre al piccolo trotto.

DE ROSSI 6 L’assist per Perrotta-gol è la cosa più bella di una partita ricca anche di numerosi errori di misura.

MENEZ 5,5 Non è fortunato quando colpisce il palo con un tiro dal limite, ma sono troppe le buone intenzioni non tramutate in realtà. L’impegno stavolta è in linea con le attese del pubblico, che lo accoglie con tanti fischi.

PERROTTA 6,5 Non fallisce il colpo quando, assistito da De Rossi, batte Sorrentino con un destro in diagonale. Gol da tre punti (terzo in questo campionato), voto alto. Nel secondo tempo ci riprova in mischia da due passi, ma Sorrentino è bravo a neutralizzare la sua conclusione.

VUCINIC 5,5 Viene accolto anche lui dai fischi, come Doni e Menez. Totti lo mette tre volte in condizione di superare agevolmente Sorrentino, ma lui sistematicamente sbaglia la conclusione. Quando inquadra la porta, Sorrentino gli alza il tiro sopra la traversa. Se non altro, stavolta si danna l’anima per far gol.

TOTTI 7,5 Quattro assist da manuale del calcio (tre a Vucinic e l’altro a Brighi), giocate da applausi più per gli altri che per se stesso, colpi di tacco, corse e rincorse in ogni angolo del campo come un ragazzino di venti anni. Segna il gol numero 205 in A, ma l’arbitro Pierpaoli glielo annulla su segnalazione dell’assistente Chiocchi.

BRIGHI 5,5 Impossibile sbagliare quel gol a tu per tu con Sorrentino, ma lui ci riesce. E non è assolutamente un merito.

TADDEI NG Rileva Menez senza lasciare tracce.

LORIA NG Al posto dell’infortunato Juan: fa muro nei concitati minuti finali.

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IL TEMPO (pagelle a cura di Alessandro Austini)

Doni 6 Fischiato e sbeffeggiato dall'Olimpico a ogni palla che tocca. Succede poche volte, la più importante su un tiro di Constant.

Cassetti 6 Controlla la sua zona con attenzione. Tiene il freno a mano tirato ma era il caso di farlo per non correre rischi unitili.

N. Burdisso 7 Il gigante della difesa da parecchie partite, non si abbassa di un centimetro contro Pellissier, Moscardelli e poi Granoche. Non si contano le sue chiusure provvidenziali.

Juan 6.5 Difende senza affanni e piazza anche lui un paio di interventi importanti. Sfiora il gol prima di arrendersi a un infortunio muscolare.

Riise 6 La partita tutta all'attacco della Roma gli consente di liberarsi di quell'ansia da prestazione difensiva che lo perseguita da mesi. Non brilla, ma neanche combina guai.

Pizarro 6.5 Sfrutta la calamita che ha sul piede per impostare trame e dar tempo ai suoi compagni di ragionare. Prestazione utile e continua, con una buona dose di carattere in aggiunta.

De Rossi 5.5 Parte bene con l'assist per il gol di Perrotta: ma resterà quella la cosa migliore della sua partita, ancora una volta piena di errori.

Menez 5.5 Dopo quello che gli è successo non era facile giocare all'Olimpico. Tira fuori una prova così così: qualche guizzo mai trasformato in qualcosa di concreto, un palo e pure diversi palloni sprecati.

Perrotta 7 Si conferma l'uomo dei momenti difficili. Sblocca la gara, macina chilometri e per poco non fa pure doppietta. Esce stremato.

Vucinic 6 Ingaggia una drammatica sfida con il gol. La perde, tra errori, parate di Sorrentino e tanta sfortuna. Stavolta non si può accusare di scarso impegno: sbaglia ma c'è sempre.

Totti 8 Il calcio. Dovrebbe essere la giornata dedicata al gol per raggiungere Baggio e invece si mette al servizio dei compagni confezionando assist e giocate spettacolari. Tanto per dirne una, parte dal suo piede l'azione del gol. La soddisfazione personale non arriva ma è abissale la differenza di qualità tra lui e il resto dei giocatori in campo.

Brighi 5.5 Entra per ridare fiato ai compagni. Lo fa, ma si pappa pure un gol impossibile da sbagliare.

Taddei 6 Serve un po' di sacrificio a destra e lui lo mette a disposizione nei pochi minuti che gioca. Montella 6.5 I ritmi bassi della gara consentono alla sua Roma di spadroneggiare. Giusta la scelta del tridente, con i cambi conserva il vantaggio. Tra mille difficoltà si intravede il suo lavoro.

 

CORRIERE DELLO SPORT (Pagelle a cura di Antonio Maglie)


7,5
Totti Si attendeva il gol dell’aggancio a Bag­gio. Non è arrivato ma Totti è stato autore di una prestazione maiuscola, mettendo molti compagni nelle condizioni di realizzare il gol del raddoppio. Ha spesso predicato nel deser­to, soprattutto con Vucinic che ha messo nu­merose volte davanti alla porta proprio con l’in­tento di farlo sbloccare. Da vero Capitano, poi, è apparsa felicissima la sua decisione di ac­compagnare, alla fine del riscaldamento, verso il sottopassaggio i compagni più «beccati» (Me­nez, in particolare).

7 Perrotta Gol prezioso, che sblocca una gara che poteva diventare complicata. Ma al di là della rete, for­nisce una prova di grande applicazione e di grande generosità. E’ uno di quelli che ci sta sempre, con l’anima, il cuore e la testa. A volte può sbagliare qualche passaggio, ma non gli si può mai contestare l’accusa di scarso impegno.

6,5 N. Burdisso Ieri gli attaccanti del Chievo apparivano un po’ spenti ma lui contribuisce notevolmente a que­sta azione di spegnimento. Forse il più concen­trato del reparto difensivo, insieme a Cassetti. L’argentino è apparso tornato sui sui migliori livelli, quelli dello scorso anno.

6,5 Cassetti Ottima prova del laterale, sia in fase offensiva ( molto più presente e reattivo del compagno Riise) che in fase difensiva ( preziosi alcuni suoi recuperi). E’ uno della Vecchia Guardia, uno di quelli che sente il peso della maglia e lo sopporta con i mezzi che ha a disposizione.

6,5 Pizarro In regìa, fa girare la palla nel migliore dei mo­di e commette pochissimi errori. E quando lui cresce, tutta la squadra ne trae beneficio. Il ci­leno con la sua capacità di gestire i tempi e i rit­mi è, ai fini dei successi della squadra, fonda­mentale. E ora c’è un finale di campionato da onorare.

6 Doni Viene fischiato dall’inizio alla fine, segno che non occupa più un posto privilegiato nel cuore dei tifosi. Chiamato in causa in un paio di occa­sioni, non combina nefandezze. Ma si vede che non è più il portiere di qualche anno fa: ha per­so sicurezza, baldanza, coraggio.

6 De Rossi Ha il gran merito di trasformare nell’assist fi­nale una gran palla servitagli da Totti. In alcu­ne occasioni appare disattento. Manca la con­tinuità. Ed è un vero peccato: uno dei grandi misteri di una squadra che avrebbe dovuto fa­re quest’anno molto di più.

6 Juan Costretto a uscire per infortunio. Per il resto una buona prestazione, senza smagliature par­ticolari.

6 Montella (all.) La Roma sembra aver reagito e riesce a torna­re alla vittoria. Ora il tecnico confida che i suoi ragazzi riescano a replicare la prestazione di ieri anche nelle prossime quattro partite.

5,5 Riise La generosità non manca, scarseggiano brillan­tezza e precisione (non si ricorda un suo cross come divinità del pallone comandano). Dal punto di vista dell’impegno nulla gli può esse­re imputato (e, infatti, viene salvato dalla con­testazione), ma è evidente che non è riuscito a replicare la stagione scorsa, la sua migliore in Italia.

5,5 Vucinic Da cancellare la sua prestazione nel primo tempo. Poi, nella ripresa, ci mette un po’ più di cuore ma il risultato non è che sia entusiasman­te.

5 Menez
Purtroppo quando corre non alza mai la te­sta, cosa che gli impedisce di rendersi conto di quel che avviene intorno a lui.


LA GAZZETTA DELLO SPORT (pagelle a cura di Massimo Cecchini)

DONI 6 – Fischiatissimo ogni volta che tocca palla, buon per lui che gli arrivi un solo tiro

CASSETTI 6 – Spesso abbandonato da Menez, se la cava con la generosità

N.BURDISSO 6 – L’Attacco veronese è morbido, lui stoppa iò che deve

JUAN 6,5 Nella 100à in giallorosso lo mette ko solo il polpaccio Loria s.v.)

RIISE 6 In difesa regge e le avanzate denunciano buona condizione

PIZARRO 6,5 Da buon regista da il ciak a tutte le azioni giallorosse, agevolato anche da ritmi assai blandi

DE ROSSI 6 Spesso impreciso negli appoggi, frena però il trequartista di turno

MENEZ 5,5 Si accende e si spegne come una lucina di natale. Il palo colpito sancisce che prevale il fumo all’arrosto (Taddei s.v.)

PERROTTA 6,5 Indirizza la partita e mostra la gamba nei giorni migliori

BRIGHI 6,5 Tanta corsa, ma un gran gol mangiato

VUCINIC 5,5 Comincia tra i fischi, sbaglia tanto, però è vivo fino lla fine

TOTTI 7 Nonostante abbia Baggio a un passo non cerca il gol con ostinazione e a ritmi bassi regala intuizione d’autore

All. MONTELLA 6 Il gruppo lo vota e lui lo ripaga con una fiducia così piena ai “senatori” che lo frena persino sui cambi

 

IL ROMANISTA (le pagelle a cura di Daniele Giannini)

DONI S.V. E’ uno dei tre giocatori più contestati. Ma, a differenza degli altri due, ha ben poche occasioni per riscattarsi.Una deviazione sopra la traversa su un tiro di Constant e poco altro.Troppo poco per trasformare i fischi in applausi.

CASSETTI 6,5 Era stato uno dei pochi a salvarsi nella notte di Coppa Italia, figurarsi se può steccare con il Chievo. Salva su Moscardelli, impeccabile su Constant, non sbaglia una palla, si prende un sacco di applausi. E se li merita tutti.

BURDISSO 7 Fisico e cervello, muscoli e concentrazione. Il centrale che vorresti sempre, perché è cattivo e perché parla sempre. Agli altri, per guidare la difesa, ma anche a se stesso per redarguirsi quando, nonostante quei suoi garretti esplosivi, sbaglia il fuorigioco e si perde Uribe per l’unica vera occasione del Chievo. Prima e dopo, il Bandito era stato perfetto.

JUAN 6,5 Il Chievo crea poco o nulla.Merito anche suo che torna a dare una sensazione di sicurezza che mancava da un bel po’. Poi si fa male ed esce. Si spera torni presto per provare ad inseguire l’Europa che conta. Se così non fosse, può cominciare a fare un compitino per le vacanze allenandosi sui colpi di testa in attacco. Ci arriva sempre, escono tutti di poco. Bastava ne avesse messi dentro un terzo e...

RIISE 6,5 Quando non fa come contro l’Inter, quando non ha paura di spingere sulla fascia trascinandosi dietro il suo uomo, ritorna la Freccia Roscia. Quella che abbiamo aspettato per quasi tutto l’anno.Viene da mordersi le mani al pensiero che possa essere tornato quello vero proprio ora che tutto è finito, ora che conta poco o nulla.A meno che non cominci adesso per non fermarsi fino a giugno. Non questo, il prossimo, tra 14 mesi. Lui può, lui è Thunderbolt. O almeno pare esserlo di nuovo.

PIZARRO 6,5 Non è al meglio, Brighi si comincia a scaldare per sostituirlo ancora prima che inizi la partita. E invece alla fine il Pek la gioca tutta. Dolori? Acciacchi? Lui ha la soluzione: abbassa un po’ il ritmo della sua danza sul pallone e la musica continua ad andare. Magari non è il solito indiavolato “foxtrot”, è piuttosto uno swing. Ma l’abito è sempre elegante, come il suo gioco.

DE ROSSI 6+ Chissà perché ogni tanto gli saltano le misure del passaggio. Roba per lui facile sempre. Tanto più ieri in una giornata in cui sembra avere le energie dei bei tempi: tanti recuperi, allunghi che pare di gomma (su uno sembra pure stirarsi e invece tira dritto), un paio di tiri da fuori e l’assist per il gol che decide la partita. Domanda, ma che gli ha detto a Marcolini per farlo ridere così?

MENEZ 6,5 La cosa più bella è la sensazione che sia di nuovo parte della squadra e non un alieno. Un alieno cattivo, non quello buono di quando faceva il fenomeno,ma quello che si estraniava per volare nell’isolamento del pianeta Menez. Stavolta resta qui con noi sulla terra, prendendo un palo, facendo alcune cose belle e parecchie cose utili. E per un attimo lo si rivede anche saltare un paio di porte alla Stenmark. Poteva essere la sua ultima occasione, come minimo se ne è guadagnate delle altre.

PERROTTA 7 Quando sta così, sembra che abbia le miccette negli scarpini. Ogni passo un’esplosione, uno scatto in avanti ad andare a divorare lo spazio, a bruciare il terreno. Una capacità innata di andare dove serve di più: in scivolata sulla fascia, in anticipo su Moscardelli a salvare il risultato. E poi a lanciarsi appena vede che Totti ha la palla. Lo fa dopo 4 minuti e va a chiudere il triangolo perfetto.A proposito di giocatori e uomini dai quali ripartire il prossimo anno... P.S.: se non c’era lui, era 0-0.

VUCINIC 6 Più che una partita di calcio, la sua è stata una seduta psicanalitica. Per scacciare gli spettri che ogni tanto lo assalgono. All’inferno e ritorno in 90 minuti. Iniziati come peggio non poteva, con un errore che è quasi come quelli con Palermo e Inter. Il dottor Montella se lo prende sotto braccio e lui piano piano risorge, provandoci in tutti i modi, trovando anche qualche giocata alla Vucinic e qualche applauso. La voglia che ci mette è da 8, i risultati da 4. Facile fare i conti...

TOTTI 8,5 Mezzo voto in più perché non “sporca” una prestazione così con il gol. In un certo senso sarebbe stato volgare, la differenza che c’è tra erotismo e pornografia. Se avesse segnato, magari questa partita sarebbe stata ricordata solo per i 205 gol in A. Si sarebbero dimenticate tutte quelle giocate leggiadre, soavi, angeliche. Una domanda. Ma è più forte di quanto lo sia mai stato o sono i nostri occhi che lo vedono ancora più immenso per scacciare il pensiero del giorno in cui non illuminerà più le nostre giornate? 

MONTELLA 7 Chievo demotivato? Può pure essere,ma di certo la sua Roma fa rivedere quello che era scomparso nelle ultime uscite. Si rivede il 4- 2-3-1 vero, quasi ai livelli di quello Spallettiano.Merito suo. Non il merito più grande. Perché la cosa migliore la fa scegliendo di puntare ancora su Menez e Vucinic. Il francese risponde subito presente. Su Mirko ci deve invece lavorare: «Dai che il gol lo fai» gli dice. Non lo fa,ma lo recupera pienamente. Forse non è un caso che la squadra lo voglia anche il prossimo anno.

BRIGHI 6 Si fa trovare pronto anche quando lo buttano dentro a freddo. Stavolta si scalda per 75 minuti e per poco non segna appena entrato. Sarebbe stata una bella soddisfazione, non una sorpresa.

TADDEI S.V LORIA S.V.

JUAN 6,5 Il Chievo crea poco o nulla.Merito anche suo che torna a dare una

sensazione di sicurezza che mancava da un bel po’. Poi si fa male ed esce.

Si spera torni presto per provare ad inseguire l’Europa che conta. Se così

non fosse, può cominciare a fare un compitino per le vacanze allenandosi

sui colpi di testa in attacco. Ci arriva sempre, escono tutti di poco.

Bastava ne avesse messi dentro un terzo e...

RIISE 6,5 Quando non fa come contro l’Inter, quando

non ha paura di spingere sulla fascia

trascinandosi dietro il suo uomo, ritorna la

Freccia Roscia. Quella che abbiamo aspettato

per quasi tutto l’anno.Viene da mordersi le

mani al pensiero che possa essere tornato

quello vero proprio ora che tutto è finito, ora

che conta poco o nulla.A meno che non

cominci adesso per non fermarsi fino a

giugno. Non questo, il prossimo, tra 14 mesi.

Lui può, lui è Thunderbolt. O almeno pare

esserlo di nuovo.

PIZARRO 6,5 Non è al meglio, Brighi si comincia

a scaldare per sostituirlo ancora

prima che inizi la partita. E invece

alla fine il Pek la gioca tutta.

Dolori? Acciacchi? Lui ha la

soluzione: abbassa un po’ il ritmo

della sua danza sul pallone e la

musica continua ad andare. Magari

non è il solito indiavolato

“foxtrot”, è piuttosto uno swing.

Ma l’abito è sempre elegante,

come il suo gioco.

DE ROSSI 6+ Chissà perché ogni tanto gli saltano

le misure del passaggio. Roba per lui

facile sempre. Tanto più ieri in una

giornata in cui sembra avere le

energie dei bei tempi: tanti recuperi,

allunghi che pare di gomma (su uno

sembra pure stirarsi e invece tira

dritto), un paio di tiri da fuori e

l’assist per il gol che decide la

partita. Domanda, ma che gli ha

detto a Marcolini per farlo ridere

così?

MENEZ 6,5 La cosa più bella è la sensazione che sia di

nuovo parte della squadra e non un alieno.

Un alieno cattivo, non quello buono di

quando faceva il fenomeno,ma quello che

si estraniava per volare nell’isolamento del

pianeta Menez. Stavolta resta qui con noi

sulla terra, prendendo un palo, facendo

alcune cose belle e parecchie cose utili. E

per un attimo lo si rivede anche saltare un

paio di porte alla Stenmark. Poteva essere

la sua ultima occasione, come minimo se

ne è guadagnate delle altre.

PERROTTA 7 Quando sta così, sembra che abbia le

miccette negli scarpini. Ogni passo

un’esplosione, uno scatto in avanti ad

andare a divorare lo spazio, a bruciare il

terreno. Una capacità innata di andare dove

serve di più: in scivolata sulla fascia, in

anticipo su Moscardelli a salvare il risultato.

E poi a lanciarsi appena vede che Totti ha la

palla. Lo fa dopo 4 minuti e va a chiudere il

triangolo perfetto.A proposito di giocatori e

uomini dai quali ripartire il prossimo anno...

P.S.: se non c’era lui, era 0-0.

VUCINIC 6 Più che una partita di calcio, la sua è stata

una seduta psicanalitica. Per scacciare gli

spettri che ogni tanto lo assalgono.

All’inferno e ritorno in 90 minuti. Iniziati

come peggio non poteva, con un errore

che è quasi come quelli con Palermo e

Inter. Il dottor Montella se lo prende sotto

braccio e lui piano piano risorge,

provandoci in tutti i modi, trovando anche

qualche giocata alla Vucinic e qualche

applauso. La voglia che ci mette è da 8, i

risultati da 4. Facile fare i conti...

TOTTI 8,5 Mezzo voto in più perché non “sporca” una

prestazione così con il gol. In un certo senso

sarebbe stato volgare, la differenza che c’è

tra erotismo e pornografia. Se avesse

segnato, magari questa partita sarebbe

stata ricordata solo per i 205 gol in A. Si

sarebbero dimenticate tutte quelle giocate

leggiadre, soavi, angeliche. Una domanda.

Ma è più forte di quanto lo sia mai stato o

sono i nostri occhi che lo vedono ancora più

immenso per scacciare il pensiero del giorno

in cui non illuminerà più le nostre giornate?

JUAN

MONTELLA 7 Chievo demotivato? Può pure essere,ma di

certo la sua Roma fa rivedere quello che era

scomparso nelle ultime uscite. Si rivede il 4-

2-3-1 vero, quasi ai livelli di quello

Spallettiano.Merito suo. Non il merito più

grande. Perché la cosa migliore la fa

scegliendo di puntare ancora su Menez e

Vucinic. Il francese risponde subito presente.

Su Mirko ci deve invece lavorare: «Dai che il

gol lo fai» gli dice. Non lo fa,ma lo recupera

pienamente. Forse non è un caso che la

squadra lo voglia anche il prossimo anno.

MONTELLA

RIISE

BRIGHI 6 Si fa trovare pronto anche quando lo

buttano dentro a freddo. Stavolta si

scalda per 75 minuti e per poco non

segna appena entrato. Sarebbe stata una

bella soddisfazione, non una sorpresa.

TADDEI S.V

LORIA S.V.

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