“Roma mia sono felice”

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – M.Ferretti) Alla fine della mini chiacchierata, sempre guardato a vista dagli uomini della scorta, Thomas DiBenedetto, prossimo presidente della Roma, si è lasciato andare a una battuta che ha certificato in maniera inequivocabile le sue origini italaiane, campane per la precisione.

Gli era stato appena chiesto: quanto tempo ci vorrà per costruire una grande Roma? «Io no saccio…», la replica al volo dell’imprenditore di Boston, originario di Siano, provincia di Salerno.
Dopo il massacrante venerdì di lavoro, chiuso con l’accordo con UniCredit per l’acquisto della società giallorossa, ieri pomeriggio DiBenedetto ha indossato i panni del papà e, in compagnia della moglie Linda (abitino bianco e vistoso cappellino rosso) e del figlio più piccolo Mark Anthony, si è recato al diamante dell’Acquacetosa dove era in programma la partita Urbe Roma-Reggio Emilia che vedeva impegnato nelle file degli emiliani Thomas jr, il suo primogenito. Pantaloni chiari e maglietta blu, DiBenedetto ha seguito il gioco dalla tribunetta con scarso interesse (anche se il baseball, si sa, è il suo sport preferito), preferendo parlare continuamente con Mark Pannes, uno dei manager della Raptor Accelerator, spedito in tutta fretta a Roma da James Pallotta nei giorni più caldi e caotici della trattativa con UniCredit. Accolto con grande simpatia da un centinaio di tifosi (della Roma, più che dell’Urbe Roma), DiBenedetto ha firmato autografi e anche una bandiera giallorossa, ha bacchettato il figlio Thomas jr per un paio di errori e in un intervallo della partita si è concesso ai cronisti. «Questa è una giornata dedicata alla mia famiglia, sono venuto a vedere mio figlio e non voglio disturbare i giocatori. La Roma? Ovviamente sia noi che UniCredit eravamo stanchi per la lunga negoziazione, abbiamo lavorato duramente per arrivare all’accordo, adesso siamo contenti di aver raggiunto l’accordo e guardiamo al futuro», le sue parole.
Ha visto il gol di Lamela con l’Argentina? DiBenedetto non si è fatto trovare impreparato. «Sì, è stato davvero favoloso». E De Rossi? «Very good player, un grande giocatore». Ha saputo della polemica tra Totti e Baldini? «Sì», ma su questa risposta c’è il (fondato) sospetto che la traduzione della domanda, ad opera del suo ufficio-stampa italiano, sia stata molto di parte. Fine dele trasmissioni.
Oggi per il tycoon statunitense sarà un’altra giornata di relax: DiBenedetto ha in programma una visita in Vaticano e l’ennesimo salto al solito ristorante ai Parioli. Nessuna passeggiata a Trigoria per incontare Luis Enrique e la squadra giallorossa: lo farà dopo il closing del 18 agosto, è stato riferito, così come dopo quella data incontrerà le autorità cittadine. In attesa del 18, DiBenedetto vuole mantenere un profilo molto basso: giovedì tornerà negli States e per qualche giorno andrà in vacanza in Florida. Poi, il 17, sarà di nuovo nella Capitale e, se il sorteggio di Europa League offrirà alla Roma la possibilità di giocare la partita d’andata in casa, DiBenedetto la sera del 18, subito dopo il closing con UniCredit, farà il suo esordio all’Olimpico da proprietario della Roma. Di certo, dal 17 agosto in poi si stabilirà nella capitale. All’inizio per almeno un paio di mesi, poi si vedrà. E la ricapitalizzazione? Una prima parte in autunno, circa 35-40 milioni. A seguire una cifra non ancora stabilta, ma intorno agli 80-90 milioni complessivi.

 

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