“Luis Enrique ci piace Tifosi, dateci tempo”

di Redazione, @forzaroma

(repubblica.it – F. Ferrazza) – “Siamo un cantiere aperto, quindi non me la sento di porre obbiettivi o fare promesse. E’ normale che siamo la Roma e dobbiamo quindi pensare in grande, ma è presto per parlarne“.

È sincero, Simone Perrotta, uno dei veterani dello spogliatoio, capitano subito dopo Totti e De Rossi, tra i più ascoltati nello spogliatoio. È il centrocampista campione del mondo il primo a presentarsi in conferenza stampa a Riscone di Brunico. “L’entusiasmo, si conquista giorno per giorno – continua Perrotta – l’anno scorso il Napoli, per esempio, ha disputato una grande stagione anche perché nel loro spogliatoio c’era euforia, nel nostro no. Quest’anno è tutta un’altra musica, l’allenatore ci dà lo spirito giusto. Luis Enrique ci ricorda molto il primo Spalletti, soprattutto nel suo modo di cercare sempre il dialogo. Però ci chiede di tenere sempre la palla rasoterra, non vuole lanci lunghi e nessuno di noi è abituato a questo modo di giocare, ma ci piace molto”. Neanche un volto nuovo nel ritiro romanista. “Ci fa strano anche a noi – sorride – ma sappiamo che hanno preso dei giovani interessanti, quindi non siamo preoccupati. D’altra parte proprietà nuova, dirigenti nuovi, sarebbe stato troppo avere anche giocatori nuovi”. Poi un auspicio che fa riflettere. “Mi auguro che Vucinic e De Rossi possano restare, se andassero via perderemmo un pezzo importante. Però sono questioni loro, non voglio entrarci, io li vedo sempre allegri e motivati, lo vedete

anche quando si allenano”. Un po’ dispiaciuto per “non vedere nessuno della vecchia dirigenza (Pradè, Conti, Montali ndr)” e non sorpreso per la contestazione con cui i circa trecento tifosi presenti a Riscone hanno deciso di accogliere il primo ingresso in campo della squadra. “Sono le scorie della passata stagione, ci sarebbe piaciuto altro clima, ma abbiamo fatto male e meritiamo anche questo. Avremmo voluto accantonare tutto, ripartire da zero, a adesso spetterà a noi riconquistarli”. E l’impressione data da DiBenedetto? “Una persona molto carica che sa quello che vuole”.

CONTESTAZIONE – Come detto, contestazione per la squadra. “Tifiamo solo la maglia”, e anche “Fuori gli attributi” i cori che accolgono l’ingresso in campo di Totti e compagni. Qualche insulto pesante a Vucinic, e incitamento solamente per Totti e Luis Enrique, al qual è dedicata un’ovazione. Coro contro anche De La Pena: “I laziali non li vogliamo”, a ricordare il passato biancoceleste del collaboratore di Luis. 

NUOVI METODI – Tanto possesso palla, pressing, passaggi a un metro: Luis Enrique martella in sedute di due ore piene i giocatori, ancora piuttosto spaesati dai nuovi dettami tattici. Una vasca idromassaggio a bordo campo accoglie poi i muscoli affaticati dei giocatori a fine seduta, mentre una telecamera riprende tutto il lavoro svolto nei minimi particolari. Le immagini vengono poi fatte rivedere ai giocatori prima degli allenamenti, con chiarimenti, precisazioni da parte deol tecnico che ha un’attenzione maniacale per i dettagli.

TUTTI INSIEME – per i pasti Luis Enrique ha voluto solamente due lunghe tavolate. Si mangia tutti insieme, anche a colazione, fino allo scorso anno lasciata piuttosto libera.

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