“Basta scandali, o niente diritti tv”

di finconsadmin

(Il Romanista – G.Dell’Artri) – «Chi ha in mano le sorti e il futuro di questo sport dia un serio e inequivocabile segnale di discontinuità rispetto ad un passato, già fin troppo generoso di scandali e partite truccate.

Solo così Sky potrà continuare a garantire ai suoi telespettatori lo spettacolo del calcio e, grazie a milioni di famiglie nostre abbonate, assicurare al calcio italiano i due terzi dei suoi introiti complessivi». È un passaggio, forse quello più importante della lettera inviata dall’amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, al Corriere della Sera. Il riferimento è chiaramente allo scandalo scommesse che ha nuovamente scosso il mondo del nostro pallone, la cui credibilità era già stata minata da Calciopoli. Mockridge lo dice senza mezzi termini: «Lo spettacolo che il calcio italiano sta dando in questi giorni fuori dagli stadi con l’ennesimo scandalo è a dir poco avvilente. (…) Non posso nascondere una forte preoccupazione per l’evidente svilimento e le inevitabili conseguenze economiche che questo comporterà a tutto il mondo del calcio». Un segnale forte. Di più, un allarme. Perché, con una eventuale riduzione dei soldi provenienti dalle tv, le società calcistiche italiane, già in clamorosa crisi di risultati a livello europeo, rischierebbero di essere ulteriormente meno competitive a livello continentale.

La lettera di Mockridge ha provocato una lunga lista di reazioni sia a livello sportivo, sia a livello politico. «È un richiamo condivisibile – ha spiegato il presidente del Roma Club Montecitorio, Paolo Cento -. La credibilità del calcio è messa a dura prova quasi ciclicamente. Non siamo arrivati neanche a stabilire una definizione legale di Calciopoli che gia c’è un nuovo scandalo. Bisogna però verificare la concreteza delle accuse. Non c’è dubbio che da parte di Sky ci sia l’intenzione di tutelare i suoi interessi ma solleva un problema giusto. È giunto il momento che la politica si occupi seriamente di questo problema». In serata è arrivata la replica del prisidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta, che ha detto: «Stiamo attenti a non colpire un patrimonio di grande valore dal punto di vista sportivo, economico e di passione come è il calcio di serie A sulla base di un confuso rumore di fondo molto diverso da fatti e notizie concrete». Intanto l’inchiesta sul Calcioscommesse va avanti. Dopo la settimana degli interrogatori fiume, dopo aver ascoltato i protagonisti principali di questa vicenda, ieri il Gip di Cremona, Guido Salvini, ha disposto la scarcerazione di Massimo Erodiani («Voglio solo tornare a casa e riabbracciare i miei figli, a cui ho tolto 11 giorni di vita») e Marco Pirani che resteranno agli arresti domiciliari. Rimangono così in carcere l’ex portiere della Cremonese, Marco Paoloni (anche se il suo avvocato ha chiesto i domiciliari dichiarando «oggi sta bene ed è soddisfatto del suo interrogatorio ma non credo che il procuratore gli abbia creduto»), e il calciatore Antonio Bellavista che, pur convocato martedì in procura, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto il suo legale non ha ancora a disposizione gli atti che ritiene necessari per difendersi.

 

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