Psg, City e Malaga. Gerarchie stravolte

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta.it – M.Pagliara) I signori del petrolio fanno sul serio. Spendono gli sceicchi, rincorrono Real Madrid e United, default per i club italiani. Il calcio all’epoca dei petroldollari ha dei nuovi padroni. In quest’estate gli emiri arabi e gli oligarchi russi hanno stravolto le gerarchie del calcio nel Vecchio Continente.

Al 31 luglio, i tre giganti che hanno monopolizzato il mercato sono stati il Paris Saint Germain della Qatar Investment, il Manchester City di Mansur bin Zayd e il Malaga di Abdullah ben Nasser. E’ la prima, autentica, rivoluzione araba nel calcio.

I NUOVI PADRONI — L’impressione è che gli sceicchi abbiano appena iniziato a fare la spesa. Il nuovo Paris Saint Germain, ad esempio, non ha perso tempo: a giugno è diventato un ramo aziendale della Qatar Investment dello sceicco Tamin Bin Hamad al Thani, e in meno di un mese è già il club che ha investito la cifra più alta in questo calciomercato: una montagna di euro, arrampicandosi fino a 86 milioni, in cima alla quale c’è il regalo Pastore(43 milioni al Palermo), e dietro di lui tutti gli altri, Menez, Sissoko, Sirigu, Matuidi, Bisevac, Gameiro. Per il Psg potrebbe non essere ancora finita, con il d.s. Leonardo che ha Borriello della Roma nel mirino. Il primo grande botto del mercato lo ha, però, messo a segno il Manchester City di Mansur: 48 ore prima di Pastore, ha staccato l’assegno da 43 milioni all’Atletico Madrid per Sergio Aguero. Il City è il secondo club con il maggior volume d’investimenti, 62,75 milioni, con in portafoglio anche Clichy e Savic. Il podio si chiude con il Malaga di Abdullah ben Nasser, che ha già riversato in questo mercato 58 milioni, dove Cazorla è l’acquisto più costoso, 21 milioni al Villarreal (gli altri: Isco, S.Sanchez, Joaquin, Toulalan, Monreal, Buonanotte e Van Nistelrooy a costo zero). E con la volontà di piazzare anche un grande colpo: uno di quelli da 30-40 milioni.

L’ARISTOCRAZIA — Se la nuova Europa è il parco giochi degli sceicchi, finiscono in seconda fascia Real Madrid, Manchester United, Liverpool, Bayern Monaco e Barcellona. Declassata di colpo l’aristocrazia d’Europa, al netto dei club italiani. I loro investimenti oscillano tra i 29 del Barcellona e i 55 del Real Madrid (vedere tabella allegata, ‘Ecco tutti i colpi delle grandi’): niente spese folli, ma tutte si sono regalate almeno un grande colpo. Il Real ha preso Fabio Coentrao, il Barcellona Alexis Sanchez, il Bayern Neuer, lo United il portierino-gioiello De Gea, il Liverpool Downing. La strategia è chiara: mercato coi guanti, di qualità.

ITALIANE IN FUORIGIOCO — Vita dura per i nostri club. Battere la concorrenza di inglesi e spagnoli sembrava già proibitivo, adesso nella corsa al grande colpo le società italiane devono fare i conti anche con l’invasione araba. Con una zavorra in più: spesso i presidenti italiani si ritrovano a coprire i debiti contratti nelle estati precedenti (ad esempio, il Milan inizia a pagare Ibrahimovic quest’estate, come il Napoli salda Cavani), e di conseguenza si assottiglia il budget per i nuovi acquisti. Non meraviglia, allora, che il Milan sia fanalino negli investimenti in Europa, l’Inter dodicesima, poco più sopra Roma e Juventus. mentre il Napoli è ottavo. I confini del calcio europeo si sono, dunque, già spostati, ma attenzione anche ai fondi immensi dei russi dello Zenit di Alexander Valeryevich, dell’Anzhi di Suleyman Kerimov, e dei turchi del Galatasaray di Unal Aysal. Il domani potrebbe essere loro. Il futuro bussa già alla porta.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy