Porta senza pace. Ora ci prova lui

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Calabresi) – Sliding doors. Porte scorrevoli. Mai intasate come in questo periodo. Finisce una stagione, ne inizia un’altra, con la solita domanda: chi sarà il portiere della Roma? Sarà affidabile?

Un problema mai risolto, ma una svolta che è nell’aria. Per Maarten Stekelenburg siamo al rush finale: l’accordo, sulla base di 8-9milioni, dovrebbe essere perfezionato già nelle prossime ore, nonostante il ds dell’Ajax, Danny Blind, ieri abbia smentito i contatti tra le due società. E chissà che non sia la fine degli anni tribolati. Con Stekelenburg, sarebbero in sei: Curci, Doni, Julio Sergio, Lobont e Pena, sette con il Primavera Pigliacelli, tutti in rigoroso ordine alfabetico. Onestamente troppi.

Tempi duri Se per Stekelenburg siamo al rush finale, con l’accordo che potrebbe essere perfezionato già nelle prossime ore, qualcuno dovrà pur essere ceduto. Sabatini ci sta provando, soprattutto con Doni e Julio Sergio, due che da altre parti giocherebbero, ma che non rientrano nei piani di Luis Enrique, che altrimenti non avrebbe detto sì a Stekelenburg, ma nemmeno a Romero o Kameni, nomi caldi ma solo dopo il gigante olandese. Doni ha un ingaggio da top player (2,2 milioni netti), ostacolo non da poco per possibili acquirenti. Nei giorni scorsi ha rifiutato l’offerta del Liverpool, che ieri si è rifatto sotto. Julio Sergio, con Ranieri, ha vissuto un anno da fenomeno: parava tutto, e quello del portiere non sembrava più un dilemma. Poi? I limiti sono venuti a galla, la magia è svanita, in panchina con Montella. E gli altri? Lobont è quello che ha le maggiori possibilità di restare: non ha pretese, non ha un ingaggio da big e, tra l’altro, già conosce Stekelenburg per averci giocato nell’Ajax. Curci, di ritorno dalla Sampdoria, aspetta di parlare con la società prima di sbilanciarsi: nei piani di Sabatini, a Roma potrebbe restarci, ma solo da riserva. Con Curci, solo 5 anni fa la Roma sembrava in mani sicure, e così con Pelizzoli, da cui iniziò la maledizione dei numeri primi.

Avvertenze Perché Antonioli, tanto biasimato ai tempi dello scudetto, a Cesena è ancora lì al suo posto, con qualche capello bianco in più ma tirato a lucido, alla faccia dei 42 anni che compirà a settembre. Lo allenava Franco Tancredi, uno dei pochissimi a mettere le radici nella porta della Roma, che tornerà a Trigoria con l’entusiasmo di dieci anni fa, ma che ancora attende di conoscere la lista di chi suderà in ritiro. Stekelenburg non è il ragazzino che nel 2002 giocò contro la Roma in Champions: ora è vicecampione del Mondo. Ma sappia che a Roma la vita del portiere è dura e faticosa: ci vogliono le spalle larghe e i nervi d’acciaio. Avanti il prossimo.

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