Pizarro: “Sono pronto a restare”

di finconsadmin

(Il Romanista – C.Zucchelli) Prima di tutto, la passione. A chi ha avuto modo di parlarci in questi giorni, David Pizarro ha confermato la sua voglia di Roma: «Sono pronto a restare», le sue parole, peraltro già dette a Sky l’ultimo giorno di allenamento.

Poi, la Primavera. Con cui ha giocato una partita e quindi, tecnicamente, è anche lui Campione d’Italia. Per questo ha scritto a Bruno Conti al termine della finale col Varese di volere anche lui una medaglia. Al Romanista, confermando la richiesta, ha anche aggiunto: «Io non parlo mai per caso. L’avevo detto che la cantera della Roma ha davvero dei giocatori molto importanti ». Con i quali, tra un mese, si ritroverà a Riscone. Questa, almeno, è la sua volontà. E sembra essere anche quella della società. Pizarro non avrà il posto garantito, così come i suoi compagni, ma in una rosa che punta in alto un giocatore del suo talento ci può stare eccome. In questo mese che ancora gli resta di vacanza si riposerà. Dopo un anno travagliato, soprattutto per i problemi al ginocchio, è la sua priorità. Poi, una volta superati i problemi fisici, si metterà a disposizione di Luis Enrique, deciso a giocarsi tutte le sue possibilità. E a fare da chioccia anche ai giocatori più giovani, come già gli capita quotidianamente a Trigoria.

È uno di quelli che fa gruppo, il Pek. Scherza quando c’è da scherzare, nei momenti seri la sua voce nello spogliatoio si fa sentire. Per i ragazzi è una sorta di fratello maggiore: i giovani che si allenano con la prima squadra cercano di apprenderne i segreti e gli chiedono consigli. D’altronde lui, come ha raccontato proprio Bruno Conti al Romanista, si ferma spesso a vedere le partite della squadra di De Rossi. E quest’anno, per recuperare il ritmo dopo la lunga inattività per il problema al ginocchio, è addirittura sceso in campo con loro. Era febbraio, Pizarro doveva essere convocato per la partita contro il Napoli ma non si sentiva ancora pronto. Il rapporto con Ranieri era ai minimi termini e lui, un po’ a sorpresa, chiese di poter giocare con la Primavera, impegnata il sabato contro la Reggina, per accumulare minuti e ritmo nelle gambe. De Rossi schierò la Roma col 4-2-3-1, il Pek agì nel ruolo a lui più congeniale, con accanto Viviani e con Caprari, Florenzi e Piscitella dietro a Montini unica punta. L’autore dei tre gol decisivi in finale ne mise a segno due, segno che il piede si stava già preparando al grande finale di stagione. In quell’occasione Pizarro parlò benissimo dei ragazzi giallorossi, salvo poi ripetersi anche nei mesi successivi. Pronosticò per loro un grande futuro. E aveva ragione. Anche per questo, merita la medaglia.

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