Piani Roma «Lamela vi stupirà Vucinic via, De Rossi no»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) Ha l’aria sgualcita di un Bogart che non ha nessun pianista a cui far suonare la solita canzone. Ma mentre UniCredit e la cordata Usa litigano sui soldi

(DiBenedetto vuole risparmiare 20 milioni e la banca è furibonda: il possibile «happy end» alla fine dell’articolo), è Walter Sabatini a tener la barra dritta. Saluta Menez e Vucinic, rischia su De Rossi, scommette su Lamela, ha in mano un portiere e snobba il caso Totti-Baldini.

Stekelenburg &Vucinic «Il budget che ho è più che sufficiente. Quando la Roma rientrerà a Trigoria avrà un portiere nuovo» . Stekelenburg è il primo candidato (il d. s. oggi potrebbe fare un blitz ad Amsterdam), ma dopo aver perso il primo ripiego (Viviano in prestito) ora si cautela anche con Romero od Ospina. Su Menez, ceduto al Psg per 8 milioni più bonus di 1 in caso di Champions, dice così. «È stata una scelta dolorosa» . Dolorosa come la cessione di Vucinic. «Ho detto no a un grande manager (Ferguson dello United ma l’agente dell’attaccante, Lucci, domani sarà lì), però il suo addio è una possibilità concreta. Cercheremo di sostituirlo nel migliore dei modi (Hernandez o Shakiri? ndr). Ha già detto no a un’offerta (Napoli, ndr), ma lui preferisce l’estero. La Juve? Marchisio è l’unico giocatore che prenderei in considerazione» .

De Rossi, Pastore &Lamela Detto che vuole «un centrale e un centrocampista (Ogbonna, Fernando e Lucas sul taccuino)» , affronta il tema De Rossi. «Non è oggetto di trattative. C’è una negoziazione in corso sul rinnovo. Se non andasse a buon fine correremo il rischio che si perda a zero. Lo preferisco piuttosto che dimetterlo oggi. Poi il calcio, però, ti pone di fronte a situazioni impreviste» . Come avere Pastore? «Lui è la mia più grande soddisfazione, ma non potrà venire alla Roma, anche per mia scelta. Con Lamela il gran colpo è stato già fatto. Se avrà fortuna rappresenterà quello che Pastore è stato per il Palermo» .

Caso Totti Cioè quasi un Totti. A proposito: e la ruggine con Baldini? «Non sarò mediatore di questa situazione. Franco ha voluto dire delle cose che io condivido: la costruzione di un progetto con certi requisiti. Ma lo spogliatoio deve essere inquieto, perché non è con la quiete che si vincono le partite» .

Closing verso il rinvio Coda sulla società «Non mi aspetto colpi di scena. Io colgo litigiosità, ma se la tutto andasse male non mi dimetterei» . Impressioni? Oggi arriveranno i manager Usa, giovedì DiBenedetto e si lavorerà su tutti i fronti. Il «closing» fissato al 29 luglio potrebbe slittare di qualche giorno, ma se si dovessero rifare i contratti lo slittamento sarebbe di un paio di mesi. La chiave? Limare i tassi dei finanziamenti ottenuti e quelli degli anticipi che la banca dovrà scontare sui diritti e trovare l’accordo. Dietro agli insulti quotidiani, il lieto fine è ancora possibile.

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