Perrotta blinda De Rossi e Vucinic «Sennò più deboli»

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – A.Catapano) – Onestamente, e con il rispetto che si deve ad un campione del mondo, per dirla in dipietrese: che c’azzecca Simone Perrotta con Luis Enrique? «Tener el balon» ,

predica lo spagnolo. «Cosa ci ha detto? Possesso palla, passaggi rasoterra, dimentichiamoci le verticalizzazioni, i lanci lunghi, gli attacchi alla profondità» , cioè il pane quotidiano dell’incursore Perrotta (nella foto). Che, infatti, alla prima lezione tattica in montagna, viene schierato nel centrocampo che difende, opposto al trio offensivo dove figurano Greco e Bertolacci. Roba da crisi d’identità. Eppure, almeno a parole Luis Enrique lo ha messo sullo stesso piano di Totti e De Rossi. «Mi ha sorpreso, ai complimenti non sono abituato» .

Work in progress «Siamo un cantiere aperto» , la fotografia di Perrotta. «Ci vorrà un po’ per assimilare la filosofia di Luis Enrique, ma ha un’idea di calcio molto interessante. E poi lui è entusiasta, ci carica, mi ricorda il primo Spalletti» . È presto per dire dove porterà questa rivoluzione tattica. «Certo non lotteremo per la salvezza, in fondo siamo sempre la Roma. Vedremo chi altro arriverà, ma se dovessero partire due del calibro di De Rossi e Vucinic, la squadra perderebbe parecchio del suo potenziale» . Intanto «è arrivato qualche giovane interessante -continua -. Cioè arrivato ancora no, qui in ritiro siamo sempre gli stessi» , e a Perrotta scappa un sorriso di rivincita. «Si diceva che la Roma era una squadra finita, di vecchietti. E se ne sono dette tante anche su di me: dite che la nuova dirigenza non mi avrebbe rinnovato il contratto? Chiedetelo a loro. Io, un anno dopo, sono ancora qua» . E già, Perrotta formato Vasco. «Musi lunghi? Non mi risulta, stiamo dando tutti il massimo, con professionalità e serenità. Anche Totti, sì: è sereno e poi non l’ho mai visto così tirato» .

Su il sipario Perché almeno una certezza c’è. «È cominciata una nuova era -assicura Perrotta -, per noi e per il club. Mi dispiace per quelli che sono andati via, ma ora bisogna voltare pagina, del resto i nuovi dirigenti hanno la stessa professionalità dei vecchi» . Quindi, niente scuse a questo giro.

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