Pastore: «Non c’è fretta»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-D.Galli) «Il mio agente è in contatto con altri club. Farà il meglio per me». Pastore si sta guardando attorno. O meglio, lo sta facendo il suo agente. Javier ha una sola certezza: lascerà il Palermo.

Lo farà a malincuore, però. Perché Palermo è stato un trampolino di lancio e perché in Sicilia, in fondo, non si sta affatto male. «Tra il primo e il secondo anno – racconta al canale argentino Fox Sports – non abbiamo parlato di soldi (con Zamparini, ndr) e per me va bene così, perché a Palermo mi trovo molto bene e non c’era motivo di affrontare la questione. In futuro si vedrà. La città mi piace tantissimo, è tranquilla, è una città di mare, in inverno non c’è freddo e in estate si sta benissimo».

Gli piacerà anche la sua nuova destinazione. Roma? «Non so nulla – avverte il centrocampista – del mio futuro. Marcelo (Marcelo Simonian, il suo agente, ndr) è in contatto con il Barcellona e con altre squadre e sicuramente farà il meglio per me». Tra le «altre squadre» c’è la Roma. C’è soprattutto la Roma. Perché d’accordo, il Barcellona è campione d’Europa, e oggi è forse il massimo per un calciatore. Ma il club blaugrana ha per la prima volta dopo tanti anni dei problemi di bilancio. Il direttivo della società ha fissato un tetto: 45 milioni, al netto di acquisti e cessioni. E Pastore, da solo, ne vale tra i 30 e i 35. Il Barcellona si è informato, ma in cima alla lista della spesa, prima di Javier, c’è Alexis Sanchez dell’Udinese. Sull’ala si è scatenata un’asta che potrebbe costringere i catalani a investire sul bianconero la maggior parte del budget di mercato (che sarà comunque rimpinguato dalle cessioni, come quella di Bojan alla Roma). Lo stesso discorso, sia chiaro, vale per la Roma. Se si vuole veramente arrivare a Pastore, è indispensabile cedere qualche pezzo. Borriello, Vucinic e Menez sono nomi ricorrenti. Solo allora Sabatini avrà il cashnecessario ad affrontare una trattativa con Zamparini.

I tempi non saranno brevi, e pure questa è una certezza. Il diesse vuole aspettare che cessi il valzer delle grandi stelle. Il discorso che fanno a Trigoria è semplice: se Sanchez sarà venduto per una cifra che oscilla tra i 45 e i 50 milioni, se Kakà vale davvero 40 milioni, il cartellino di Pastore deve per forza costare di meno. Se invece a Palermo insisteranno a sparare cifre alla portata in Europa solo di Abramovich, degli arabi del Manchester City o di quelli del Psg, amen. Vorrà dire che Sabatini investirà quanto incassato con le cessioni su un altro obiettivo. Su un grande colpo. Su una stella internazionale. E questa pure è una certezza.

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