Oggi si chiude per Lamela

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – Erik Lamela è a Roma. Anzi, è a Trigoria. Da oggi, ogni momento è buono per chiudere. C’è l’ok del giocatore, c’è un’offerta importante della Roma, c’è la disponibilità del River a venderlo.

Ma ci sono anche parecchi squali in circolazione. Ecco perché Sabatini farà di tutto per mettere la parola fine all’operazione nel minor tempo possibile. Nella notte, su Twitter e Facebook, l’argentino ha però annunciato: «Andrò a giocare a Roma. Ringrazio tutti per l’affetto che mi avete manifestato in questi giorni». L’attaccante è arrivato in Italia ieri mattina. Avrebbe viaggiato sullo stesso aereo di Alvarez, un obiettivo sfumato della Roma per l’intervento a gamba tesa dell’Inter. Avrebbe. Perché dallo sbarco in poi sono circolate decine di versioni. Di certo c’è che il giocatore è giunto a Termini nella notte a bordo di un Frecciarossa. Accompagnato da Tonino Tempestilli, Lamela è uscito da una porta di sicurezza, dribblando così i giornalisti che si erano appostati al binario 10. Sarebbe andato direttamente a Trigoria. Il suo agente non voleva – non vuole – che l’attaccante entri in contatto con la stampa finché l’acquisto non sarà definito. Per le firme, potrebbe essere questione di ore. La Roma è forte di tutto. Di un accordo verbale con Lamela, di una proposta stracongrua per un diciannovenne – un milione e mezzo a stagione – e dell’intesa di massima che sarebbe stata raggiunta con il River Plate. Sabatini sarebbe riuscito a limarla di un paio di milioni, portandola da 12 a 10. Più bonus. Ricapitolando. Lamela è a Roma, è scortato dal suo agente, è d’accordo già con la Roma. Aggiungeteci che l’avvocato del River, Daniel Crespo, dopo essersi incontrato ieri con Sabatini, ha rivelato che l’intesa è imminente: «Sono molto ottimista Al River servono soldi da reinvestire sul mercato per tornare subito in Primiera Division». Ha quello che in gergo si chiama potere di firma. Se la mette lui, l’affare è concluso. Quindi è tutto fatto? Non tutto. Ancora no. Ci sono un paio di scogli. Il primo si aggira con la tempestività. Altri club potrebbero infilarsi nella trattativa. La Roma teme azioni di disturbo. Il secondo scoglio sono i diritti del giocatore. Il River Plate è titolare di quelli sportivi, ma quelli economici appartengono a una società anonima. Bisogna comunque essere ottimisti. Anche perché il primo a vedersi alla Roma è proprio lui. È Lamela. «Andrò a giocare – ha annunciato sui social network – a Roma. Ringrazio tutti per l’affetto che mi avete manifestato in questi giorni». Si dice che il presidente del River, la vecchia conoscenza del calcio italiano Daniel Passarella, potrebbe essere oggi a Roma. Ma c’è anche chi sostiene – un’altra leggenda? – che potrebbe essere arrivato ieri. Se viene – questa è logica – viene perché l’intesa è prossima. È evidente. Avvertenza: la Roma non lo cederà al Palermo per Pastore. Uno scambio del genere è fantamercato – commentavano ieri a Trigoria – se Lamela diventerà della Roma, resterà della Roma. Lamela dovrebbe (ma forse si potrebbe pure fare a meno del condizionale) essere presentato ufficialmente da Thomas DiBenedetto il 14 luglio. È quello il giorno scelto dagli uomini della comunicazione giallorossa per la conferenza stampa che il leader della cordata americana dovrebbe tenere, salvo sorprese, a Trigoria. Il futuro presidente della Roma sbarcherà a Fiumicino il giorno prima. Per firmare. Per il closing. Per completare la procedura d’acquisto avviata da Unicredit un anno fa. Sono stati limati gli ultimi dettagli, vedi le condizioni del finanziamento concesso da Piazza Cordusio. Oltre all’asso argentino, DiBenedetto dovrebbe annunciare anche Luis Enrique e gli altri acquisti. E quindi Bojan Krkic. Ieri, la stella spagnola ha parlato già da romanista. «Sono giorni – ha detto – che si discute, ancora non posso dire nulla, ma sicuramente manca poco e ogni momento potrebbe essere quello buono». Buono per l’annuncio. «È da quando avevo nove anni che sognavo di giocare nel Barcellona ed è un obiettivo che mantengo sempre, ma è qualcosa che non dipende solo da me e ci sono altre strade meravigliose da percorrere. Piene di sogni ». Piene di Roma.

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