Oggi Doni parte per l'Inghilterra

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista) Doni, Julio Sergio, Curci, Lobont e Pena. Più Stekelenburg in arrivo. I portieri che, al momento, la Roma dovrebbe portare in ritiro sono questi. Tanti. Anzi, decisamente troppi.

Ecco perché negli ultimi giorni il ds ha accelerato per quanto riguarda la cessione dei primi due, che non rientrano in alcun modo nei piani dell’allenatore. E che, soprattutto Doni, con il loro ingaggio elevato, rischiavano di essere una zavorra pesante per la società.

Il numero 32 brasiliano è un passo dal Liverpool: stasera dovrebbe partire per l’Inghilterra, domani sostenere le visite mediche (accuratissime, chiedere ad Aquilani) e poi, se tutto andrà bene, firmare il contratto che lo legherà ai Reds per un paio di stagioni. Il titolare era e resta Reina, ma a Doni è stato assicurato che avrà comunque i suoi spazi e che verrà messo nelle condizioni di mostrare il suo valore. Ingaggio da un milione l’anno, che la Roma integrerà con una sostanziosa buonuscita. Il suo agente, Ovidio Colucci, ieri cercava di mantenere ancora un po’ di prudenza, «Ci vorranno 36 ore per chiudere e definire tutto», ma la realtà è che è quasi impossibile che l’accordo sfumi.

Si conclude così, con un assegno firmato e qualche stretta di mano, l’avventura in giallorosso del portiere che, arrivato pagandosi da solo il cartellino come illustre sconosciuto, è arrivato ad essere uno dei più forti – e pagati – d’Europa. Se non avesse giocato con un serio infortunio al ginocchio, probabilmente la sua carriera a Roma sarebbe stata diversa o, quantomeno, non sarebbe finita con un anno e mezzo fatto di polemiche, tribune e poi di nuovo partite giocate, con l’avvento di Montella in panchina, senza infamia e senza lode. In tutto, Doni ha indossato la maglia della Roma per 183 volte subendo 193 gol. Tre i trofei in bacheca, tutti conquistati con Spalletti – che lo fece debuttare in un derby – in panchina: due Coppe Italia (2007 e 2008) e una Supercoppa italiana (2008).

Ha giocato meno, invece, il suo collega (e rivale) Julio Sergio. Marchiato dalla definizione che Spalletti inventò apposta per lui «il miglior terzo portiere del mondo» nella prima parte della sua avventura romana il campo è stato poco più che un miraggio. Quando l’allenatore toscano è andato via, sostituito da Ranieri, le cose sono cambiate radicalmente e il numero 27 è stato uno dei protagonisti della splendida rimonta della stagione 2010 che avrebbe meritato ben altro finale. Di lui impossibile dimenticare il rigore parato a Floccari sotto la Nord, che gli farà avere per sempre un posto nel cuore dei romanisti. Anche lui, come detto, è in procinto di lasciare Trigoria. Il suo agente, Alessandro Lucci, sta cercando di trovargli una sistemazione che possa consentirgli di giocare titolare: il Genoa sembrava interessato a lui ma non ha dato seguito ai contatti iniziali, mentre il Siena è molto più avanti, anche se bisogna superare l’ostacolo ingaggio. In Inghilterra c’è l’interesse del West Bromwich che però in queste ultime ore pare essersi raffreddato. Se si chiuderà prima del ritiro bene, altrimenti il portiere andrà comunque a Riscone. Così come dovrebbe andare Gianluca Curci.

BDV

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