Nel ’41 si parte guidati da Masetti

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-M.Izzi) E’ uno dei miei crucci, conosco solamente il suo cognome… Grassi. Un paio di anni fa sono finalmente riuscito ad avere una foto in cui appare in una formazione minore della Roma, assieme ai futuri campioni d’Italia Ippoliti

(terzo portiere) e Nobile. Dimenticavo, Grassi è l’ultimo calciatore ceduto dalla Roma prima dell’inizio del torneo 41/42. Per l’esattezza l’11 agosto Il Littoriale pubblicò la notizia del suo trasferimento alla Cavese. La stagione, non l’avrebbe comunque terminata, visto che a Cava dei Tirreni venne raggiunto dalla cartolina precetto e spedito in Russia… da dove non sarebbe mai tornato.

E’ una storia triste, che sa tanto di fregatura perché quando hai meno di vent’anni e passi dalla possibilità di vincere uno scudetto a crepare in Russia, magari a Nikolajewka, non c’è altro modo di vedere la faccenda. Eppure è la storia dell’Italia di questi anni e naturalmente anche del raduno della Roma, incominciato, in un comprensibile caos, il 22 agosto 1941. Perché caos? Semplicemente perché Acerbi, Mornese, Cappellini, De Grassi e Coscia, mancavano ancora all’appello per “esigenze militari” e anche di mister Schaffer si erano perse le tracce. Il Calcio Illustrato, da parte sua, si era dato un gran da fare per dare la sensazione che tutto procedesse per il meglio.

I tifosi della Roma avevano potuto vedere le foto di Masetti, in vacanza a Casamicciola e del nuovo acquisto Cappellini, ritratto in costume sulla riviera ligure. Certo, l’atmosfera “autarchica” era confermata dal fatto che come l’anno precedente il ritiro si sarebbe svolto a Roma (per tornare a rimettere il muso fuori dall’Urbe occorrerà attendere il 1947), ma come si suol dire, non si può avere tutto dalla vita. Occorre, insomma saper fare di necessità virtù e da questo punto di vista Edgardo Bazzini, il neo presidente del club, è assolutamente ineguagliabile. Desidera incontrare la stampa per creare attorno alla squadra un buon clima, ma non vuole che l’evento abbia nulla di mondano. Ecco dunque che gli organi di stampa annunciano che l’AS Roma ha: «offerto un cameratesco “rancio” ai giornalisti sportivi romani. Il Presidente del sodalizio ha poi esposto ai giornalisti il programma atletico e quel che la Roma intende attuare per l’avvenire». Il “rancio” sarebbe stato offerto il 20 ottobre, il gran ballo era invece cominciato il 25 agosto. Manca ancora Schaffer (Dove sia finito la stampa dell’epoca si guarda bene dal dirlo) e allora il primo allenamento della stagione che porterà al titolo lo dirige capitan Masetti (un po’ come se oggi fosse Francesco Totti, fischietto in bocca, a guidare la truppa).

Per l’occasione, fantastica apparizione, Bazzini visita la squadra. Impeccabile nel suo completo grigio, con tanto di fazzoletto bianco al taschino e con il glorioso bastoncino di bambù che farà la gioia dei vignettisti del Tifone. Le foto lo ritraggono sorridente assieme a tutti i giocatori della prima squadra (17 in tutto …) e al massaggiatore Cerretti. Tutti in maglietta a maniche corte, fatta eccezione per l’argentino Pantò, che sfodera un incredibile maglione di lana a dolcevita, neanche gli allenamenti fossero fissati a Goteborg… Come fu il ritiro per i futuri campioni? Faticoso, almeno a dare un’occhiata al non esaltante precampionato che vedrà, tra le altre gare, le sconfitte con il Terni e la Fiorentina, oltre all’eliminazione dalla Coppa Italia subita dal Novara.

Per non parlare dei problemi per reperire un adeguato spazio per gli allenamenti, con una Roma costretta a “riparare” alla Rondinella, non esattamente una buona notizia, come denunciava Ennio Mantella in un articolo pubblicato dal Littoriale il 29 settembre: « Come sapete, la squadra della Roma si allena sul campo della Rondinella, priva di erba e dal fondo duro. Giocherà invece le partite e fuori e a casa, sui campi erbosi e soffici. Allenandosi alla Rondinella ne soffrirà il gioco, ne soffriranno i giocatori. Possibile che il Governatorato e la Federazione non riescano ad eliminare simile grave inconveniente dando alla Roma un campo in erba, come lo hanno tutte le altre squadre della A?». Nonostante questa valanga di problemi, la squadra, ritrovata la guida di Schaffer (con l’immancabile tutone rosso), infilerà una stagione magica, portando capitan Masetti ad alzare la coppa dello scudetto. Gli anni a venire saranno assai duri, quel che è certo è che la Lupa, anche nei momenti più drammatici della storia della città, non salterà neanche un raduno. Quello della stagione 42/43 è fissato il 24 agosto, quello del 43/44 (dopo gli avvenimenti epocali vissuti tra il 25 luglio e l’8 settembre) il 23 novembre e quello del 44/45 il 20 agosto. Per tornare “a viaggiare”, come detto, occorrerà attendere il 18 agosto 1947, con l’approdo, udite, udite, ad Aquapendente.

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