Martedì arrivano le firme e il club sarà degli americani

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) Due giorni alle firme. Gli avvo­cati di Unicredit e della cordata statuni­tense hanno lavorato anche ieri per met­tere a punto i dettagli del contratto che sarà firmato martedì, un giorno prima del consiglio di amministrazione della banca che certificherà l’avvenuto accor­do.

Il 18 agosto, poi, la Roma passerà de­finitivamente alla newco statunitense.

L’INVESTIMENTO – Ma quanto è costata la Roma? Circa 44 milioni, escluse com­missioni e tasse varie, al netto dell’Opa e dell’aumento di capitale. Spieghiamo. La valutazione della società, nella fase preliminare della cosiddetta enterprise value, era di circa 200 milioni di euro. A questa cifra però dovevano essere sot­tratte le passività e una serie di altre vo­ci ( spese, ammortamenti), che hanno portato la somma a circa 110. Il gruppo guidato da Thomas DiBenedetto, negli accordi stipulati il 15 aprile, ha acqui­stato il 60 per cento del… 67 per cento del club (che fa appunto 44 milioni): l’al­tro 40 per cento è rimasto a Unicredit. Il rimanente 33 per cento della società è invece sul mercato azionario, in attesa dell’Offerta pubblica di acquisto (Opa) obbligatoria per legge. Meccanismo economico un po’ complicato ma abitua­le nelle contrattazioni dell’alta finanza. Le discussioni degli ultimi giorni sono nate perché i conti non tornavano: sono spuntate altre passività ereditate dal precedente bilancio, per cui non si tro­vava un accordo sulla proporzione tra capitali e debito. L’intesa è stata rag­giunta aumentando l’importo della rica­pitalizzazione, portandola da 35 a quasi 100 milioni. La cordata Usa contribuirà per il 60 per cento, ottenendo dalla ban­ca la partecipazione azionaria e un fi­nanziamento. Dunque, aspettando il sal­do del calcio mercato e il lavoro su mar­keting, merchandising e stadio, l’inve­stimento americano supera già i 100 mi­lioni.

L’ASSEMBLEA – Domani a Trigoria, intan­to, è in programma l’assemblea dei soci della Roma. Il presidente Roberto Cap­pelli proverà a chiarire davanti ai picco­li azionisti le strategie americane. Ri­cordando le ultime sedute dell’era Sen­si, dalla platea si attendono domande pepate.

 

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