Luis in due giorni

di finconsadmin

(Il Messaggero – A.Angeloni) Luis Enrique non ha ancora firmato; Daniele De Rossi è stato operato per la ricostruzione del timpano e il suo manager non ha incontrato – come era stato annunciato – il ds della Roma Walter Sabatini, ieri a Milano per questioni di mercato e per contattare qualche altro tecnico, vedi Marco Giampaolo, non si sa mai.

Ma andiamo con ordine. Capitolo allenatore: il tormentone c’è, ma sta finendo. Luis Enrique firmerà, fanno sapere, entro un paio di giorni. Oltre non si dovrebbe andare. «Noi siamo tranquilli, ma nel calcio non si sa mai», ribadiscono ancora i nuovi dirigenti della Roma. Ottimismo sì, ma moderato. Intanto, sono tornati a circolare i nomi di Vincenzo Montella, di Delio Rossi e, appunto, Giampaolo, incontrato ieri dal ds Sabatini. L’ex tecnico del Catania è d’accordo con il Cesena, ma ha ascoltato la Roma, che ha voluto sondare il terreno. Dalla serie, non si sa mai.

Tra i nomi va depennato quello di Didier Deschamps, che ha firmato un biennale con l’attuale club, il Marsiglia. «Ho mantenuto gli impegni», ha detto il francese. Ma tutte le strade alla fine portano a Luis Enrique, che resta il prescelto, fino a prova contraria. «Mi sembra una scelta positiva e molto stimolante», il parere di John Arne Riise sul tecnico asturiano. Sempre che si decida a dire sì. Qual è la causa di questo ritardo, che per la Roma non è un ritardo? Non c’è un accordo totale sui collaboratori. Questione di soldi, semplice. De la Peña (soprattutto) e gli altri hanno sparato alto. Un intoppo, che la Roma conta di superare entro oggi o al massimo domani, per poi farlo firmare qui o a Barcellona. Ma sono semplici dettagli di una negoziazione durata solo una settimana. Ieri Luis a Barcellona ha diretto un allenamento che sembrava quasi una festa. Partitella in famiglia, clima disteso. Saluti e baci. Roma lo attende.

E siamo a Daniele De Rossi, operato e in attesa di contratto. L’intervento di timpanoplastica, eseguito al Gemelli dal prof. Gaetano Paludetti, è perfettamente riuscito e il decorso post-operatorio è regolare. De Rossi resterà in osservazione per due giorni. Daniele non potrà prendere aerei, non potrà bagnare l’interno dell’orecchio, dovrà stare parecchio a riposo per un paio di settimane. Daniele è sdraiato sul lettino dell’ospedale in attesa di notizie sul contratto, ma come detto, tra il suo manager Sergio Berti e Walter Sabatini ieri non c’è stato alcun incontro. Le parti si sono solo sentite, si vedranno prossimamente, da oggi in poi. Anche qui, (moderato) ottimismo. Dipenderà molto da come Daniele si sentirà e come avrà superato tutte queste martellate allo stomaco.

Ieri ha preso atto dello slittamento dell’incontro e ha passato un decorso operazione al fianco del papà Alberto che ha lasciato in consegna al vice Alessandro Toti la squadra Primavera, che domani in Toscana giocherà la semifinale scudetto contro il Genoa. Intanto va avanti il mercato, ieri la giornata dei possibili partenti. Vucinic è un obiettivo del Galatasaray. Il presidente della società turca, Unal Aysal, in sede di campagna elettorale, ha promesso grandi colpi per rilanciare il club. Aysal è disposto a ricoprire di soldi il calciatore e la Roma.

La scorsa settimana il suo braccio destro, nonché il vice presidente del Galatasary, Adnan Öztürk, è stato nella capitale e avrebbe contattato Walter Sabatini, ds dei giallorossi. Intanto cala l’attenzione da parte della Juve per il montenegrino: i bianconeri hanno incontrato il rappresentante del calciatore, Alessandro Lucci. Ora la Juve dovrà presentare l’offerta alla Roma, che chiederà soldi e magari un attaccante (Quagliarella, forse). Doni potrebbe essere ceduto al Liverpool. Menez è ancora in attesa, lui vuole l’Arsenal e la Roma vuole Clichy. Entro il 24 giugno verrà completata la prima fase del calciomercato, ovvero quella delle comproprietà.

La Roma ha duo o tre giocatori di discreto livello di cui occuparsi: Curci, a metà con la Sampdoria (l’idea è di rinnovare la compartecipazione, oppure di lasciarlo in blucerchiato a titolo definitivo), Guberti (la società vuole lasciarlo a Genova), poi c’è Rosi, a metà con il Siena (anche qui, l’intenzione è di un rinnovo della comproprietà).Da risolvere anche le compartecipazioni di Citro con la Cavese e Massimo con l’Aversa Normanna.

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