(Il Tempo - M.De Santis) Luis Enrique come Pollicino. Ieri, dopo l'ultimo allenamento del Barça B (oggi alle 18 in scena sul campo del Rayo Vallecano), lascia cadere un altro paio di sassolini bianchi nel sentiero che nel giro di due-tre giorni lo condurrà alla Roma: «Roma è una città splendida, mi piace molto e la conosco bene». Se non è una quasi ammissione, pure se preceduta dal canonico «stiamo ancora trattando», ci manca davvero poco. Quel poco che manca non è l'accordo sul quando (due anni più un'opzione per un' altra stagione) e sul quanto (1,5 milioni premi inclusi) del contratto di Luis Enrique, ma su chi e quanti del suo staff portarsi dietro. Il cerchio, alla fine, dovrebbe chiudersi con gli arrivi dell'allenatore in seconda Barbarà, del preparatore atletico Callen e del tattico Ramon. Niente psicologo-motivatore, niente De la Pena e molto probabilmente niente preparatore dei portieri, visto che il ruolo in questione dovrebbe essere ricoperto anche nella prossima stagione da Guido Nanni.

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Tutte le strade portano all'imminente brindisi con Luis Enrique, ma la Roma, per premunirsi, ha comunque fatto una telefonatina a Montella suggerendogli di aspettare un pochino firmare con il Catania.

Se, infatti, i sassolini bianchi del Pollicino «Lucho» dovessero trasformarsi in briciole di pane, l'Aeroplanino potrebbe ritornare in pista. Ma il finale della storia sembra comunque già scritto: Luis Enrique a Roma e Montella a Catania. Sabatini, in attesa di ripartire per l'Argentina (più o meno intorno al 20 giugno) e chiudere per Alvarez e Lamela, lavora su i portieri. Dopo Viviano, sono spuntati Mirante del Parma e Ruffier del Monaco. Il Galatasaray, invece, vorrebbe Doni ma offre ancora troppo poco al giocatore. Piacciono, per le altre zone del campo, Isla dell'Udinese e Clichy dell'Arsenal, così come viene monitorato il pescarese Verratti. La Juve osserva la situazione di Vucinic, atteso a breve insieme al procuratore Lucci (ieri a pranzo con Corvino) da un incontro chiarificatore sul futuro. Niente Corinthians, almeno secondo l'agente Gilmar Rinaldi, per Simplicio.

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