(Corriere della Sera - L.Valdiserri) - Stekelenburg sì: «Si è allenato quasi tutta la settimana, è nella lista dei convocati e può giocare. E' a disposizione e farò la mia scelta». De Rossi sì, visto che ieri si è allenato:

«Lo so che le squadre avversarie gli mandano uno o anche due giocatori a pressarlo. È il destino di quelli forti, come Daniele e Francesco». Juan no, perché Luis Enrique non lo vede ancora pronto. La Roma prova a sfatare il tabù dell'Olimpico — due pareggi e una sconfitta tra Europa League e campionato — proprio nella partita contro la teorica capolista, quell'Atalanta che, senza la penalizzazione di 6 punti, sarebbe prima da sola a quota 10. Bisogna dare continuità ai miglioramenti visti a Parma, anche per vivere in serenità la pausa per le nazionali prima del derby del 16 ottobre.

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Il tecnico asturiano non perde occasione per ribadire il suo credo calcistico: «I cali nel finale? Non c'è un problema fisico. La situazione è più mentale: non abbiamo ancora la fiducia necessaria. Abbiamo avuto la paura di perdere il pallone e prendere un contropiede veloce, che è una delle migliori qualità delle squadre italiane. Devo convincere i miei calciatori che non cambia niente negli ultimi minuti di gara: difendere con la palla nel campo avversario, cercando di andare in porta, per me è sempre la soluzione migliore. Chi rincorre il pallone si stanca più di chi lo tiene». la vecchia teoria di Nils Liedholm, perché nel calcio nulla si crea e nulla si distrugge. Gli chiedono se, contro l'Atalanta che corre come un levriero, la Roma proverà ad abbassare i ritmi addormentando il gioco e Lucho pare morso dalla tarantola: «Noi non addormentiamo niente. Più veloci e diretti saremo e meglio sarà. Io faccio una piccola richiesta ai tifosi, che ci sono fedeli al 100%: manca un po' di fiducia nei calciatori e nel loro lavoro. Credo che già sentano l'appoggio incredibile del tifo, ma ne vorrei ancora di più. Non sarà facile giocare contro una squadra che sarà dietro al pallone e che è la migliore del momento in quanto a risultati. Sarà difficile difendersi dal loro contropiede, da Schelotto a destra e da Denis, o dal loro centrocampo. Ma io non cambio idea: si gioca in attacco».

 

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