Luis Enrique, duro dal cuore grande

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – G.D’Ubaldo) – Presto i tifosi della Roma impare­ranno a conoscerlo. Tra dieci giorni sarà a Roma, tra meno di due settimane Luis Enri­que dirigerà gli allenamenti sui campi di Ri­scone di Brunico.

Ma intanto gli internauti possono tenersi informati su di lui. E’ il pri­mo tecnico della Roma a essere presente su twitter e ha un suo sito personale (www.lui­senrique21. com) ci sono le foto delle gare di ironman, 42 km di corsa, 180 di bici e 3,8 km di nuoto a cui ha partecipato. Gli piace molto far correre i suoi giocatori, lui stesso è un appassionato delle corse di resistenza: quando smise di giocare, il primo impegno sportivo che prese fu correre la maratona di Firenze, che coprì in 2 ore 57 minuti e 58 secondi.

METODI I suoi programmi di lavoro sono du­ri ma sempre vari, a volte si usa solo il pal­lone, quasi sempre c’è il doppio allenamen­to. Le sue squadre hanno sempre molta for­za e concludono la stagione al top della con­dizione. Ama molto fermarsi a parlare con i ragazzini delle giovanili e vederli allenarsi. Predilige differenziare gli allenamenti, per non far annoiare i ragazzi. E’ sempre molto diretto con i giocatori, quali­tà che ha apprezzato quando il suo allenatore al Barcello­na era Luis Van Gaal. Nel Barcellona B non ha mai gio­cato con un solo portiere, li ha utilizzati tutti e tre: Mino, Oyer e Masip. Hanno destato molta curiosità in Italia le fo­to che lo ritraggono, mentre allena con gli occhiali da sole, ma quest’anno per tutta la stagione ha dovuto proteggersi dal sole per­ché è stato operato a un occhio.

AMICIZIA – Una cuorisità. Da giocatore, ha ri­velato in un’intervista di tre anni fa, stava per passare alla Lazio di Cragnotti, il suo procuratore glielo consigliò, ma lui scelse il Barcellona. Uno dei suoi grandi amici è Jo­sé Luiz Caminero, dell’Atletico Bilbao. Di­vennero amici quando con la Nazionale ai Mondiali del ’94 Clemente li schierò insieme e Luis Enrique si vide sventolare il cartelli­no giallo dopo il colpo ricevuto da Tassotti che gli procurò una vistosa ferita al volto. Per questa sua amicizia due mesi fa, all’ini­zio di maggio, si dava per certo il suo passag­gio alla guida dell’Atletico Madrid, visto che Caminero e’ direttore sportivo del club. IL GRUPPO – Luis Enrique cura molto la com­pattezza del gruppo. A Barcellona portava tutta la squadra a cena dopo tre vittorie con­secutive o dopo un gol nato su uno schema studiato in al­lenamento. L’appuntamento era di solito al ristorante Ka­uai, a Gavà Mar dove ha por­tato, tra l’altro, tutto il Bar­cellona, compresi i dirigenti, a cena, proprio pochi giorni prima che Walter Sabatini andasse a trovarlo nella Ciu­dad Condal, la casa del Barcellona. Il tecni­co spagnolo è molto impegnato nel sociale. Ad aprile ha messo all’asta 76 magliette di 46 giocatori, collezionate in 15 anni di carriera, per raccogliere fondi per la Fundacion Ani­ma, che assiste l’infanzia: raccolti 10.308 eu­ro. La piu’ battuta e’ stata quella di Puyol a 800 euro, ma anche quella di Luis Enrique è stata acquistata per 600 euro.

SCELTE – Il 14 marzo 2011 Luis Enrique ha comunicato uffi­cialmente al direttore tecnico del Barcellona, Andoni Zubi­zarreta, che avrebbe lasciato la guida del Barcellona B, ma era da almeno tre mesi che aveva deciso di lasciare, agli amici aveva confidato, nella cena dell’ultimo dell’anno, che avrebbe fatto il grande passo. Tra le ipo­tesi c’erano Getafe, Valencia e Atletico Ma­drid. A Barcellona disertava le conferenze stampa prima delle partite, preferiva man­dare davanti ai giornalisti il suo vice. Non ha mai parlato degli arbitri e non lo farà mai neppure in Italia. E’ contrario ai ritiri. Alla Roma potrebbe abolire quelli prima delle partite casalinghe. Sabatini non si opporreb­be.

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