«Sono un ambizioso: farò felici i tifosi»

di finconsadmin

(La Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) – È sbarcato a Fiumicino alle 14.20, poi subito via, verso la sua nuova casa. No, niente «La Masia», » , niente più Barcellona. Da oggi e per i prossimi due anni, la nuova casa di Luis Enrique sarà Trigoria, dove è arrivato circa 45 minuti dopo, alle 15.05.

Con lui, c’era il suo staff, giovanissimo, ma fatto di uomini fidati: oltre a Ivan De La Peña, il preparatore atletico Rafael Pol Cabañellas (26 anni), l’uomo dello scouting Roberto Moreno, Toñin Llorente (assistente e motivatore), l’agente Manuel Ferrer Salamanca e Marcos Lopez, un osservatore.

Studio Il primo giorno di Luis Enrique a Roma è stata una full immersion a Trigoria, niente di più. Il Colosseo, Fontana di Trevi e Piazza Navona possono attendere. «Lucho» ieri si è preoccupato solo di capire come creare subito una Roma vincente. Il primo pensiero è stato quello di visitare il centro, capire il posto di lavoro. Ha visitato le strutture per gli allenamenti, i campi di gioco, ha toccato l’erba, per intuirne subito la consistenza. «Mi sembra un ottimo posto dove poter lavorare bene» , ha detto prima di proseguire il giro nel resto del centro: piscina, foresteria, la palestra, la sala dei trofei ed il ristorante, dove ha mangiato con i legali di Unicredit e dove si è intrattenuto con l’avvocato Roberto Cappelli. Nel complesso, ha destato in tutti un’ottima impressione. Ragazzo sveglio, insomma, di quelli che conoscono la materia. «Sono un ambizioso— dice in serata a Roma Channel —. Sono qui per emozionare e rendere felici i tifosi» . Con il suo staff (tra cui il vice De La Peña, un altro che è sembrato sveglio), Luis Enrique è sembrato già a suo agio. Anche nel pomeriggio, quando con una polo della Roma addosso ha concesso la sua prima intervista a Roma Channel.

Incontri E poi ha gettato le basi per il futuro, «Lucho» . Nel pomeriggio ha incontrato il direttore sportivo Walter Sabatini e capitan Francesco Totti, giunto a Trigoria appositamente per conoscerlo. Una stretta di mano, un saluto rapido tanto per capirsi, magari anche un occhiolino e una pacca sulla spalla, quasi da compagni di squadra. Poi la cena, dove Luis si è intrattenuto ancora con Sabatini e con Franco Baldini, il futuro direttore generale. Giusto il tempo di conoscersi meglio e di parlare di mercato e della Roma che sarà. Poi tutti a nanna, a Trigoria chiaramente. È la nuova casa di Luis Enrique, il nuovo laboratorio di una Roma che sogna in grande.

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