«Sì, sono venuto qui per vincere E datemi la Lazio»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) Che sia un segno felice cominciare un nuovo campionato nel giorno del proprio compleanno? Bojan Krkic forse lo pensa, anche se il primo giorno vero da giallorosso lo sminuzza con sensazioni a 360 gradi,

che vanno dallo scarso feeling con Guardiola alla voglia di giocare il derby con la Lazio.

Numero14 «Lascio da parte le polemiche col mio ex allenatore — spiega — e dico solo che lascio un grande club per un altro. L’attesa è stata lunga, ero ansioso di arrivare qui, seguivo il ritiro su internet, ho avuto paura anche che tutto saltasse. Trovare a Roma Luis Enrique è stato determinante. Sapere che mi ha voluto lui, più che una responsabilità, è uno stimolo, un orgoglio perché è stato un grande calciatore. Qui trovo un progetto stimolante, sarà una squadra competitiva con giusto mix di giovani e veterani. Cercheremo di dare soddisfazioni ai tifosi. Il mio numero? Ho scelto il 14 perché l’hanno avuta grandi campioni come Cruijff e Henry» .

Missione: giocare Anche lui, a 21 anni da compiere, ha le stimmate del campione. «All’inizio della mia carriera sono partito forte, poi nell’ultimo anno ho giocato poco. Per me giocare con Totti, De Rossi e Vucinic è un orgoglio. Il mio obiettivo è chiaro: voglio essere felice giocando a calcio. Ora la possibilità me la dà la Roma e darò tutto. Del futuro non si può parlare. Voglio dare un messaggio chiaro ai tifosi: volevo un club che avesse fiducia in me e la Roma lo ha fatto. Voglio dirlo anche ai media: io non ho messo nessuna clausola (quella del riscatto obbligato da parte del Barcellona, ndr). L’importante è il presente, poi in due anni tutto può cambiare. L’unico obbligo che ho è fare bene affinché la Roma possa vincere e arrivare il più in alto possibile» .

Video da derby Sul ruolo Bojan è chiaro: «Ho fatto soprattutto il centravanti, ma nell’ultimo periodo l’esterno» . Evidentemente bene, se alla sua conferenza di addio hanno partecipato due stelle come Xavi e Puyol. «È stato un orgoglio che questi grandi campioni mi siano venuti a salutare. Anche Iniesta e Piqué dovevano venire ma avevano impegni. Quando ho detto loro che sarei venuto qui sono stati contenti per me, sanno che avevo bisogno di giocare. Ora aspetto anche i derby con la Lazio. Sul cellulare ho dei video di queste partite che non vedo l’ora di vivere» . Impressioni? Bojan ha già capito tante delle priorità giallorosse. Anche per questo, forse, il 28 agosto avrà bisogno di auguri doppi.

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