«Roma, cambieremo il calcio»

di finconsadmin

(la Gazzetta dello Sport – A.Catapano) -La portata rivoluzionaria del discorso di insediamento di Franco Baldini non sta tanto negli argomenti toccati, quanto nello stupore degli ascoltatori.

Non erano più abituati a discutere di «chiarezza, rispetto dei ruoli, professionalità, meritocrazia, lavoro d’equipe» , concetti normalissimi in qualsiasi azienda privata, non alla Roma dell’ultima gestione Sensi, di cui ora si ereditano personale e abitudini (oltre ai debiti). «Faremo cose nuove con qualche persona vecchia» , in estrema sintesi il messaggio di Baldini. Che ha detto anche: «Dovremo tutti avere una nuova filosofia, pensare al bene comune, elevare il profilo del club: solo così riusciremo a cambiare il calcio» , questa è l’ambizione più alta. Discontinuità Se voleva rompere col passato, indubbiamente Baldini— costretto fino ad ottobre nel doppio ruolo di general manager dell’Inghilterra e d. g. in pectore della Roma c’è riuscito. Tra i «vecchi» dirigenti romanisti che lo hanno ascoltato parlare per 20’ ininterrotti, qualcuno ha recepito subito, cogliendo «il senso della sfida, il valore dell’opportunità» ; qualcun altro si è mostrato più duro di comprendonio, perché insoddisfatto dell’incarico che gli è stato prospettato o restio a mollare antichi privilegi. Tutti, però, al termine della riunione di ieri mattina, a 10 anni esatti dall’ultimo scudetto, erano concordi nel dire che «il progetto-Roma è interessante, l’organizzazione di alto profilo» .

Incarichi Lui all’uscita ha rinviato più in là per ulteriori dettagli. «Tra un paio di settimane saprete tutto» , ha detto ai cronisti. Daniele Pradè, il direttore sportivo uscente, i dettagli li conosce già ed evidentemente lo soddisfano. «Sarà una Roma di altissimo livello sotto il profilo organizzativo, ben strutturata, darà grandi soddisfazioni» . Eppure, proprio Pradè sta riflettendo sull’opportunità o meno di restare a bordo: con Baldini d. g., Sabatini d. s., il suo assistente Frederic Massara, Claudio Fenucci direttore amministrativo con deleghe istituzionali (c’era anche lui alla riunione), che spazio gli resta? Sicuramente non il ruolo di campo che vorrebbe continuare a ricoprire. Gli altri chiamati a rapporto ieri resteranno tutti a bordo, chi con lo stesso incarico, chi con meno potere, chi per un tempo limitato: Elena Turra continuerà a gestire la comunicazione e verrà affiancata da Daniele Lo Monaco; Vito Scala tornerà a occuparsi solo esclusivamente di Francesco Totti; Cristina Mazzoleni si occuperà dei conti per il tempo necessario ad accogliere Claudio Fenucci e un altro funzionario. Si parte Distribuiti gli incarichi, chiarite le strategie, da oggi la macchina-Roma dovrà scattare sul serio. Il tempo stringe, su tutti i fronti: passaggio di proprietà (ma UniCredit potrebbe far slittare ulteriormente il closing alla metà di luglio), campagna abbonamenti, lancio delle nuove maglie, presentazione di Luis Enrique, soprattutto il mercato. Walter Sabatini dopo una ventina di minuti ha abbandonato la riunione. «Scusate, vado a lavorare» . E infatti nel resto della giornata ha fatto qualche passo avanti per Lamela, alimentato la pista Pastore, registrato il rifiuto di Doni ad accettare il Liverpool e le parole di Alessandro Lucci su Vucinic. «Dobbiamo capire se per Mirko c’è ancora una strada a Roma…» . L’agenda di Sabatini è fitta: oggi incontrerà Bruno Conti, lunedì riceverà il Bologna per Viviano e Ramirez, martedì volerà a Barcellona a risolvere qualche complicazione sopraggiunta per Bojan Krkic.

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