«Questa carta è a vantaggio delle banche»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista) «Mi pare che il ministro Maroni continui a nascondere il bluff della tessera del tifoso» dice Paolo Cento, esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà, oltre che presidente del Roma club Montecitorio.

«I dati parlano chiaro: dal punto di vista degli abbonamenti, c’è stato un calo di un terzo del loro numero, in media, tra serie A e serie B. E quanto agli spettatori, la flessione è stata altrettanto consistente. Le famiglie, soprattutto, non sono tornate allo stadio. Anzi, hanno sempre più difficoltà. E la tessera del tifoso è stata lo specchietto per le allodole per non parlare della vera crisi del calcio. Che è fatta di scandali, calcio-scommesse e stadi inadeguati, inefficienti e inospitali». Trova ridicolo, Cento, che il divieto di trasferta diventi addirittura la regola. «E’ come se volessimo evitare gli incidenti stradali chiudendo le autostrade. Per poi fare un bel comunicato in cui dire che non ci sono più incidenti. Troppo facile fare il ministro dell’Interno a colpi di provvedimenti liberticidi e poi vantare risultati positivi. Mi pare anche che si insista sull’aspetto del business commerciale che sta dietro la tessera, continuando a ricattare le società di calcio. Che però non hanno più alibi. E il fatto che la Lega continui a mettere le proprie firme su questi protocolli – che sanno molto di regressione e propaganda di regime – senza dire una parola, non fa bene allo sport. Mi chiedo, infine: quando DiBenedetto scoprirà che in Italia c’è una tessera che non esiste in nessun’altra parte del mondo, accetterà questo ricatto, oppure liberalizzerà almeno gli abbonamenti slegandoli dalla tessera del tifoso?».

Anche Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, non ha dubbi. «I dati che fornisce Maroni – dice – nascondono una verità. Ovvero che mai come quest’anno – in cui era obbligatoria la tessera del tifoso e vi sono state restrizioni, per di più con la follia di averle concepite su base geografica – c’è stato un aumento delle ordinanze dei prefetti, costretti a gestire la confusione. Il ministro ha parlato di una diminuzione delle forze dell’ordine impiegate? Avrei dei dubbi a riguardo. Lui dice poi che cambierà poco rispetto a quest’anno. Con la differenza che se tutti quelli che ha voluto tener fuori dagli stadi, ovvero quelle migliaia di ultras che finora la tessera non l’hanno fatta, volessero invece sottoscriverla, il suo piano verrebbe meno. Oltretutto, mentre si divertiva, con la tessera, a giocare al distributore di patenti, Maroni non si è accorto che il calcio italiano era in mano alle scommesse clandestine e alla mercé della criminalità organizzata. E cerca ora di coprire, con questo falso efficientismo, la sua incapacità a far fronte a questioni ben più serie. Piuttosto che continuare nelle logiche repressive, servirebbe una vera commissione d’inchiesta sui mali endemici del calcio. Nonostante i miliardi spesi per i Mondiali del ’90, abbiamo ancora stadi insicuri e fuori norma, tanto che, ad oggi, in molti impianti l’agibilità viene autorizzata solo grazie ad ordinanze dei sindaci. E se non si farà luce sul perché quello fu un affare per pochi più che un vantaggio per tutti gli italiani, un’eventuale legge sui nuovi stadi darà luogo agli stessi “errori”. Anche perché i protagonisti di allora sono ancora tutti qua».

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale Enzo Foschi. «Alla stupidità non c’è mai fine. Pensavo che, dopo un anno di sperimentazione, ci si rendesse conto delle correzioni da apportare. Invece, mi sembra che si continui con la solita operazione demagogica. Tra l’altro, sono ancora aperti gli interrogativi che Report ha posto con la sua inchiesta e che ad oggi non hanno avuto risposta dal ministro Maroni, soprattutto rispetto all’uso, a vantaggio delle banche, che viene fatto della tessera del tifoso. Mi sarei aspettato che si permettesse, almeno ai bambini di dieci anni, di non farla. E vorrei che mi spiegassero perché un camorrista può stare a bordo campo in occasione di tre partite del Napoli, e un bambino accompagnato dal papà non può invece entrare allo stadio senza tessera. Una follia totale. Perché possono anche venderci numeri che dicono che sono calati i reati, ma si dimenticano di aggiungere che gli stadi sono oggi i più vuoti d’Europa. Per una città come Roma, che si candida alle Olimpiadi, lo spot più devastante è stato, nel derby, la curva Tevere completamente deserta. L’abbattimento delle barriere? Un’altra boutade. Non so se lo è più questa o quella del trasferimento al Nord dei Ministeri…»

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