«Presto, tutto a DiBenedetto»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) Da oggi, esiste una struttura societaria più forte. Da oggi, la Roma è più forte.

Sarà gestita da un comitato esecutivo, un presidente-traghettatore, l’avvocato Roberto Cappelli e un amministratore delegato, l’ex manager del Lecce Claudio Fenucci. Guideranno il club per un tempo relativamente breve.

Un mese diciamo, giorno più giorno meno. «Il Cda è l’ultimo passaggio amministrativo. Finalmente ci siamo, tutto sta per passare a DiBenedetto », ha confermato proprio ieri l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni. Deadline, scadenza, termine massimo? «Entro luglio», ha assicurato il banchiere. Ma sempre ieri il nuovo presidente del Cda della Roma, l’avvocato Roberto Cappelli, è stato più preciso: «Speriamo di farcela per metà luglio». E poi ha rassicurato i tifosi romanisti: «La squadra sarà competitiva».

E infatti, terminata la riunione del Cda, ne è iniziata un’altra. Stavolta tra Sabatini (che non era presente al Cda), Cappelli, Fenucci e l’avvocato dello studio Tonucci, Mauro Baldissoni. Oggetto: illustrare le strategie di mercato. Leggi, gli obiettivi in entrata. Non si sarebbe parlato né di rinnovi, né di cessioni. Consentire al management giallorosso di lavorare con calma. Far sì che Sabatini possa trattare acquisti, ingaggi e rinnovi senza dover aspettare ogni volta una procura speciale. Erano questi gli obiettivi del Consiglio di amministrazione che si è tenuto presso lo studio Grimaldi. Il primo del dopo-Sensi. Curiosità. Si è svolto a pochi metri dal quartier generale della Federcalcio. A via Allegri, Palazzi interrogava i soggetti coinvolti in Scommessopoli. Girando l’angolo (letteralmente), a via Pinciana si discuteva sul futuro della Roma. Il Cda, o boardper usare un tecnicismo, è durato un’oretta. Il comunicato della Roma sintetizza così l’esito dell’incontro: «Si comunica che in data odierna si è tenuta una riunione del Consiglio di Amministrazione di A.S. Roma S.p.A. nel corso del quale l’avvocato Roberto Cappelli è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione e il dottor Claudio Fenucci amministratore delegato della società. Il Consiglio di Amministrazione ha altresì nominato un comitato esecutivo composto dal Presidente del Consiglio, dall’amministratore delegato, dal dottor Paolo Fiorentino e dall’avvocato Mauro Baldissoni. Il Consiglio ha infine attribuito all’amministratore delegato ed al comitato esecutivo i poteri necessari per la gestione della società». Non ci sono state sorprese. Come era stato anticipato nei giorni scorsi dagli organi di stampa, è stata costituita la struttura che guiderà la Roma in questa brevissima fase di interregno. Fase che terminerà quando DiBenedetto avrà rilevato l’As Roma. O meglio, quando avrà rilevato il 60% di Holdco, la holding per il 60% americana che controllerà tre aziende: As Roma Spa, Brand Management (marketing e merchandising giallorossi) e Roma Real Estate (Trigoria).

Uscendo dal board di cui è appena divenuto presidente, Cappelli si è fermato a parlare con i giornalisti: «Sono stato nominato Presidente dal Consiglio e Fenucci amministratore delegato. Il Cda ha nominato un Comitato esecutivo per le questioni urgenti, una struttura di governance prima del closing. La chiusura della vendita a metà luglio? La nostra data limite è il giorno dell’assemblea (il 30 luglio in prima convocazione, ndr), quindi deve avvenire prima. Speriamo per metà luglio, poi se slitta di qualche giorno non fa nulla». Cappelli ha chiarito anche la funzione di Fenucci: «La sua firma può sveltire le questioni di mercato. Lo scopo principale era dare efficienza alla società».

A chi gli ha chiesto se non fosse stato ufficializzato qualche acquisto nel corso del Cda, l’avvocato ha risposto così: «Gli annunci saranno fatti quando le negoziazioni verranno chiuse. Le contrattazioni le conduce Sabatini, con Fenucci. Però io lo saprò poco prima di voi. Perché sono stato scelto io? Da romanista, per me è un onore. Mi fa piacere. Ma la mia carica dura solo un mese».

C’era chi aveva ipotizzato che questo ruolo di presidente-ponte sarebbe stato ricoperto dal vicedirettore generale della banca, Paolo Fiorentino. «Il dottor Fiorentino – ha spiegato Cappelli – vive tra Milano e Monaco di Baviera». Ma se si è scelto Cappelli e non un manager come Fiorentino, hanno aggiunto fonti vicine alla banca, è stato anche per una questione di opportunità. Non ha lasciato nessuno dei consiglieri della vecchia gestione. «Le dimissioni sono arrivate nel passato Cda con quelle della famiglia Sensi», ha precisato l’avvocato. Che poi ha ringraziato ancora i Sensi: «Con le dimissioni, hanno di nuovo operato per il bene della società ». E ora? «Il Cda rimane questo». Cambierà, e radicamente pure, dopo che l’assemblea degli azionisti avrà eletto DiBenedetto alla presidenza del club. «Al momento – ha assicurato Cappelli – non c’è nessun rischio che per le firme si vada oltre luglio. Tutto procede nel modo più fluido possibile». L’avvocato è un uomo di Unicredit.

Ma fonti non legate a Piazza Cordusio confermano tutto. Parola per parola. Si sta lavorando per riuscire a far venire DiBenedetto tra il 10 e l’11 luglio. La presentazione alla stampa del prossimo presidente della Roma dovrebbe avvenire tra il 12 e il 14. Prima, quindi, che la squadra parta per il ritiro di Riscone. DiBenedetto vorrebbe annunciare un paio di colpi di mercato. Sono Bojan e Stekelenburg. Il leader della cordata americana è stato chiaro con i suoi collaboratori: «Un progetto vincente non si può costruire senza una grande squadra». E una grande squadra non si può allestire se dietro non c’è una grande struttura. Con il Consiglio di amministrazione di ieri sono state poste le basi per realizzare il sogno di mister Tom: «La Roma è una principessa. Ne faremo una regina». È da aprile che Sabatini sta girando il mondo apposta.

Ieri, però, non ha fatto scalo a Buenos Aires, Milano, Londra o Barcellona. È rimasto a Roma. Concluso il Cda, si è presentato nello studio Grimaldi. Il ds avrebbe spiegato come si sta muovendo sul mercato in entrata. Lo ha fatto con Cappelli, Fenucci e Baldissoni. Con i nuovi vertici operativi della Roma. Da oggi, saranno i suoi principali interlocutori. Oltre a Franco Baldini, naturalmente.

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