«Meno feriti? Per la tessera»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista – D.Galli) – Cosa succede se a Roma vieti la circolazione delle auto? Zero incidenti. E cosa succede se impedisci alle curve di andare in trasferta? Idem: zero incidenti. Ovvio? Non per il ministro dell’Interno.

Secondo Maroni, nel passato campionato ci sono stati «meno feriti». Forse perché a tifoserie come quella romanista è stata spesso vietata la trasferta (nel caso della Roma, tredici volte su diciotto)? Macché. Per Maroni, il calo di feriti e il (presunto) aumento di spettatori «significano che la tessera del tifoso funziona». All’indomani della decisione di consentire le trasferte solo ai titolari della tessera, Maroni torna a commentare l’ennesimo giro di vite: «Il mio obiettivo è avere stadi senza gabbie entro la fine del prossimo campionato. E questo è possibile proprio grazie al successo della tessera del tifoso e di tutte quelle misure prese perché prevalga il tifo e non la violenza. Il 99,9% dei tifosi lo ha capito, mentre ci sono gruppi isolati che per motivi ideologici a priori sono contrari». Il ragionamento di Maroni è sottile: consentendo le trasferte solo ai tesserati, quindi ai tifosi buoni nell’ottica del Viminale, lasciamo a casa quei cattivi dei non tesserati, e quindi possiamo permetterci di eliminare i divisori tra le tifoserie.

Magari – è una provocazione, sia chiaro – si potrebbe tentare l’esperimento nella «civile» Catania. Immaginate cosa potrebbe accadere ai romanisti in trasferta. Davvero gli basterà essere dei tesserati per sentirsi al sicuro? Il Ministro insiste anche a parlare di una crescita degli spettatori in Serie A. «Sono aumentati, anche se solo dello 0,9%, da quando abbiamo messo in atto misure antiviolenza. Dall’omicidio Raciti in poi, sono diminuite le partite con incidenti, gli scontri, il numero di agenti feriti e l’impiego delle forze dell’ordine». Non è confutabile, perché sul sito della Lega di Serie A non sono stati ancora resi noti i dati ufficiali. E certamente non vale per la Capitale, dove Roma e Lazio devono fare i conti – e da parecchi anni ormai – con un’emorragia costante al botteghino. Sulla stessa linea di Maroni (ma sarebbe stato strano il contrario) è il sottosegretario allo sport, Rocco Crimi. «Dopo il caso Raciti del 2007 tutte le misure di prevenzione prese per la sicurezza negli stadi hanno avuto efficacia», commenta Crimi. «Vogliamo arrivare – annuncia – agli stadi senza barriere entro la fine del prossimo campionato. Quando si è giocata la finale di Champions a Roma le barriere sono state tolte, e non è successo niente, questo significa che siamo sulla strada giusta». Petrucci è più cauto: «Spero – dice il presidente del Coni – che sia possibile avere stadi senza barriere o reti». Spero. Secondo Petrucci, «è un’iniziativa bellissima e se accadrà lo sport e il calcio italiano non possono che esserne contenti». Ed è pure praticabilissima. E’ sufficiente impedire ai tifosi di andare in trasferta. Però si potrebbe fare ancora meglio. Giocando a porte chiuse, per esempio, la percentuale di incidenti scenderebbe veramente a zero pure nella «civile» Catania.

 

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