«Lotterò per questa maglia»

di Redazione, @forzaroma

(Il Romanista-T.Cagnucci/C.Zucchelli) Quando termina la conferenza stampa, Bojan decide di aggiungere qualcosa a quanto detto fino a quel momento. «Forza Roma», dice al microfono con un sorriso grande così, in modo che tutti possano ascoltare.

Poi, mentre si avvia ad uscire dalla sala stampa, qualcuno gli si avvicina e gli fa: «Mi raccomando, devi fare gol al derby». Lui, senza bisogno del traduttore, risponde: «Seguro». Termina così la conferenza di Bojan Krkic. Il giocatore ex Barcellona, arrivato da Verona nel ritiro di Riscone sabato sera, si presenta al campo d’allenamento intorno alle 9.30. Sta accanto a Heinze e José Angel: il primo lo conosce da avversario, il secondo è un compagno – oltre che amico – dell’Under 21 spagnola. Sabato hanno cenato insieme mentre ieri durante i giri di campo hanno corso fianco a fianco. Durante il torello, invece, Bojan è stato sempre accanto a Totti con cui poi è tornato in albergo. Con loro in macchina anche Luis Enrique. Proprio l’allenatore è stato “determinante” nella scelta di Bojan di indossare la maglia della Roma: «Sono qui per essere felice – ha spiegato, arrossendo spesso durante la conferenza – e non mi interessa parlare né del passato né del futuro. Sono qui e penso solo a fare il massimo per la Roma. È vero, vengo da un grande club ma sono arrivato in un altro ugualmente prestigioso». Parla direttamente ai tifosi, Bojan. Ci tiene, lo ripete un paio di volte: «Voglio far sapere loro che io ho scelto la Roma perché volevo un club che credesse in me. Lo dico a loro e lo dico anche ai media: io non ho posto alcuna clausola nel mio contratto ». Il riferimento è all’obbligo di riscatto tra due anni a favore del Barcellona: «Non posso dire cosa accadrà nel 2013, nel calcio cambia tutto ogni giorno. Posso però dire che voglio fare bene per far sì che la Roma arrivi più in alto possibile». Bojan ha scelto la maglia numero 14 («i numeri che mi piacevano erano già occupati e questo mi ricorda Cruyff e anche il mio amico Henry») e ha già capito quanto conti il derby: «Sul mio telefono ho dei video della Curva Sud dopo l’ultimo derby. Sono momenti che non vedo l’ora di vivere. Forza Roma».

 

C’era tanta attesa per il tuo arrivo: perché hai scelto la Roma? Cosa ti aspetti da Luis Enrique rispetto a Guardiola? Arrivo da un grande club, è vero, ma adesso mi trovo in una squadra altrettanto grande. Guardiola? Lascio da parte le polemiche, il passato è passato. Ora voglio concentrarmi sulla Roma e Luis Enrique è stato determinante nell’accettare l’offerta della Roma.

Perché hai scelto la maglia numero 14? I numeri che mi piacevano era già presi. Poi la maglia 14 l’hanno indossata dei grandi giocatori come Cruyff e il mio amico Henry.

Che idea ti sei fatto di questo nuovo progetto? Un progetto stimolante, sarà una squadra competitiva con giusto mix di giovani e veterani. Cercheremo di dare soddisfazioni ai nostri tifosi.

Luis Enrique ha detto che è stato lui a volerti: senti la responsabilità di questa cosa? Più che responsabilità parlerei di stimoli. Per fare bene e sempre meglio, considerando poi il fatto che lui è stato un grande calciatore del Barcellona e ora è un grande allenatore.

Che tipo di Roma vuoi che nasca? Hai già parlato con Totti? L’attesa è stata lunga. Volevo arrivare a Roma il prima possibile. Non ho avuto modo di parlare con lui, sono qui da sole 24 ore, ma troveremo il tempo per farlo. Sono tutti ottimi ragazzi.

Tu sei esploso a 17 anni, poi hai avuto alcuni anni di flessione. E’ questa l’occasione del rilancio? Sì, è vero, all’inizio della mia carriera sono partito forte, poi anche nell’ultimo anno ho giocato poco. Per me giocare con Totti, De Rossi e Vucinic è un orgoglio. Giocare con Totti è un’opzione, ma siamo tanti attaccanti, ci sono varie combinazioni.

Qual è il tuo sogno? Restare a Roma o tornare un giorno a Barcellona? Il mio obiettivo è chiaro: voglio essere felice giocando al calcio. Ora la possibilità me la dà la Roma e darò tutto. Del futuro non si può parlare, può succedere di tutto tra due anni.

Qual è stato il tuo impatto con Roma e con i tifosi a Riscone? Mi sono già reso conto dell’affetto speciale dei tifosi della Roma. Sono sensazioni che avverto, che mi dà questo ambiente speciale.

Il contratto tra Barcellona e Roma è molto articolato. Tu hai posto qualche clausola? Nello schema tattico di Luis Enrique dove sarai collocato? Voglio dare un messaggio molto chiaro ai tifosi: io sono qui perché volevo essere qui e non ho posto nessuna clausola. Ho giocato da centravanti e più largo. Mi trovo bene ovunque nelle posizioni del tridente.

Se tra due anni la Roma vorrà riscattarti, dovrà pagare quaranta milioni, un prezzo molto alto. Senti per questo di dover dare qualcosa in più? L’unico obbligo che ho è fare bene, benissimo, affinché la Roma possa vincere dei titoli e arrivare in alto.

Alla conferenza che hai fatto due giorni fa a Barcellona erano presenti dei grandi come Xavi e Puyol. Nella decisione del trasferimento ha inciso qualche consiglio dei tuoi compagni? Per me è stato un orgoglio che questi grandi campioni mi siano venuti a salutare. Anche Iniesta e Piqué dovevano venire ma avevano degli impegni. Quando ho detto loro che sarei venuto qui sono stati contenti per me.

Hai temuto che la trattativa potesse saltare? Sì, in effetti questa trattativa è andata avanti per parecchio tempo. E’ stato un mese lungo per me. Quando è iniziato il ritiro seguivo le notizie su Internet. Sono felice di essere qui e voglio ricambiare questo affetto. Lotterò per questa maglia.

E’ vero che hai la foto della Curva Sud sul cellulare? No, la foto no. Ho dei video dell’ultimo derby, sono momenti che non vedo l’ora di vivere.

Poi tutti fanno per andarsene ma lui interrompe: «Forza Roma».

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